L’inverno si trasforma sempre in primavera

spiegazione di Daisaku Ikeda

(Brani scelti, testo integrale: WND, 1, 535; cfr. SND, 4, 207)

Titolo originale: Myoichi Ama Gozen Goshosoku (Fuyu wa kanarazu), GZ, 1252
Scritto nel maggio 1275, a 54 anni, da Minobu
Destinato a Myoichi Ama

Il tuo defunto marito aveva una figlia e un figlio malato. Non posso fare a meno di pensare a quanto dolore deve aver provato: se fosse morto e fosse stato costretto a lasciarli, sua moglie, anziana e fragile come un ramoscello secco, sarebbe rimasta da sola e con una grande tristezza nel cuore per questi due figli. Inoltre deve essere stato in grande apprensione per le sorti di Nichiren. Dato che le parole del Budda non sono in alcun modo false, il Sutra del Loto si diffonderà sicuramente. Sapendo questo, tuo marito deve aver sentito che sarebbe accaduto qualcosa di meraviglioso e che un giorno questo prete sarebbe stato molto rispettato. Quando fui esiliato contro ogni sua previsione, deve essersi chiesto perché il Sutra del Loto e le dieci fanciulle demoni avessero potuto permettere che ciò accadesse. Come sarebbe felice di vedere Nichiren perdonato se fosse ancora in vita! Come sarebbe lieto di veder realizzate le mie predizioni, ora che l’impero mongolo ha attaccato il Giappone e il paese è in crisi! Tali sono i sentimenti dei comuni mortali.
Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno, ma l’inverno si trasforma sempre in primavera. Sin dai tempi antichi, non si è mai visto né udito di un inverno che si sia trasformato in autunno, né abbiamo mai sentito di un credente del Sutra del Loto che sia rimasto un comune mortale non illuminato. Il sutra afferma: «Fra coloro che ascoltano questa Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità!» (SDL, 51).
Tuo marito ha dato la vita per il Sutra del Loto. Il suo intero sostentamento dipendeva da un piccolo feudo che gli fu confiscato a causa della sua fede. Sicuramente ciò equivale a dare la vita per il Sutra del Loto. Il ragazzo delle Montagne Nevose fu capace di offrire il suo corpo per conoscere la metà di un insegnamento buddista e il bodhisattva Re della Medicina fu capace di bruciarsi i gomiti come offerta al Budda; poiché entrambi erano saggi, per loro queste azioni furono come versare acqua sul fuoco. Ma tuo marito era un comune mortale, e le persecuzioni subite furono come gettare carta nel fuoco. Perciò i benefici che riceverà saranno sicuramente grandi quanto i loro.
È possibile che egli stia osservando giorno e notte sua moglie e i suoi figli negli specchi celesti del sole e della luna. Dal momento che tu e i tuoi figli siete comuni mortali non potete né vederlo né sentirlo, così come un sordo non può udire il fragore del tuono né un cieco vedere la luce del sole. Siate certi che egli vi è vicino e vi protegge.
Proprio mentre stavo pensando di fare il possibile per venirti a trovare, tu mi hai spedito un abito. La tua premura era del tutto inattesa. Considerato che il Sutra del Loto è il più nobile di tutti i sutra, è ancora possibile che io guadagni prestigio nel corso di questa vita. In tal caso sii certa che avrò cura dei tuoi figli, sia che tu viva ancora o no. Hai mandato il tuo servitore in mio aiuto quando ero a Sado e anche durante la mia permanenza qui a Minobu. In quale esistenza potrei mai dimenticare ciò che hai fatto per me? Ripagherò questo debito di gratitudine servendoti nella prossima esistenza.

