Lo spirito dell’offerta

Nella storia del Buddismo, in tutte le scuole e in ogni epoca, l’offerta ha sempre rivestito un ruolo essenziale. Nel Buddismo mahayana la donazione è la prima delle sei paramita, sei differenti tipi di pratiche che i bodhisattva dovevano osservare per ottenere la Buddità, in un lungo processo nel corso di innumerevoli esistenze [paramita è una parola sanscrita che significa “raggiungere l'altra sponda” (passare da quella della sofferenza a quella dell’Illuminazione)]. La prima è appunto la donazione, cioè la pratica di fare offerte materiali e spirituali per salvare la gente che soffre. Il presidente Ikeda spiega che nel Buddismo esistono tre tipi di donazione: la “donazione del tesoro”, vale a dire le offerte materiali; la “donazione della Legge”, cioè lodare e insegnare la Legge; e la “donazione del coraggio”, che consiste nell’eliminare la paura e dare la serenità. «Una volta deciso di seguire la Legge mistica, la pratica della donazione richiede coraggio. È vero che lo spirito del Buddismo si identifica essenzialmente con la compassione, ma il presidente Toda era solito affermare: “Siamo comuni mortali. Anche se si parla spesso di mettere in pratica il sentimento di compassione è più facile a dirsi che a farsi. È il coraggio che porta alla compassione, anzi, il coraggio va di pari passo con la compassione”. Ricordate che la vostra incessante opera di propagazione, nonostante le violente ondate che possono talvolta investirvi, rappresenta di per sé la pratica della compassione»           (D. Ikeda, La vera entità della vita, Esperia, p. 178).

Nichiren Daishonin nei suoi scritti mette in evidenza che in questa epoca di Mappo l’aspetto più importante nell’offerta è il “cuore” di chi offre. Nel Gosho L’offerta del riso afferma: «Alcuni hanno mogli, figli, seguito, possedimenti, oro, argento o altri tesori, a seconda della loro condizione. Altri non possiedono nulla. Comunque, che uno sia ricco o no, niente è più prezioso del tesoro che chiamiamo vita. Per questo motivo gli uomini del passato che furono chiamati santi e saggi consacrarono la loro vita al Budda, e in seguito divennero Budda».(RSND, 1, 997).

La vita dunque è il più prezioso di tutti i tesori, e i saggi e i santi dell’antichità la utilizzavano per offrirla al Budda e ottenere l’Illuminazione. Il Daishonin afferma che nella nostra epoca per conseguire l’Illuminazione ciò che conta veramente è la sincerità dell’offerta, espressa dal termine giapponese kokorozashi, “sincera dedizione”. In sintesi Nichiren sta dicendo che l’atteggiamento dei suoi discepoli deve essere quello di offrire con tutto il cuore. Oggi per noi membri della Soka Gakkai offrire la vita al Budda significa sostenere l’attività buddista, che ha lo scopo di realizzare kosen-rufu, il desiderio del Budda originale, sia dedicando il nostro tempo sia offrendo risorse materiali. Ma è essenziale che lo spirito con il quale offriamo la recitazione, lo studio, lo shakubuku, il tempo per l’attività o il denaro sia quello di kokorozashi: “con tutto il cuore”. Solo con questo atteggiamento, con questo “cuore sincero”, la nostra offerta può diventare la causa per manifestare la Buddità e ricevere benefici. Consideriamo un altro aspetto del significato dell’offerta, indicato con la parola giapponese kisha, che letteralmente significa “offrire, gettare via un tesoro con gioia”, e si riferisce agli attaccamenti ai desideri terreni. La cosa importante per trasformare questi attaccamenti è proprio “offrire, gettare via con gioia”. La letteratura buddista riporta numerose storie che esemplificano questo atteggiamento, spesso citate da Nichiren Daishonin nei suoi scritti. Come ad esempio in Risposta a Onichi-nyo: «Nel passato il giovane Virtù Vittoriosa offrì una torta di fango al Budda e rinacque come il re Ashoka che regnò su tutto Jambudvipa. Una povera donna si tagliò i capelli e li vendette per comprare olio [per il Budda] e nemmeno i venti che soffiano impetuosi dal monte Sumeru poterono estinguere la fiamma della lampada alimentata da quell’olio. Quindi la tua offerta di due e tre kan di monete è di gran lunga maggiore di quella che potrebbe compiere il sovrano del Giappone offrendo l’intero paese e costruendo una pagoda adorna dei sette tipi di gemme e alta come il cielo dei trentatré dèi»        (RSND, 1, 965).

Anche nel Gosho Il corpo e la mente delle persone comuni il Daishonin afferma: «Per quanto una persona possa essere ignorante e le sue offerte misere, se sono indirizzate a chi sostiene la verità, allora il suo merito sarà grande. Quanto è più vero questo nel caso di persone che in tutta sincerità fanno offerte al corretto insegnamento!»  (RSND, 1, 1000).

Le offerte sincere per kosen-rufu sono offerte alla Legge, perciò conducono direttamente alla Buddità e sono la causa per ottenere benefici immensi e risvegliare la nostra umanità.

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