Shoju e shakubuku

Il Daishonin cità la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante come esempio di Shakubuku. Poiché Shakubuku viene interpretato come refutazione degli altri insegnamenti, a volte si pensa che sia una pratica fanatica ed esclusivista. «Shakubuku è un’espressione concreta della nostra fede nella natura di Budda in noi e negli altri; è un atto umanistico che esprime il massimo rispetto per gli altri. Tuttavia tende ad essere frainteso e penso che ciò sia dovuto alla sua fermezza nell’affrontare radicalmente la natura demoniaca intrinseca alla vita» (MDG). Esistono due metodi di propagazione: shakubuku e shoju. Il primo prevede la refu- tazione delle idee e delle filosofie errate ed è paragonato all’arte della spada, men- tre il secondo non prevede alcuna refutazione ed è paragonato all’arte della penna. «Il Daishonin spiega che nei paesi buoni la Legge si diffonde rapidamente mentre nei paesi cattivi la propagazione della Legge è accompagnata da persecuzioni e repressione. Di conseguenza si dovrebbero impiegare secondo la situazione i due metodi di shoju e shakubuku» (MDG). Nel Gosho si legge: «Ci sono due tipi di paesi: quelli passivamente malvagi, e quelli che cercano attivamente di distrugge- re la Legge. Dobbiamo considerare attentamente a quale categoria appartiene il Giappone di oggi» (L’apertura degli occhi, SND, 1, 203-4). «In pratica il Daishonin raccomanda shoju fintanto che le persone non hanno perso di vista lo scopo fon- damentale del Buddismo, l’obiettivo di rivelare la propria e altrui natura di Budda, insegnato nel Sutra del Loto. Questa è la premessa principale. Ma all’inizio dell’Ultimo giorno della Legge questo obiettivo fondamentale era stato completa- mente dimenticato. Perciò, oltre all’affermazione del vero insegnamento, il Daishonin riteneva che per propagare il Buddismo fosse necessario anche refutare esplicitamente la natura demoniaca che allignava nei vari insegnamenti provvisori esposti dalle altre scuole buddiste. […] Possiamo intendere shakubuku come una battaglia fra la tendenza a rispettare gli esseri umani e quella a sminuirli» (MDG). «Nella pratica di shakubuku sono contenuti due elementi fondamentali: la com- passione e la filosofia. La compassione è il desiderio del Budda di alleviare la sof- ferenza delle persone. Nella nostra pratica significa preoccuparci della felicità e del benessere dei nostri amici e si manifesta nel coraggio e nella perseveranza con cui continuiamo a parlare profondamente alle persone degli insegnamenti buddisti. La filosofia è un’incrollabile convinzione nell’insegnamento del Sutra del Loto secon- do cui tutte le persone possono raggiungere la Buddità e che ognuno ha il diritto di diventare felice» (MDG).

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