SPIEGAZIONE

MANIFESTARE IL GRANDE POTERE DELLA FEDE, LA FORZA ISPIRATRICE DELLA IMMENSA CONVINZIONE DEL DAISHONIN

Una volta l’ex sottosegretaria del Ministero austriaco dell’educazione, dell’arte e dello sport Jutta Unkart-Seifert, con la quale io e mia moglie abbiamo avuto una lunga amicizia, ha detto sorridendo: «Ho sentito parlare di una meravigliosa espressione buddista» e ha citato la frase di Nichiren Daishonin: «L’inverno si trasforma sempre in primavera». Poi ha spiegato che in Austria esistono modi di dire simili, come ad esempio: «Dopo la pioggia ritorna il sole», e ha raccontato che i suoi genitori, entrambi non vedenti, le hanno insegnato a vivere con uno spirito solare e positivo per dare speranza agli altri.
Le parole del Daishonin continuano a incoraggiare tante persone in tutto il mondo che, ispirate dalla sua traboccante compassione e dalla sua indistruttibile convinzione, rinnovano il loro slancio e vivono con vigore e determinazione.
Durante le sue lezioni sul Sutra del Loto, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda era solito affermare che se si mette in pratica anche una sola frase o un brano dei ventotto capitoli del sutra, si può arrivare a comprendere il sutra nella sua interezza. Allo stesso modo chi mette in pratica anche una singola frase o un brano degli scritti del Daishonin, nutrendo una profonda convinzione nel suo significato e dimostrando la prova concreta, diventerà una persona forte.
È importante imparare a conoscere i trattati e le lettere del Daishonin – in particolare i suoi cinque scritti maggiori1 – e studiarne le profonde dottrine. Spero che i giovani risveglino il loro spirito di ricerca e si impegnino nello studio degli scritti di Nichiren.
È bene cercare ispirazione da qualunque brano del Gosho incidendone le parole nel nostro cuore, recitando Daimoku per comprenderle al meglio e cercando di metterle in pratica mentre siamo alla prese con i problemi della vita e lottiamo contro le avversità. In ciò consiste la vera essenza dello studio buddista nella Soka Gakkai, uno studio strettamente collegato alla vita quotidiana.
Le parole d’oro del Daishonin sono fonte di infinito incoraggiamento e di ispirazione per i membri della SGI di tutto il mondo, spronano a trasformare la vita e a conquistare una solida vittoria. In questo scritto si trova la famosa frase: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno, ma l’inverno si trasforma sempre in primavera». Non è esagerato dire che in queste parole è concentrata tutta la filosofia della speranza che è l’essenza del Buddismo di Nichiren Daishonin.
Studiamo insieme il Gosho L’inverno si trasforma sempre in primavera con lo scopo di acquisire una comprensione più profonda del cuore del Daishonin.

«Il tuo defunto marito [...] i sentimenti dei comuni mortali».

