La pratica di rispettare gli altri

di Katsuji Saito

Nel capitolo III del secondo volume del Mondo del Gosho dal titolo “La pratica di rispettare gli altri”, i due tipi di pratica a cui il Daishonin attribuiva grande importanza, cioè shakubuku e il “comportamento da essere umano”, sono riassunti nella “pratica di rispettare gli altri”.
In tale capitolo si argomenta come shakubuku sia un’accanita lotta contro la natura demoniaca, e come ciò non equivalga affatto a uno scontro religioso basato sul fanatismo o sull’esclusivismo.
Daisaku Ikeda spiega inoltre che i due tipi di pratica del “combattere la natura demoniaca” e del “far emergere la bontà intrinseca nella vita umana” vengono chiamati shakubuku o “pratica di rispettare gli altri”, e sono la pratica fondamentale nel Buddismo del Daishonin.

PRIMA PARTE
(In questa parte si fa riferimento al Mondo del Gosho vol. 2, Esperia 2004, pp. 105-133)

L’essenza delle quattro persecuzioni principali è la lotta fra la natura demoniaca e la Buddità. Dopo l’esilio di Sado era tempo che i discepoli prendessero personalmente posizione assumendo su di sé la responsabilità di questa battaglia.
Superando tutte le quattro principali persecuzioni il Daishonin sconfisse la natura demoniaca intrinseca nel potere religioso e secolare, dimostrando che con il potere della Buddità presente nella vita umana è possibile vincere qualsiasi forza demoniaca. Ciò significa che solo attivando questo potere possiamo salvare l’epoca e le persone dell’Ultimo giorno della Legge.
Kosen-rufu è una lotta fra il “Budda” e il “demone”. Il Daishonin si pose all’avanguardia nella battaglia per sconfiggere la natura demoniaca, impegnandosi senza sosta per la realizzazione della felicità delle persone. Perché questa battaglia prosegua più velocemente e la lotta per kosen-rufu sia portata a compimento è necessario che i discepoli assumano un ruolo attivo. A ciò il Daishonin li esortava ripetutamente, dopo l’esilio di Sado.
«MORINAKA: Il ritorno del Daishonin da Sado segnò la sua vittoria sulle quattro principali persecuzioni che aveva incontrato nel corso della sua vita.
IKEDA: Non si trattò di difficoltà qualsiasi. Al contrario, superare queste persecuzioni richiese al Daishonin un’intensa battaglia contro la natura demoniaca che esiste all’interno del potere secolare e religioso. Così facendo egli dimostrò con la sua vita il potere della Legge mistica e del mondo di Buddità, che sono capaci di sconfiggere qualsiasi forza o tendenza demoniaca.
MORINAKA: All’epoca della persecuzione di Tatsunokuchi il Daishonin “abbandonò il transitorio e rivelò il vero” manifestando la condizione vitale di Buddità che è una sola cosa con la Legge mistica.
SAITO: È grazie al potere della Buddità contenuto nella vita umana che le persone dell’epoca impura dell’Ultimo giorno della Legge possono ottenere l’Illuminazione. Per questo il Daishonin materializzò la Buddità sotto forma di Gohonzon che donò a tutta l’umanità.
Possiamo giungere persino ad affermare che le quattro principali persecuzioni che dovette affrontare furono opportunità per mettere alla prova il potere della Buddità»1.

