Le tre grandi Leggi segrete

san dai hi ho
san = tre; dai = grande; hi = segreta; ho = legge. Celate nelle profondità del Sutra del Loto, furono rivelate per la prima volta da Nichiren Daishonin.

Perché sono segrete?
Le tre grandi Leggi segrete sono l’oggetto di culto (honmon no honzon), l’invocazione o Daimoku (honmon no daimoku) e l’alto santuario (honmon no kaidan). Il termine honmon significa “essenziale” ma, in questo contesto non si riferisce all’“insegnamento essenziale” del Sutra del Loto inteso come i secondi quattordici capitoli del sutra bensì alla sua dottrina fondamentale che, come Nichiren insegnò, è «nascosta nelle profondità del capitolo Juryo (Durata della vita del Tathagata)» (SND, 1, 74). Si chiamano leggi “segrete” perché né Shakyamuni né i suoi successori, in India o in Cina, le rivelarono mai esplicitamente; esse rimasero celate nel testo del sedicesimo capitolo del Sutra del Loto sino a quando non furono rivelate da Nichiren Daishonin. Inoltre si considerano “segrete” perché vanno oltre le capacità di comprensione dei comuni mortali.Precetti, meditazione, saggezza
Nel corso della sua vita Shakyamuni espose un enorme numero di insegnamenti, preparandosi a rivelare il suo messaggio fondamentale nel Sutra del Loto. E poiché nel sutra sono implicite le tre grandi Leggi segrete, i discepoli diretti di Shakyamuni furono in grado di ottenere l’Illuminazione attraverso di esso. Ma, nell’Ultimo giorno della Legge, il periodo che inizia duemila anni dopo la morte di Shakyamuni, le condizioni del mondo erano tali che le persone non potevano più ottenere l’Illuminazione attraverso il Sutra del Loto così come Shakyamuni lo aveva insegnato. Perciò Nichiren Daishonin decise di rivelare esplicitamente le tre grandi Leggi segrete. La Legge che permise a Shakyamuni di ottenere l’Illuminazione nel remoto passato è la verità fondamentale senza inizio né fine che Nichiren Daishonin definì Nam-myoho-renge-kyo delle tre grandi Leggi segrete. Nichiren materializzò la sua stessa vita, o ichinen sanzen concreto, nella forma del Gohonzon e insegnò che, abbracciandolo, tutte le persone possono manifestare la loro Buddità innata. Tradizionalmente, nel Buddismo ci sono tre tipi di discipline in cui i praticanti dovrebbero perfezionarsi sempre di più: i precetti, la meditazione e la saggezza. Secondo Nichiren, nell’Ultimo giorno della Legge, esse corrispondono alle tre grandi Leggi segrete. I precetti corrispondono all’alto santuario, la meditazione all’oggetto di culto e la saggezza all’invocazione o Daimoku.

Sei leggi che diventano una
La prima grande Legge segreta è l’oggetto di culto, il Dai-Gohonzon che il Daishonin iscrisse il 12 ottobre 1279 e che possiede i due aspetti della persona e della Legge. L’oggetto di culto nei termini della persona è Nichiren Daishonin, il Budda originale del tempo senza inizio. L’oggetto di culto nei termini della Legge è Nam-myoho-renge-kyo, il principio intrinseco in tutti i fenomeni dell’universo. Il Gohonzon rappresenta l’unicità di Legge, Nam-myoho-renge-kyo, e persona, il Daishonin che manifestò la Legge nella sua vita. La seconda Legge segreta è il Daimoku o invocazione di Nam-myoho-renge-kyo, che letteralmente significa dedicare (nam) la propria vita a Myoho-renge-kyo. Il Daimoku corrisponde alla saggezza della Legge mistica. Anche questa seconda Legge ha due aspetti: il Daimoku della fede e quello della pratica. Il primo significa credere nel Gohonzon e il secondo significa recitare e insegnare agli altri. La terza grande Legge segreta, l’alto santuario, corrisponde ai precetti. Osservare i precetti nel Buddismo significa “impedire l’errore e fermare il male dentro di sé”. Kaidan, il termine giapponese per santuario, in origine denotava il palco per l’ordinazione di coloro che facevano voto di osservare i precetti monastici. Ma nel Buddismo di Nichiren Daishonin l’unico precetto o regola è abbracciare il Gohonzon e recitare Nam-myoho-renge-kyo. Perciò il luogo in cui si recita Nam-myoho-renge-kyo al Gohonzon è l’alto santuario. Anch’esso ha due aspetti: il santuario specifico, quello che sarà eretto al tempo di kosen-rufu secondo le istruzioni di Nichiren e dove dovrà essere custodito l’oggetto di culto da lui iscritto per tutta l’umanità, e il santuario generale, che è qualsiasi luogo in cui si recita davanti a un Gohonzon. Poiché, come abbiamo visto, ognuna di queste tre grandi Leggi ha due aspetti, il ventiseiesimo patriarca Nichikan Shonin (1665-1726) le definì anche sei grandi Leggi segrete. Inoltre poiché l’invocazione di Nam-myoho-renge-kyo è diretta verso l’oggetto di culto e l’alto santuario è costruito per alloggiare l’oggetto di culto, quest’ultimo, il Gohonzon, comprende in sè le tre grandi Leggi segrete e per questo viene chiamato l’Unica grande Legge segreta.

Bibliografia
Il Nuovo Rinascimento n.304 1 maggio 2004
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