IL BUDDISMO È IL PRINCIPALE ALLEATO DELLE PERSONE CHE SOFFRONO

Questo Gosho fu scritto a Minobu nel maggio 1275, circa un anno dopo il ritorno di Nichiren dall’esilio di Sado, ed è indirizzato alla monaca laica Myoichi che viveva nella città di Kamakura.
Meno di quattro anni prima, nel 1271, il Daishonin aveva subito la persecuzione di Tatsunokuchi ed era stato esiliato a Sado, dove era rimasto per due anni e mezzo, fino a marzo del 1274. A questi eventi era seguito un violento attacco contro i suoi seguaci di Kamakura, tra i quali vi erano anche Myoichi e il marito. I due coniugi subirono la confisca dei loro possedimenti, ma mantennero una salda fede nel Sutra del Loto rivelandosi discepoli autentici, capaci di lottare con tutto il cuore per essere solidali con il Daishonin.
Purtroppo il marito morì prima che Nichiren ottenesse il perdono. Così Myoichi, afflitta da una salute cagionevole e priva di sostegno, rimase sola ad allevare i due figli, uno dei quali era malato. Nonostante le difficili circostanze Myoichi continuò a sostenere con sincerità il Daishonin, inviandogli un servo per aiutarlo e assisterlo sia durante la permanenza a Sado sia dopo il trasferimento a Minobu. Il Daishonin scrisse questa lettera per ringraziarla del dono di un abito.
Il Buddismo è il principale alleato delle persone che soffrono ed esiste per aiutare chi affronta grandi avversità a conquistare la suprema felicità. I leader buddisti hanno la responsabilità di offrire il massimo sostegno alle persone nel realizzare questo scopo.
L’inverno si trasforma sempre in primavera è una lettera colma di un incoraggiamento che viene dal cuore. Non c’è dubbio che in quei momenti difficili Myoichi stesse perseverando coraggiosamente nella pratica buddista. Mentre tanti discepoli e la società in generale erano disorientati a causa dell’esilio del Daishonin a Sado e per l’invasione mongola (avvenuta nell’ottobre del 1274), questa lettera testimonia che la monaca laica non aveva vacillato nella fede e aveva continuato a praticare con un cuore puro accanto al suo maestro.
Le difficoltà affrontate da Myoichi possono essere paragonate all’inverno, e si può intuire che il Daishonin abbia voluto scriverle questa lettera di incoraggiamento motivato dal profondo desiderio che la sua discepola potesse diventare felice e conseguire la Buddità, cercando di dissolvere in lei ogni traccia di afflizione e angoscia.
Il Daishonin afferma: «È il cuore che è importante» (WND, 1, 1000). Myoichi aveva mantenuto la fede fino a quel momento ed era importante che perseverasse con uno spirito fresco e proteso al futuro. Nichiren, con le sue parole, voleva accendere la fiamma inesauribile della fede nella profondità della vita di Myoichi, affinché potesse superare le illusioni e andare avanti con fiducia, priva di dubbi o esitazione di fronte agli ostacoli.
L’inverno si trasforma sempre in primavera è uno scritto ricco di compassione, e ogni sua parola riflette l’ardente desiderio del Daishonin di incoraggiare la sua discepola.