Quello di Nichiren Daishonin è il Buddismo di maestro e discepolo. Dapprima, assumendo la guida dello shakubuku, una pratica di profondo rispetto per la natura di Budda propria e degli altri, il Daishonin fu all’avanguardia nella battaglia per la Legge e si sforzò di sconfiggere le funzioni della natura demoniaca in modo che tutte le persone potessero rivelare la loro natura illuminata. In seguito, ispirato dagli eventi di Tatsunokuchi e dal successivo esilio a Sado, iniziò a incoraggiare fortemente i discepoli a unirsi a lui in questa grande lotta per condurre le persone all’Illuminazione. Il periodo che va dall’esilio di Sado in poi è il momento in cui diventa compito dei discepoli alzarsi e combattere. Questa lotta, che implica una battaglia contro la natura demoniaca intrinseca nella vita, non è altro che shakubuku.
Il Daishonin esortò energicamente i discepoli a essere forti per sconfiggere la natura demoniaca, invece di essere deboli e venire sconfitti, e a dedicare la vita al grande desiderio di kosen-rufu.
La natura demoniaca connaturata all’autorità e alla religione, e le conseguenti persecuzioni, sono causate dall’ignoranza fondamentale che esiste nella vita degli esseri umani. La battaglia di kosen-rufu nell’Ultimo giorno della Legge è la battaglia fondamentale della vita per sconfiggere le funzioni demoniache usando il potere della Buddità. La vita del Budda opera per vincere la natura demoniaca e unire le persone, mentre l’oscurità fondamentale è l’ignoranza, l’impulso che agisce per distruggere questa unità.
«IKEDA: Come già detto, l’Ultimo giorno della Legge è un’epoca di conflitto. Come mossi da una forza inarrestabile, intere nazioni e singoli individui sono sospinti da un conflitto all’altro. La forza di rimanere saldi in mezzo a questa furiosa corrente dei tempi risiede in una fede incrollabile nella natura di Budda, nostra e degli altri, unita ad azioni per mettere concretamente in pratica questa convinzione e dimostrare rispetto per la vita di tutte le persone. Questo perché l’impulso irresistibile che conduce al conflitto sorge dall’”ignoranza”. Nel Buddismo ignoranza significa mancanza di consapevolezza, o mancanza di fede, nel fatto che le persone posseggono la natura di Budda. È anche l’impulso oscuro che conduce a mancare di rispetto alla vita umana e a violarne la dignità innata. La natura demoniaca intrinseca nell’autorità e nella religione, principale causa dei conflitti dell’Ultimo giorno, ha la sua radice in questa ignoranza.
MORINAKA: La tecnologia e i sistemi sociali hanno avuto un notevole sviluppo negli ultimi tempi. Ciononostante l’umanità deve ancora liberarsi da questa ignoranza e dalla malvagità che essa alimenta. Anzi, il livello di conflitto sembra continuare a crescere.
SAITO: Si potrebbe concludere che più ci sono stati avanzamenti nella scienza e nelle realizzazioni umane più pericolosa è diventata la situazione mondiale.
IKEDA: Proprio per questo la filosofia e la pratica del Buddismo del Daishonin, che identifica la natura di Budda come nucleo essenziale della nostra umanità, è così importante. Solo il Buddismo del Daishonin può curare la profonda malattia dell’epoca attuale causata da un’assenza di umanità, dalla mancanza dell’impegno di porre al primo posto il benessere e la dignità delle persone».2
«IKEDA: [...] Solo attraverso questa battaglia fondamentale a livello della vita potrà esserci un cambiamento nel destino dell’umanità. In questo senso, via via che appare sempre più chiaro che questa è un’”epoca di conflitto”, l’umanesimo attivo del Buddismo del Daishonin si dimostra più necessario che mai.
SAITO: In ciò consiste la missione della Soka Gakkai. Credere nella natura di Budda, nostra e degli altri, e portare avanti la pratica per farla emergere. Questa in sintesi è la missione dei Bodhisattva della Terra»3.
«IKEDA: [...] Molti studiosi e persone consapevoli che ho incontrato in tutto il mondo sono convinte che l’umanità si trovi a un bivio molto importante. Molti individui saggi, responsabili e lungimiranti sono giunti alla conclusione unanime che niente cambierà se non saranno gli esseri umani stessi a cambiare.
Più l’oscurità e il caos mondiale aumenteranno, più l’umanità stessa verrà chiamata in causa. Dobbiamo concentrarci sull’essere umano. Come possiamo mettere in grado ogni persona di elevare la propria condizione vitale? Questa è una domanda urgente dalla quale dipende il futuro dell’umanità.
MORINAKA: È giunto il momento in cui l’umanesimo attivo del Buddismo del Daishonin riveli il suo vero potere»4.

Potremmo dire che due sono le parole chiave del Mondo del Gosho: “umanesimo attivo” (o “combattivo”) e “religione del grande voto”. Tutti gli esseri umani possono far emergere la loro natura di Budda, tutti in egual misura possediamo il potenziale di fare quella trasformazione che chiamiamo “rivoluzione umana”. Perciò gli esseri umani sono nobili e degni di rispetto. La battaglia per sconfiggere la natura demoniaca e l’oscurità fondamentale che distrugge questa dignità umana viene descritta come un “umanesimo combattivo”.
È chiamato umanesimo pratico perché si basa sulla pratica di far emergere la Buddità. Si dice che è “combattivo” per indicare che è pratico o attivo, e anche perché la pratica di aprire la Buddità è al tempo stesso quella di vincere l’oscurità fondamentale e la natura demoniaca.
«IKEDA: L’umanesimo buddista non affonda le sue radici in un particolare sistema di credenze; esso afferma che ogni individuo è in grado di realizzare la propria rivoluzione umana, coltivando la propria intrinseca natura di Budda.
Il termine “natura di Budda” si riferisce a un cuore risvegliato alla Legge mistica. Non limita ai soli esseri umani il possesso di qualche qualità particolare o unica».5
«SAITO: Potremmo definirlo “umanesimo pratico” o “pratica della rivoluzione umana”.
IKEDA: Comunque vogliamo chiamarlo, deve comprendere pratica e azioni mirate a provocare un cambiamento in se stessi e negli altri».6

Shakubuku è una battaglia contro la “natura demoniaca”, non è una forma di esclusivismo religioso
«SAITO: Poiché shakubuku si interpreta spesso come refutazione degli altri insegnamenti, a volte si pensa che sia una pratica fanatica ed esclusivista. Ma ritengo che sia un punto di vista errato.
IKEDA: Shakubuku è un’espressione concreta della nostra fede nell’esistenza della natura di Budda in noi e negli altri; è un atto umanistico che esprime il massimo rispetto per gli altri. Tuttavia tende a essere frainteso e penso che ciò sia dovuto alla fermezza nell’affrontare radicalmente la natura demoniaca intrinseca nella vita».7
«IKEDA: Come spiega la frase della Pratica dell’insegnamento del Budda, gli insegnamenti provvisori funzionano concretamente per ostacolare la vera intenzione del Budda di permettere a tutti la manifestazione della propria natura di Budda. Essi non sono diventati altro che “funzioni demoniache”.
Il Daishonin era l’unico ad averlo veramente capito. Perciò, sia per condurre le persone alla felicità sia per proteggere il Buddismo, combatté la natura demoniaca che dilagava all’interno delle istituzioni buddiste del suo tempo. Non aveva scelta, poteva solo “scatenare la battaglia fra l’insegnamento provvisorio e quello vero” che avrebbe deciso se le persone sarebbero riuscite a rivelare la propria natura di Budda o sarebbero state sopraffatte dalla natura demoniaca.
SAITO: In questa luce appare chiaro che non c’è niente di esclusivista nella pratica di shakubuku».8

Come viene spiegato nella citazione precedente, shakubuku non è una forma di esclusivismo ma di umanesimo attivo. Il Buddismo di Nichiren Daishonin è ancora ampiamente considerato esclusivista proprio a causa della vigorosa pratica di shakubuku, ma questo è un grossolano fraintendimento.

