Sofferenza

Cosa significa affrontare la sofferenza?

Spesso si parte dalla ricerca di comandamenti per eliminare la sofferenza: per non creare effetti negativi non fate questo, o quest’altro… Ma la sofferenza non si può eliminare: eliminare la sofferenza equivale a eliminarela vita. Anzichéusare l’espressione “affrontare le sofferenze”, dovremmo parlare di “affrontare la vita”.

 

Nel Buddismo quindi non c’è un’alternativa tra sofferenza e felicità, non sono l’una il contrario dell’altra.

Secondo il Buddismo tanto hai sofferto, tanto sai gioire. Il punto è come utilizzare quello che hai.

Nichiren Daishonin insegna a utilizzare la vita per far emergerela Buddità. Quindila vita non è sofferenza bensì la possibilità di realizzare attraversola sofferenza. Questaè la grande novità del Buddismo del Daishonin.

 

Soffrire per le difficoltà non deriva anche dal fatto di non riuscire a credere che nella nostra vita ci sono infinite potenzialità? L’esperienza ci mostra che quando poi i problemi si affrontano si scoprono delle risorse di sé che prima non si pensava di avere.

La nostra vita procede in base alla nostra comprensione. E la nostra comprensione è limitata. Per comprendere di più, per scoprire di più, è importante andare oltre il limite della nostra attuale comprensione, e ciò è possibile solo attraverso la fede, che si esprime attraverso la preghiera al Gohonzon.

Per togliere il limite bisogna credere. È strano: se ci credi funziona, se non ci credi non funziona.

“La palestra del Budda”, BS, n°135.

Marina: Come si toglie il limite?

La prima cosa è il desiderio: se si vuole, si riuscirà a toglierlo, altrimenti non ci si riuscirà. Tutti hanno paura di sapere dove è il limite della propria forza, questo è il motivo per cui non lo si vuole conoscere. Prima di arrivare al limite, ci si ferma. Quello che noi stiamo tentando di fare è di rompere questo limite, di andare oltre.

 

Maria Lucia: quanto è importante praticare costantemente?

Praticare vuol dire “mettere in pratica”, mettere in pratica un’idea. Nel nostro caso si tratta di fare Gongyo e Daimoku, altrimenti non si può dire di essere buddisti.

È normale che ognuno abbia una propria idea per vivere il meglio possibile, e poiché si agisce in base all’idea che si ha, se migliora l’idea migliora anche l’azione. Nel Buddismo si adotta una filosofia in base alla quale migliorare la vita.

 “La rotta…della pratica corretta”, BS, n°147.

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