L’ULTIMO DESIDERIO DI SHAKYAMUNI: GUIDARE AJATASHATRU ALL’ILLUMINAZIONE

All’inizio della lettera il Daishonin riflette su quanto il marito di Myoichi, avvicinandosi al momento della morte, potesse essere preoccupato per la famiglia che stava lasciando. I suoi pensieri – immagina il Daishonin – erano sicuramente rivolti alla giovane figlia, al figlio malato e alla moglie che sarebbe rimasta da sola ad allevarli sotto il peso di tante difficoltà. Descrivendo lo stato d’animo del marito di Myoichi il Daishonin sta cercando di esprimere i sentimenti e le preoccupazioni della donna.
Nel Buddismo non c’è traccia di sentimentalismo o di pessimismo. Le parole del Daishonin sul marito defunto rasserenarono Myoichi, le diedero la certezza che il suo maestro aveva compreso le difficoltà che stava attraversando e stava vegliando con calore su di lei e sulla sua famiglia.
Nella prima parte della lettera (che qui non viene riportata) il Daishonin racconta come Shakyamuni, nei suoi ultimi giorni di vita, avesse il cuore pieno di angoscia e apprensione per il destino del re Ajatashatru.2 Il Budda era molto preoccupato perché Ajatashatru era stato fuorviato da Devadatta e ora stava soffrendo di una terribile agonia come retribuzione per le sue gravi offese alla Legge. Il Budda si preoccupa in modo imparziale e senza distinzioni di tutti gli esseri viventi, tuttavia il suo pensiero è sempre rivolto alle persone destinate a cadere nei cattivi sentieri, proprio come i genitori si preoccupano sempre del loro figlio malato, pur amando in egual modo ciascuno dei figli. Il Daishonin cita l’esempio di Shakyamuni per spiegare come il marito di Myoichi, prima di morire, fosse in apprensione per le sorti della propria famiglia.
Il Daishonin si riferisce a Myoichi definendola una donna anziana e fragile come un ramoscello secco, tuttavia non dobbiamo intendere queste parole in senso letterale. Possiamo supporre che il Daishonin intendesse descrivere lo stato d’animo del marito di Myoichi, preoccupato del fatto che sua moglie sarebbe rimasta sola, oppure volesse dare voce ai sentimenti di ansia e sfiducia della donna.
Poi, riguardo al fatto che il marito di Myoichi fosse morto prima che Nichiren ottenesse il perdono, scrive: «Dato che le parole del Budda non sono in alcun modo false, il Sutra del Loto si diffonderà sicuramente. Sapendo questo, tuo marito deve aver sentito che sarebbe accaduto qualcosa di meraviglioso e che un giorno questo prete sarebbe stato molto rispettato. Quando fui esiliato contro ogni sua aspettativa, deve essersi chiesto perché il Sutra del Loto e le dieci fanciulle demoni avessero potuto permettere che ciò accadesse. Come sarebbe felice di vedere Nichiren perdonato se fosse ancora in vita! Come sarebbe lieto di veder realizzate le mie predizioni, ora che l’impero mongolo ha attaccato il Giappone e il paese è in crisi! Tali sono i sentimenti dei comuni mortali».
Il Daishonin era deciso a toccare in profondità il cuore di Myoichi e per questo motivo si impegnò con tutto se stesso per trasmetterle un grande incoraggiamento. Questo gesto testimonia la lotta seria e compassionevole del Daishonin nel voler risvegliare lo spirito di Myoichi e fare breccia nella sua oscurità e nelle sue illusioni dissolvendo ogni suo dubbio.
In questo passo il Daishonin parla dei «sentimenti dei comuni mortali», dicendo che il marito di Myoichi, addolorato per l’esilio di Nichiren, avrebbe certamente gioito alla notizia del compimento della profezia di Nichiren sull’invasione mongola. Secondo Nichiren è naturale provare questi sentimenti, perché il cuore degli esseri umani è influenzato dalle circostanze esterne e tende a oscillare tra gioia e dolore. Tuttavia, la vita e i sentimenti del marito di Myoichi erano permeati dalla grande Legge mistica: il suo era il cuore che pulsa per kosen-rufu, che gioisce per la diffusione del Sutra del Loto, ed era il cuore leale del discepolo che condivide lo stesso impegno del maestro, il devoto del Sutra del Loto.
Se i «sentimenti dei comuni mortali» – in questo caso provare gioia o dolersi per le sorti del proprio maestro – vengono analizzati con gli occhi del Budda, appare chiaro come il marito di Myoichi avesse combattuto coraggiosamente al fianco del proprio maestro fino alla fine, concludendo la propria vita in modo vittorioso e senza rimpianti.
Subito dopo il Daishonin afferma che l’inverno si trasforma sempre in primavera per chiarire che il marito di Myoichi aveva sicuramente conseguito la Buddità.
Parlando dei sentimenti dei comuni mortali, il Daishonin intendeva lodare la fede dimostrata dal discepolo defunto, una fede capace di permeare la vita e i sentimenti degli esseri umani; inoltre cerca di rassicurare Myoichi riguardo all’ottenimento della Buddità del defunto marito.
Il cuore umano è estremamente mutevole. È probabile che Myoichi fosse triste perché suo marito non era vissuto abbastanza per vedere Nichiren perdonato. Nutrire inquietudine e tristezza è naturale, tuttavia tali sentimenti possono far nascere dubbi e illusioni. Per questo motivo il Daishonin rassicura Myoichi dicendole che suo marito, avendo mantenuto la fede fino alla fine, ha conseguito senza dubbio la Buddità. Voleva essere certo che Myoichi non perdesse lo spirito vibrante della fede necessario per continuare a vivere con speranza.
Il rimorso, la lamentela e il malcontento possono far ristagnare la fede e per questo per andare avanti è essenziale mantenere uno spirito puro e coraggioso. Afferma il Daishonin: «La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita da un coraggioso nella fede» (SND, 4, 150).
Se raccogliamo la sfida della nostra rivoluzione umana convinti che otterremo la vittoria finale nella nostra vita, potremo espandere enormemente la nostra condizione e saremo capaci di conseguire uno stato vitale di infinita libertà che ci porterà ad abbracciare tutte le avversità e i dispiaceri come se fossero un grande oceano. Verrà il momento in cui ci apparirà chiaro il significato di tutte le nostre esperienze.
Per questa ragione è vitale progredire basandoci sulla recitazione del Daimoku, sia nei momenti di sofferenza sia nei momenti di gioia. Quando stiamo soffrendo possiamo far emergere la saggezza per cambiare il veleno in medicina, e quando stiamo bene possiamo addirittura diventare più felici. Diventeremo “persone comuni” dotate di un’alta condizione vitale e capaci di dimostrare concretamente le parole del Daishonin: «Soffri per quel che c’è da soffrire e gioisci per quel che c’è da gioire» (SND, 4, 157).