I metodi di shoju e shakubuku dipendono dal tempo
«IKEDA: Nell’affermare che il metodo di propagazione dipende dal tempo il Daishonin ammette che certe particolari pratiche degli insegnamenti provvisori erano valide nel Primo e nel Medio giorno della Legge, quando le forze demoniache che cercano di impedire alle persone di manifestare la propria natura di Budda attraverso la Legge non erano così forti. A quel tempo era adatto il metodo di propagazione di shoju.
In pratica il Daishonin raccomanda shoju fintanto che le persone non hanno perso di vista lo scopo del Buddismo, cioè l’obiettivo di rivelare la propria e altrui natura di Budda, come è insegnato nel Sutra del Loto. Questa è la premessa principale.
Ma all’inizio dell’Ultimo giorno della Legge quest’obiettivo fondamentale era stato completamente dimenticato. Perciò, oltre ad affermare l’insegnamento corretto, il Daishonin riteneva che per propagare il Buddismo fosse necessario anche refutare esplicitamente la natura demoniaca che allignava negli insegnamenti provvisori esposti dalle varie scuole buddiste».9

Gli insegnamenti provvisori predicano certi tipi di pratica, per esempio quella di sradicare i desideri terreni. Ma ciò non conduce necessariamente all’Illuminazione. In questo senso gli insegnamenti provvisori sono una dottrina parziale.
Shakubuku non significa combattere “qualsiasi altro insegnamento”. Shakubuku è una battaglia contro la natura demoniaca che indebolisce le persone. Nell’era di Kamakura, in cui le istituzioni buddiste ufficiali erano diventate funzioni demoniache, il Dashonin le combatteva. Per questo la sua refutazione degli altri insegnamenti fu erroneamente interpretata come “un attacco contro di esse”.

Significato di shakubuku
- Compassione e filosofia.
«IKEDA: Nella pratica di shakubuku sono contenuti due elementi fondamentali: la compassione e la filosofia. La compassione è il desiderio del Budda di alleviare la sofferenza delle persone. Nella nostra pratica significa preoccuparci della felicità e del benessere dei nostri amici e si manifesta nel coraggio e nella perseveranza con cui continuiamo a parlare profondamente alle persone degli insegnamenti buddisti. La filosofia è un’incrollabile convinzione nell’insegnamento del Sutra del Loto che tutte le persone possono ottenere la Buddità e che ognuno ha il diritto di diventare felice».10

- Proclamare la verità. Rivelare direttamente la verità fondamentale.
«SAITO: Rispetto ai quattro metodi di predicazione descritti nel Daichido Ron11e in altri trattati, shakubuku corrisponde al terzo e quarto metodo, rispettivamente all’”aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e a liberarsi dai tre veleni” e a “rivelare direttamente la verità fondamentale”.
IKEDA: La verità fondamentale qui significa il supremo valore universale, la suprema verità, il bene supremo che le persone devono sforzarsi di riconoscere e riverire. L’Ultimo giorno della Legge è un’epoca di confusione dei valori in cui le persone non riescono più a capire ciò che è giusto e importante. In un’epoca simile è importante spiegare chiaramente dove stiano la verità e la giustizia e quale sia la cosa più importante.
Shakubuku significa condividere questa verità universale con gli altri. Dichiararla apertamente con coraggio e difenderla. Shakubuku è la battaglia per stabilire concretamente il valore e la verità universale che tutte le persone dovrebbero riverire. Non è assolutamente, e non deve diventare, un’espressione di settarismo e di ristrettezza mentale. Il Sutra del Loto viene generalmente considerato il “sutra di shakubuku” perché espone direttamente la verità dell’Illuminazione del Budda».12