«Quelli che credono nel Sutra del Loto [...] nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità!».

L’INVERNO SI TRASFORMA SEMPRE IN PRIMAVERA SIGNIFICA CHE CONSEGUIREMO SENZA ALCUN DUBBIO LA BUDDITÀ

Il Daishonin afferma: «Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno». Prima di poter dare il benvenuto alla primavera, dobbiamo passare attraverso l’inverno. Per ottenere la Buddità in questa esistenza è indispensabile intraprendere una dura lotta per cambiare il nostro karma e respingere gli attacchi che sorgono dai tre ostacoli e i quattro demoni3 e dai tre potenti nemici.4 Le prove dell’inverno sono inevitabili se vogliamo andare incontro a una brillante primavera basandoci sulla fede.
«Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno»: sono parole ricche di compassione pronunciate da un padre severo che ci invita a seguire il sentiero certo dell’ottenimento della Buddità, che consiste nel lottare per il superamento degli impedimenti karmici. Il modo per ottenere la Buddità è racchiuso nelle parole «l’inverno si trasforma sempre in primavera».
L’inverno si trasforma in primavera e non in autunno: questa è una legge immutabile della natura. Allo stesso modo, secondo il Daishonin, coloro che sostengono la Legge mistica – il grande insegnamento per l’ottenimento della Buddità – non mancheranno di diventare Budda e non rimarranno nella condizione di illusione delle persone comuni non illuminate. Come promesso dal Budda nel Sutra del Loto, coloro che ascoltano e abbracciano la Legge mistica otterranno tutti, senza eccezione, la Buddità (SDL, 51). Questo è un principio universale della vita.
Dalla prospettiva del Budda ogni persona ha il diritto di essere felice. Ciascuno possiede il potenziale di condurre una vita traboccante di gioia. Inoltre, noi che abbracciamo il Buddismo di Nichiren Daishonin sappiamo come attingere al potere della Legge mistica nella nostra vita e per questo motivo non solo abbiamo il diritto di essere felici noi, ma abbiamo anche l’importante missione di aiutare gli altri a conquistare la vera felicità nella loro vita.
«L’inverno si trasforma sempre in primavera»: i comuni mortali che superano le sfide che si presentano nel corso della pratica buddista diverranno senza dubbio dei Budda. Con parole simili al potente ruggito del leone, il Daishonin proclama che i suoi discepoli che dedicano la vita ad aiutare gli altri a risvegliare e manifestare la Buddità inerente alla loro vita, non mancheranno di ottenere la Buddità.