- Combattere contro la natura demoniaca. La base è la compassione.
«IKEDA: Naturalmente quando una persona è così attaccata alle proprie opinioni distorte da rispondere in malo modo oppure offendendo noi e la Legge, è importante refutare i suoi attaccamenti e spiegare dove è in errore.
Chi trascura di confutare un’affermazione che denigra la Legge non è un discepolo di Nichiren Daishonin. Perdere lo spirito di refutare il male significa perdere lo spirito che anima la Soka Gakkai.
MORINAKA: Nella Pratica dell’insegnamento del Budda il Daishonin dice: “Osserviamo cosa accadrebbe se egli [che proclama la superiorità del Sutra del Loto su tutti gli altri sutra] cercasse di confutare i maestri e le dottrine di tutte le altre sette”.13
IKEDA: “Confutare” naturalmente non significa litigare o mettersi a urlare e tanto meno impiegare mezzi diversi dal dialogo. Significa spiegare ciò che è vero e ciò che è falso, affermare l’insegnamento corretto. Limitarsi a far notare che un’opinione è “sbagliata” non è sufficiente. La persona che stiamo cercando di convincere non si persuaderà. Solo facendo capire esplicitamente qual è il punto di vista corretto potremo mettere veramente le persone in grado di compiere il primo passo verso la trasformazione della propria vita.
SAITO: Dunque il metodo di rivelare direttamente, di spiegare la verità fondamentale, e quello di aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e liberarsi dai tre veleni sono inseparabili, sono la stessa cosa.
IKEDA: Alla base di entrambi c’è la compassione».14
«IKEDA: Alla radice della pratica di shakubuku del Daishonin c’era la sua immensa compassione di aprire gli occhi delle persone ingannate dagli insegnamenti errati e condurle all’Illuminazione. La nostra pratica di shakubuku deve ispirarsi alla sua stessa compassione e sorgere dal desiderio di riuscire assolutamente a condurre gli altri alla felicità».15

Il modello esemplare di shakubuku è la pratica di rispettare gli altri del bodhisattva Mai Sprezzante
Il Daishonin non dice come dovremmo svolgere la pratica di shakubuku, ma ne illustra i principi fondamentali. Ci insegna ad accordarla con il luogo, i modi e i tempi in cui viviamo. Ed evidenzia il modello esemplare di shakubuku nella pratica di rispettare gli altri del bodhisattva Mai Sprezzante. La pratica del bodhisattva Mai Sprezzante era di “nutrire un grande rispetto per milioni di persone”.
In altre parole, l’essenza dello shakubuku è “rispettare gli altri”.
«SAITO: Il capitolo Il bodhisattva Mai Sprezzante non dice niente di particolare rispetto al refutare il male. Piuttosto è Mai Sprezzante che subisce violente critiche e persecuzioni. Se lo considerassimo unicamente dal punto di vista di aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e a liberarsi dai tre veleni, cioè il terzo e il quarto metodo di predicazione, non sarebbe del tutto chiaro il motivo per cui il Daishonin lo consideri un esempio di shakubuku.
IKEDA: Penso che si debba considerarlo alla luce del quarto metodo di predicazione, la diretta rivelazione della verità fondamentale.
Il Sutra del Loto in ventiquattro caratteri esprime sinteticamente lo spirito fondamentale del Sutra del Loto, cioè il rispetto per gli esseri umani. E il Daishonin definisce la pratica di Mai Sprezzante come shakubuku, perché quest’ultimo esprimeva questo spirito e si sforzava di insegnarlo agli altri.
Come abbiamo ricordato all’inizio dei nostri dialoghi, nel Gosho I tre tipi di tesori il Daishonin afferma che il profondo rispetto per le persone è di per sé il nucleo della pratica del Sutra del Loto e lo scopo dell’apparizione nel mondo del Budda Shakyamuni.16
MORINAKA: Sebbene fosse attaccato e trattato con disprezzo, Mai Sprezzante perseverava nella sua pratica di venerare gli altri. Allo stesso modo il Daishonin, mentre affrontava le persecuzioni che lo colpivano, non faceva che rafforzare il suo impegno per propagare l’insegnamento corretto.
IKEDA: In Un saggio percepisce le tre esistenze della vita il Daishonin afferma che lui stesso stava coltivando la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante17. E nella Profezia del Budda cita tre motivi per cui la sua pratica è uguale a quella del bodhisattva Mai Sprezzante».18

La base dello shakubuku del Daishonin è la filosofia di nutrire un grande rispetto per gli altri che si riflette nelle parole di lode del bodhisattva Mai Sprezzante (in seguito chiamate Sutra del Loto in ventiquattro caratteri): «Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza. Perché? Perché voi tutti state praticando la via del bodhisattva e conseguirete certamente la Buddità».19
Il bodhisattva Mai Sprezzante non biasimava mai gli altri e viceversa veniva calunniato e deriso. Eppure continuava deciso a dire la “verità”. Il suo ribadire incessantemente la verità denota un atteggiamento attivo. In un certo senso, dicendo la verità stava sferrando un attacco.
Da una parte c’erano i monaci arroganti che credevano in un Buddismo ormai ridotto a un guscio vuoto mentre dall’altra egli parlava e agiva secondo un punto di vista opposto a quello del loro Buddismo. Ciò significa che stava refutando i loro insegnamenti errati.
La posizione del bodhisattva Mai Sprezzante era inflessibile, nel senso che era fermamente deciso a sostenere ciò in cui credeva, e la sua convinzione fondamentale era che ognuno potesse manifestare la propria Buddità. Quest’idea così progressista non si accordava con le opinioni diffuse fra la gente della sua epoca e fece sì che venisse etichettato come esclusivista o fanatico.
L’azione del bodhisattva Mai Sprezzante rappresenta l’essenza, la vera natura del Sutra del Loto, l’atteggiamento di “non disprezzare mai”.
Ora vorrei analizzare le caratteristiche della pratica del bodhisattva Mai Sprezzante.
Anzitutto nutriva un profondo rispetto per chiunque incontrasse. Non discriminava nessuno