LE PROVE FANNO SBOCCIARE I FIORI DELLA VITTORIA

È importante comprendere questo punto: proviamo gioia per l’arrivo della primavera grazie all’inverno che l’ha preceduta. Soltanto se si superano le prove dell’inverno grazie al potere della fede è possibile assaporare la primavera della vittoria.
Prendiamo l’esempio degli alberi di ciliegio che fioriscono in primavera: le gemme si formano in estate ed entrano in una fase di dormienza in autunno. Poi devono affrontare i rigori dell’inverno – cioè attraversano una fase chiamata interruzione della fase di dormienza – e quindi cominciano a svilupparsi fino alla piena fioritura. Le gemme si sviluppano grazie al freddo dell’inverno. Una volta risvegliatesi dalla condizione di dormienza iniziano a crescere sotto l’influsso delle temperature più miti fino a sbocciare.
L’inverno ha la funzione di risvegliare il potere intrinseco e il potenziale latente: questo è un principio che si applica sia alla vita che alla pratica buddista. Tutti gli esseri viventi possiedono il seme della Buddità, o natura di Budda. Questo seme contiene un potenziale vasto e illimitato quanto l’universo stesso. La fede nel Sutra del Loto, grazie alla quale siamo capaci di superare le prove dell’inverno, ha il potere di risvegliare questo seme dalla fase di latenza e portarlo a produrre i suoi frutti. In altre parole, i frutti si raccolgono attraverso la lotta contro gli ostacoli che sorgono nel corso della nostra pratica buddista, cioè attraverso la lotta contro i tre ostacoli e i quattro demoni e i tre potenti nemici. Possiamo far sbocciare nella nostra vita i fiori brillanti della vittoria quando resistiamo alle difficoltà dell’inverno e trionfiamo su di esse basandoci sulla pratica della Legge mistica.
Ma se nel mezzo dell’inverno della vita esitiamo nel progredire nella fede, dubitiamo del suo potere intrinseco e riduciamo i nostri sforzi nella pratica, finiremo per non ottenere alcun risultato. Si dice che se l’inverno non è freddo abbastanza per interrompere la fase di dormienza, la fioritura delle gemme sarà ritardata e i fiori non sbocceranno come dovrebbero. La chiave per vincere nella vita è nell’intensità con cui combattiamo durante il nostro inverno, dalla saggezza con cui affrontiamo quei momenti e dal significato che sappiamo attribuire a ogni singolo giorno vissuto nella certezza che la primavera alla fine arriverà.
Avere fede nel Sutra del Loto significa farsi strada coraggiosamente attraverso l’inverno delle nostre avversità. Assumendoci l’arduo compito di cambiare il nostro karma potremo dare il benvenuto alla primavera e costruire felicità e buona fortuna. Per questo motivo non dobbiamo evitare le prove dell’inverno, ma affrontarle con coraggio per poter avanzare senza limiti verso la meravigliosa primavera dell’ottenimento della Buddità e realizzare kosen-rufu.
Il Sutra del Loto insegna l’importanza di trionfare sull’inverno della vita, e il Daishonin ci assicura che l’inverno si trasforma sempre in primavera. I nostri continui sforzi volti a trasformare l’inverno in primavera rappresentano il sentiero fondamentale per ottenere il pieno appagamento e il progresso nella vita. Se avanziamo con forza su questo sentiero apriremo la via dell’ottenimento della Buddità in questa esistenza e godremo di una condizione vitale gloriosa e simile alla primavera, uno stato vitale che brilla di incommensurabile buona fortuna e benefici attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro.

«Tuo marito ha dato la vita [...] Siate certi che egli vi è vicino e vi protegge».