Foto: M. Mastrorillo

in base al fatto che gli piacesse o meno. Comunque potesse apparire egli lo abbracciava e lo aiutava a ottenere la Buddità.
Ciò che insegnava, la sua visione della religione e degli esseri umani, andava ben oltre quella dei detentori del potere e dei monaci. Di conseguenza quelle persone arroganti non riuscivano a capirlo e reagivano prendendosi gioco di lui e attaccandolo. Attualmente il nome del bodhisattva Mai Sprezzante (Fukyo, n.d.t.) si traduce come “il bodhisattva che non disprezza mai”, ma il significato originale del nome sanscrito era “il bodhisattva che viene disprezzato e deriso”.
È interessante vedere come reagiva quando veniva deriso o attaccato con bastoni e sassi. Non si lasciava mai indurre dalle provocazioni a sacrificare la propria vita per reagire. Correva immediatamente via, fermandosi oltre la portata dei loro sassi ed esprimeva le parole di lode: «Io vi rispetto profondamente». Era flessibile ma non si spezzava mai, come il bambù. Agiva secondo la sua salda fede ma non si lanciava mai in un volgare scontro.
Il Dashonin si comportava allo stesso modo. I suoi erano insegnamenti potenti ma non fece mai ricorso alla violenza per affermarli, e più ciò che insegnava era plausibile e sensato più i suoi avversari si arrabbiavano.
In questo senso possiamo prendere ad esempio il comportamento del bodhisattva Mai Sprezzante.

I benefici di shakubuku
- Il beneficio di ottenere la Buddità.
Shakubuku è la vera causa dell’ottenimento della Buddità. Negli Insegnamenti orali il Daishonin spiega che la pratica di Mai Sprezzante è la vera causa per l’ottenimento della Buddità. In sintesi il beneficio fondamentale di shakubuku consiste nel raggiungimento della Buddità.
Inoltre lo spirito del bodhisattva Mai Sprezzante di nutrire un grande rispetto per infiniti milioni di persone equivale alla determinazione del Budda (espressa al termine del capitolo del Sutra del Loto Durata della vita del Tathagata) che tutte le persone possano ottenere la Buddità. Egli perseverò nella sua pratica nonostante le infinite persecuzioni che incontrò, e fu a causa di questo atteggiamento che ottenne la Buddità. Shakubuku è un atto di compassione. Attraverso la pratica della compassione anche noi conseguiamo il beneficio del raggiungimento della Buddità.

- Il beneficio del cambiamento del proprio karma e della purificazione dei sei organi di senso.
Come premessa del beneficio dell’ottenimento della Buddità abbiamo il beneficio del cambiamento del karma e della purificazione dei sei organi di senso. Ciò significa che l’attività dei sei organi di senso – gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, la superficie del corpo e la mente (che corrisponde allo stato vitale) – è in armonia con la Legge mistica e di conseguenza in questa condizione è possibile manifestare una copiosa forza vitale. Vorrei discutere in altra sede il cambiamento del karma. Ora basti dire che è possibile cambiare il karma causato dalle passate azioni errate (offendendo la Legge o dubitando della Legge mistica) attraverso il beneficio di proteggere la Legge (il beneficio della protezione della Legge). In altre parole si può cambiare il karma personale con il beneficio di shakubuku. Ciò sradica anche le cause demoniache e purifica la vita.
«IKEDA: La base di tutto è fondersi con lo spirito del Budda, del Sutra del Loto. Quando diventiamo una cosa sola con esso e armonizziamo la nostra vita con la Legge mistica non c’è difficoltà impossibile da superare. Il cuore del Budda è nel suo desiderio pieno di immensa compassione e nella sua solenne promessa di condurre tutte le persone all’Illuminazione. Nello sforzo di far nostro questo voto e di realizzarlo, possiamo sviluppare e temprare la nostra vita.
MORINAKA: Attraverso la lotta per condurre gli altri a una vera felicità e realizzazione, si purificano i nostri sei organi di senso.
IKEDA: La pratica di shakubuku ha il potere di infrangere l’ignoranza o oscurità fondamentale, nella nostra vita e in quella degli altri».20
«IKEDA: Il Daishonin afferma che coloro che si impegnano coraggiosamente per la realizzazione di kosen-rufu come il Budda insegna, senza temere le persecuzioni, riceveranno il beneficio di “ottenere l’Illuminazione nella propria forma presente” e “purificare i sei organi di senso”. Noi riceviamo benefici e realizziamo la nostra rivoluzione umana solo nella misura in cui ci sfidiamo coraggiosamente per far progredire kosen-rufu.
Negli Insegnamenti orali si legge: “Ku [di kudoku che significa beneficio] significa estinguere il male e doku far emergere il bene”.21 Il potere benefico della Legge mistica emerge soltanto quando lottiamo con coraggio per sconfiggere il male e la negatività in noi stessi e negli altri. Senza sforzi coraggiosi è inutile aspettarsi benefici significativi. Per condurre una vita veramente grande è importante portare avanti la pratica di shakubuku.
La vita, apparentemente lunga, in realtà è breve. C’è un limite alle esperienze che possiamo vivere in una sola vita. Ma quando consideriamo le sofferenze degli altri come se fossero le nostre, pregando e lottando con una persona dopo l’altra, e vincendo insieme a loro, allora la ricchezza della nostra vita aumenta senza limiti di due, tre, mille, diecimila volte.
Solo nella misura in cui ci preoccupiamo dei problemi e delle sofferenze degli altri e agiamo per la loro felicità e il loro benessere, possiamo accumulare i “tesori del cuore” e stabilire una condizione di felicità nella nostra vita che nessuna difficoltà o avversità potrà distruggere».22