LE NOBILI “PERSONE COMUNI” CHE SI DEDICANO ALLA LEGGE MISTICA

Le persone comuni che si basano sempre sulla fede e sulla pratica con lo spirito di non risparmiare la propria vita sono persone nobili.
In questo brano del Gosho il Daishonin mette a confronto gli sforzi del ragazzo delle Montagne Nevose con quelli dei comuni mortali. Per un saggio come il ragazzo delle Montagne Nevose non era stato difficile offrire la propria vita per cercare la verità eterna, ma per una persona comune è veramente arduo portare avanti una pratica altruistica e sacrificare qualcosa di grande valore, come successe al marito di Myoichi che dovette rinunciare al suo feudo, per lui prezioso come la sua stessa vita. Il Daishonin afferma che non c’è alcuna differenza fra i benefici acquisiti dal ragazzo delle Montagne Nevose che aveva offerto la sua vita per la Legge e i benefici del marito di Myoichi che aveva perseverato nella fede senza lesinare la propria vita.
Toda era solito usare l’espressione “un comune mortale illuminato sin dal tempo senza inizio.” Le persone comuni che dedicano la loro vita alla Legge mistica sono capaci di entrare nel “regno del tempo senza inizio”, la condizione eterna della Buddità.
Il marito di Myoichi mantenne una salda fede nonostante avesse perso il feudo da cui dipendeva il sostentamento della sua famiglia. L’incommensurabile beneficio che ottenne grazie alla sua fede altruistica fu che al momento della morte la sua vita poté fondersi con il mondo di Buddità dell’universo – un mondo che il Daishonin nei suoi scritti definisce spesso come “la pura Terra del Picco dell’Aquila” – e acquisire uno stato vitale vasto e infinito. Alla luce degli scritti di Nichiren Daishonin tutto ciò è perfettamente chiaro. Il Daishonin dice anche che il marito di Myoichi, dalla dimensione eterna della Buddità, avrebbe sempre vegliato sulla moglie e i figli proteggendoli come il sole e la luna nel cielo.
Il marito di Myoichi aveva ottenuto senza alcun dubbio la Buddità e pertanto le preoccupazioni del Daishonin erano tutte rivolte alla moglie rimasta sola a crescere un figlio malato in circostanze così difficili. Si rivolge a lei con calore, dicendole che non deve preoccuparsi di nulla e che suo marito sta vegliando su di lei dalla pura Terra del Picco dell’Aquila. In queste parole possiamo percepire la premura sincera del Daishonin che avvolge Myoichi e i suoi figli come una dolce brezza primaverile. Nichiren rassicura la monaca laica dicendole che non deve nutrire alcun dubbio.
Sono certo di non essere il solo a essere profondamente toccato dall’intensa compassione del Daishonin racchiusa in queste parole così incoraggianti. Egli desiderava ardentemente portare felicità alle madri e ai loro figli e a tutti coloro che stavano soffrendo. Il suo calore compassionevole è veramente come il sole primaverile che scioglie la neve dell’inverno.
Il Daishonin voleva lodare la fede devota dei due coniugi e sostenere la vedova Myoichi e la sua famiglia. Desiderava che questi seguaci che avevano condiviso i suoi sforzi avanzassero con speranza e orgoglio fino alla fine, conseguendo uno stato vitale di grande vittoria e apprezzamento per la pratica buddista. Animato da questo spirito, il Daishonin continuò a offrire incoraggiamenti pieni di compassione e convinzione.

«Proprio mentre stavo pensando [...] servendoti nella prossima esistenza».

IL LEGAME FRA MAESTRO E DISCEPOLO È ETERNO

I veri discepoli si impegnano per tutta la vita per ripagare il debito di gratitudine verso il loro maestro. Io ho speso tutta la mia vita per ripagare i debiti di gratitudine verso il mio maestro Toda.
Myoichi, come si accenna in questo scritto, inviò al Daishonin un servitore per assisterlo e gli fece dono di un vestito. In risposta a questa madre che aveva dedicato la vita a kosen-rufu rimanendo al suo fianco nonostante le grandi difficoltà, il Daishonin dice che ripagherà il suo debito di gratitudine verso di lei non solo in questa esistenza ma anche nella prossima e che veglierà sui suoi giovani figli nel caso in cui le dovesse accadere qualcosa. Le parole del Daishonin abbracciano con calore l’intera famiglia di Myoichi.
Non c’è fortuna più grande che avere un maestro. Non esiste un modo di comunicare più sincero di quello condiviso dal maestro e dal discepolo e dai compagni praticanti che si dedicano alla Legge mistica. Il legame fra maestro e discepolo continua nell’arco delle tre esistenze, è un legame eterno costruito dai discepoli che si impegnano insieme al maestro per superare grandi ostacoli e per realizzare kosen-rufu, lottando per superare i rigori dell’inverno.
Nel febbraio del 1951 Toda stava attraversando il momento più critico della sua vita lavorativa. Un giorno, fermando il suo sguardo su alcuni germogli spuntati dal terreno in un angolo del minuscolo giardino di fronte al suo modesto ufficio, disse: «La primavera è arrivata, finalmente. Quando arriva la primavera, emerge una fresca forza vitale. L’inverno si trasforma sempre in primavera. La fede nel Sutra del Loto è come l’inverno che annuncia la primavera».
In quello stesso periodo io scrissi nel mio diario: «La primavera arriverà presto, risplendente di speranza. La mia passione e la mia grande convinzione cresceranno come l’erba e gli alberi…Giovani, alzatevi!/ Giovani, avanzate!/ Giovani, muovetevi!/ Avanti, sempre avanti!/ Senza paura degli abissi profondi e delle onde impetuose…
Adesso il signor Toda e la Gakkai sono oggetto di offese e maldicenze. Ma nel profondo del mio cuore nasce una grande emozione: vedranno fra dieci o venti anni, quando saremo cresciuti!».5
Animato da quello spirito ho costruito la Soka Gakkai facendola diventare l’organizzazione che è oggi. Ho vissuto la mia vita basandomi sullo spirito di unicità di maestro e discepolo e ora, insieme al signor Toda che è dentro il mio cuore, posso dare il benvenuto alla primavera di kosen-rufu mondiale. Oggi le persone in tutto il mondo elogiano i nostri sforzi e nutrono grandi aspettative. Noi abbiamo trionfato su tutto. La Soka Gakkai Internazionale sta godendo di una gloriosa primavera di benefici, con tante persone capaci che stanno sbocciando orgogliosamente nelle loro comunità in tutto il mondo.
Adesso, all’inizio della seconda fase di kosen-rufu, figure di spicco di tutti gli ambiti guardano con entusiasmo al nostro movimento che preannuncia la partenza di una nuova primavera dell’umanità. Tutti ripongono grandi speranze nei nostri sforzi e li considerano come una brillante forza di cambiamento capace di salvare l’umanità dall’inverno della guerra e della miseria, e di guidarla verso la primavera della felicità e della pace.
Con fiducia e con allegria, con gioia e vitalità, parliamo agli altri di questa grande filosofia della speranza riassunta nelle parole: «L’inverno si trasforma sempre in primavera». Illuminiamo l’umanità con la luce della compassione e della saggezza del Buddismo di Nichiren Daishonin, ed entriamo nella primavera della pace, della cultura e della nuova epoca dell’umanesimo.
Intorno alla terra,/ sorge il sole splendente -/ la Legge mistica/ la chiave per ottenere /una luminosa felicità.

Note

1) Cinque scritti maggiori: i cinque scritti più importanti di Nichiren Daishonin, secondo la classificazione elaborata da Nikko Shonin, il suo discepolo e successore diretto. Essi sono: Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, L’apertura degli occhi, L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, La scelta del tempo e Ripagare i debiti di gratitudine.
2) Re Ajatashatru: re di Magadha, in India, all’epoca di Shakyamuni. Istigato da Devadatta, salì al trono dopo aver ucciso il proprio padre, il re Bimbisara, seguace di Shakyamuni. Sempre su istigazione di Devadatta, Ajatashatru tentò di uccidere il Budda e i suoi discepoli aizzando contro di loro un elefante ubriaco. Successivamente, tormentato dal rimorso per aver ucciso il padre, fu afflitto da piaghe virulente che gli ricoprirono tutto il corpo. Seguendo il consiglio del suo medico e ministro Jivaka, chiese aiuto a Shakyamuni, che gli espose la dottrina del Sutra del Nirvana. Ajatashatru, grazie a quell’insegnamento, riuscì a sradicare il cattivo karma e a prolungare la propria vita.
3) Tre ostacoli e quattro demoni: vari ostacoli e impedimenti che sorgono nella nostra pratica buddista. I tre ostacoli sono: l’ostacolo dei desideri terreni, l’ostacolo del karma e l’ostacolo della retribuzione. I quattro demoni sono: l’impedimento delle cinque componenti; l’impedimento dei desideri terreni; l’impedimento della morte e l’impedimento del Re demone.
4) Tre potenti nemici: tre tipi di persone arroganti che perseguitano coloro che propagano il Sutra del Loto nell’epoca malvagia successiva alla morte del Budda. Sono descritti nella sezione in versi del tredicesimo capitolo del Sutra del Loto, Incoraggiamento alla devozione. Il Gran Maestro cinese Miao-lo li definisce laici arroganti, preti arroganti e falsi santi arroganti.
5) Daisaku Ikeda, Diario giovanile, Esperia, Milano, 2001, pp. 121-122.

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