- Il beneficio di “piantare i semi della Buddità” e il legame che si forgia attraverso la relazione inversa.
Le persone che piantano il seme della Buddità ricevono benefici, ma coloro ai quali viene fatto shakubuku ricevono il beneficio di “piantare i semi della Buddità” e del legame forgiato attraverso la relazione inversa.
«MORINAKA: Il Sutra del Loto insegna che la vita di tutti gli esseri viventi è intrinsecamente dotata della natura di Budda, la causa per ottenere la Buddità. Ma è l’azione specifica della “semina” che attiva questa natura di Budda.
IKEDA: Il Daishonin cita le parole del Sutra del Loto: “I Budda sanno che i semi della Buddità germogliano in accordo con le condizioni; perciò essi espongono l’unico veicolo”.23 Ascoltare la Legge mistica, l’unico insegnamento che permette alle persone di ottenere la Buddità, è la “condizione”. Quando una persona incontra questa condizione il seme della Buddità prende forma nella sua vita fino a germogliare.
Parlare a qualcuno del Buddismo di Nichiren Daishonin è un’azione del massimo valore che crea la condizione necessaria affinché quella persona possa ottenere l’Illuminazione. Perciò il beneficio di fare shakubuku è infinito».24
«SAITO: Quando permettiamo a un’altra persona di udire la Legge mistica, la natura di Budda che esiste profondamente nella sua vita viene immancabilmente attivata. Il fatto che reagisca negativamente o decida di convertirsi dipende dall’individuo; ma in ogni caso la natura di Budda latente in quella persona viene senza alcun dubbio stimolata.
IKEDA: Può succedere che qualcuno non riesca a credere immediatamente nel corretto insegnamento, ma poi verrà il momento in cui, avendo ricevuto nella sua vita il seme tramite l’ascolto della Legge mistica, si convertirà. Così come un seme che una volta piantato prima o poi germoglierà quando incontrerà le condizioni adatte.
Perciò, indipendentemente dal fatto che le persone prendano fede o meno, la cosa importante è pregare per la loro felicità, sforzarci sinceramente per il loro bene e spiegare loro coraggiosamente la grandezza del Buddismo. Il Daishonin continuò con calma a proclamare l’insegnamento corretto senza la minima esitazione anche a coloro che lo minacciavano o lo trattavano con inimicizia, facendolo perseguitare sia con pressioni politiche sia con la violenza fisica».25

La buona fortuna e i benefici che si ottengono sono vasti come l’universo.
«IKEDA: Quando decidiamo fermamente di batterci per ciò che è vero e giusto, il potere dell’universo pervade il nostro intero essere. Coraggio e saggezza sgorgano come un grande torrente.
Il Daishonin rivela la sua condizione vitale immensa e colma di gioia con le parole: “Per quello che io ho fatto, sono stato condannato all’esilio, ma è una piccola sofferenza da sopportare nell’esistenza presente, non tale da piangerci sopra. Nelle vite future godrò di immensa felicità, un pensiero che mi riempie di soddisfazione infinita”.26
Dobbiamo aver fiducia che con le nostre giuste azioni per diffondere la Legge mistica, in accordo col cuore del Budda dell’Ultimo giorno, stiamo creando benefici e fortuna grandi come l’universo».27

SECONDA PARTE
(In questa parte si fa riferimento al Mondo del Gosho vol. 2, esperia 2004, pp. 133-165)

Respingere l’ignoranza fondamentale e vivere in base alla natura del Dharma
Il Buddismo non consiste soltanto nel presupporre che tutte le persone posseggono il potenziale per la Buddità. Nella vita umana esiste anche l’ignoranza fondamentale o illusione, che è la forza che genera il male, e il Buddismo insegna che dovremmo mettere da parte l’illusione e vivere basandoci sulla natura del Dharma. Nella malvagia epoca dell’Ultimo giorno vivere sulla base della natura del Dharma è possibile solo se manteniamo una fede decisa a sfidare coraggiosamente e a sconfiggere la natura demoniaca. Questo è essenziale per poterci basare sulla natura del Dharma. Perciò il Daishonin ci esorta continuamente a trattare gli altri con rispetto in ogni cosa che facciamo, perché ciò fa parte della maniera corretta, per gli esseri umani, di vivere sulla base della natura del Dharma.
Shakubuku è la pratica per salvare le persone.
«IKEDA: Shakubuku è rispetto degli altri, è il desiderio di condurli all’Illuminazione basato sulla dottrina e sullo spirito di compassione del Sutra del Loto, nel quale si spiega che tutti possono diventare Budda.
Rispetto a shoju, che era il metodo di propagazione principale nel Primo e nel Medio giorno della Legge, shakubuku sottolinea l’aspetto della confutazione, cioè l’importanza di lottare per sconfiggere la natura demoniaca in se stessi e negli altri.
Nichiren Daishonin spiega che rispettare gli altri come faceva il bodhisattva Mai Sprezzante è la base della pratica del Sutra del Loto, e che shakubuku significa portare avanti la pratica di questo bodhisattva.
Dunque il significato fondamentale di shakubuku consiste proprio nel rispettare gli altri. E il Daishonin ci insegna che trattare le altre persone con rispetto in ogni circostanza, e non soltanto quando si pratica shakubuku, è il retto comportamento di un essere umano».28

Nelle nostre vite esistono sia l’ignoranza che la natura del Dharma. Perciò basiamoci sulla natura del Dharma.
«IKEDA: [Il principio di rispettare gli altri] è una delle questioni fondamentali di cui dovrebbero occuparsi la religione e l’etica. Il Buddismo ritiene che il nucleo di questo problema sia l’ignoranza o illusione. A tutti sarà capitato qualche volta di pensare: “Sapevo che era una cosa sbagliata. Ma era più forte di me e ho fatto l’opposto di ciò che era bene”.
Il Buddismo spiega che l’ignoranza o illusione fondamentale, che è la forza che dà origine al male, esiste nella vita umana. E allo stesso tempo insegna che le persone possono liberarsi da questa ignoranza e manifestare la natura del Dharma o Illuminazione intrinseca.
MORINAKA: Manifestare la natura del Dharma significa manifestare lo stato vitale del Budda che è una sola cosa con la Legge mistica. Il termine “natura di Budda” si riferisce al nostro potenziale di manifestare lo stato di Buddità.
IKEDA: Nella nostra vita esistono sia l’ignoranza (illusione) che la natura del Dharma (Illuminazione). Il Daishonin spiega, nel Gosho L’entità della Legge mistica, che quando comprendiamo che nella nostra vita esistono sia l’ignoranza sia la natura del Dharma, dovremmo abbandonare l’illusione caratterizzata dal male e basarci sulla natura del Dharma, caratterizzata dal bene.29
Basarsi sulla natura del Dharma significa vivere basandosi sulla fede nel Sutra del Loto, un insegnamento nel quale il Budda spiega chiaramente la condizione vitale di Buddità. Una forte fede nella Legge mistica è il mezzo meraviglioso con cui le persone che vivono avvolte nell’illusione possono rivelare la propria Buddità innata che è una sola cosa con la natura del Dharma.
MORINAKA: La chiave per vivere basandosi sulla natura del Dharma è la fede nel Gohonzon in cui il Daishonin manifestò la sua condizione vitale illuminata di Buddità».30

Nella malvagia epoca dell’Ultimo giorno shakubuku è la pratica essenziale per sfuggire all’ignoranza presente in noi e negli altri, e per vivere credendo che tutte le persone posseggono il potenziale per la Buddità; ciò equivale a basarsi sulla natura del Dharma.
«SAITO: Praticare shakubuku per confutare questa offesa equivale a combattere contro il male fondamentale.
IKEDA: Nell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno della Legge, se non abbiamo una fede determinata a lottare contro la natura demoniaca non possiamo né liberarci dall’ignoranza né vivere basandoci sulla natura del Dharma. Ma se manteniamo una fede salda e pratichiamo assiduamente, ogni ambito della nostra vita diventerà naturalmente un luogo dove poter vivere basandoci sulla natura del Dharma.
MORINAKA: Questo è il significato di “fede è vita quotidiana” e “il Buddismo si manifesta nella società”.
IKEDA: Esatto. La nostra vita quotidiana è la pratica buddista.
MORINAKA: Shakubuku è ovviamente un’azione che si basa su una fede incrollabile nella propria e nell’altrui Buddità, ma anche le attività della SGI per far crescere persone di valore e creare legami di amicizia attraverso il dialogo contribuiscono a sviluppare la Buddità in sé e negli altri.
IKEDA: I membri della SGI hanno propagato il Buddismo dimostrando il massimo rispetto per ogni individuo, basandosi sulla convinzione che tutti posseggono la natura di Budda».31
«IKEDA: Tutte le nostre attività cominciano dalla fede nella natura di Budda di tutte le persone. Ma questo non è niente di speciale. Possiamo essere noi stessi. La cosa importante è credere nel nostro potenziale, sforzarci di rivelare la nostra natura di Budda, crescere come esseri umani, diventare assolutamente felici e aiutare gli altri a fare lo stesso».32

Ogni campo della nostra vita diventa un luogo di pratica per vivere sulla base della natura del Dharma. Ciò non significa fare qualcosa di speciale per manifestare la natura del Dharma, ma portare avanti in maniera del tutto naturale le nostre attività nella SGI e la nostra vita quotidiana. Per sottolineare questo punto il Daishonin parla del “comportamento da esseri umani”. Vorrei illustrare ora il significato di questa espressione.

Il cuore del Buddismo risiede nel nostro comportamento come esseri umani

- Nel Gosho.
«La chiave di tutti gli insegnamenti di Shakyamuni e del Sutra del Loto è esposta nel capitolo Fukyo (Mai Sprezzante).33 Cosa significa il profondo rispetto del bodhisattva Fukyo per la gente? Il vero significato dell’apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo sta nel suo comportamento da essere umano. Come è profondo ciò! Il saggio si può definire umano, ma gli sconsiderati non sono nient’altro che animali».34

- Nel Sutra del Loto.
«IKEDA: Cominciamo discutendo approfonditamente questa frase. Con le parole: “Il cuore di tutti gli insegnamenti di Shakyamuni è il Sutra del Loto” Nichiren riafferma che il Sutra del Loto è l’essenza di tutti gli insegnamenti del Budda Shakyamuni.
Inutile ripetere che il Sutra del Loto è l’insegnamento che permette a ogni essere umano di ottenere la Buddità. Lo scopo fondamentale dell’apparizione del Budda Shakyamuni era di “aprire la porta della saggezza del Budda a tutti gli esseri viventi”35, cioè permettere loro di manifestare la propria natura di Budda e fargli conseguire la sua stessa condizione illuminata.
MORINAKA: Il voto del Budda è “di rendere tutte le persone uguali a me, senza alcuna distinzione tra noi”.36
IKEDA: Il Sutra del Loto espone la filosofia che “tutti sono Budda” ed esorta coloro che lo praticano a mettere in grado chiunque di rivelare la propria Buddità intrinseca. In senso più ampio insegna a vivere con un profondo rispetto per gli altri».37

- Rispettare gli altri è il cuore della pratica del Sutra del Loto.
Tutte le persone senza eccezione possono ottenere la Buddità di cui parla il bodhisattva Mai Sprezzante nel Sutra del Loto in ventiquattro caratteri. Questa è l’idea centrale del Sutra del Loto. La pratica concreta basata su quest’idea consiste nel rispettare gli altri. L’ignoranza funziona per impedirci di comprendere e credere in questo. Rispettare gli altri è un’enorme sfida nei confronti dell’ignoranza e dell’illusione.
«MORINAKA: Il Sutra del Loto in ventiquattro caratteri recita: “Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza. Perché? Perché voi tutti state praticando la via del bodhisattva e conseguirete certamente la Buddità”.38
IKEDA: Rispettare le persone è il pensiero centrale del Sutra del Loto e deve essere l’asse principale della pratica buddista. Le parole del bodhisattva Mai Sprezzante sono in un certo senso la base documentaria dei nostri sforzi di praticare shakubuku e condividere la Legge mistica con gli altri.
Il rispetto assoluto di Mai Sprezzante per gli altri significa che non esiste una persona che non possa ottenere la Buddità, ma l’ignoranza opera per impedirci di comprenderlo. Quando si è preda di questa illusione, anche se ci viene detto che ogni persona possiede la natura di Budda, cioè il potenziale per ottenere la Buddità, noi non riusciamo a crederlo.
MORINAKA: Spesso, pur professando un generico rispetto per gli altri, si tende a sottovalutare o a disprezzare inconsciamente qualcuno.
IKEDA: È questa la natura temibile dell’ignoranza o illusione che alberga nelle profondità della vita umana. Perciò occorrono una profonda convinzione e un grande coraggio. Il coraggio è vitale nella battaglia per liberare dal male, uno dopo l’altro, tutti gli individui così preziosi e guidarli verso il bene. I membri della Soka Gakkai si appellano ogni giorno a questo coraggio in tutte le situazioni, compresa l’attività di shakubuku. Per questo sono forti.
[...] Guidare le persone in un mondo avvolto dall’oscurità dell’ignoranza, affrontando e confutando attivamente il male senza esserne contaminati, è un’enorme sfida. È come camminare su un sentiero pericoloso in vetta a un alto crinale, lottando per vincere le varie tentazioni e distrazioni mondane che ci farebbero precipitare nella valle dell’indifferenza e del disprezzo per gli altri esseri umani. È indispensabile avere la ferma convinzione di essere come un fiore di loto nell’acqua39, che fiorisce sereno senza farsi macchiare dal fango in cui cresce.
La ferma convinzione di eliminare ogni tentazione o distrazione che possa indurre a mancare di rispetto agli altri è il tratto distintivo dell’Illuminazione universale del Sutra del Loto».40

- Rispettare gli altri è il cuore della pratica del Buddismo di Nichiren Daishonin e della SGI.
«IKEDA: [...] Negli esseri umani esiste sia l’ignoranza in grado di distruggere la loro vita sia la natura del Dharma che può rendere la loro esistenza meravigliosa. Essi possiedono sia il cuore debole che viene sviato dall’ignoranza sia il cuore forte e limpido capace di vivere vigorosamente seguendo la natura del Dharma. La capacità interiore di manifestare la natura del Dharma è la natura di Budda.
Nichiren Daishonin iscrisse il Gohonzon per far sì che noi, che viviamo nell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno, possiamo attivare la natura di Budda e far fiorire la nostra umanità, la nostra natura intrinsecamente illuminata. Egli ci ha lasciato il Gohonzon e ci ha insegnato che tutte le persone sono egualmente degne del massimo rispetto. Noi della SGI abbiamo messo in pratica questo insegnamento nella vita quotidiana, condividendo con il mondo questo atteggiamento di profondo rispetto per la vita di tutti gli esseri umani.
Non dobbiamo mai dimenticare quanto sia prezioso l’immenso potere benefico del Gohonzon e quanto sia grande l’opera della Soka Gakkai.
Quando percorriamo la via del rispetto di tutte le persone, la nostra vita acquista un grande significato.

Foto: M. Mastrorillo
Coltivare il rispetto per gli altri è lo scopo della nostra pratica buddista. Perseverando in quest’azione, come il bodhisattva Mai Sprezzante, possiamo apprezzare davvero il significato della vita e della felicità.
SAITO: La nostra pratica di shakubuku, le varie attività della SGI e tutti gli sforzi che compiamo per costruire legami d’amicizia nella società sono espressioni del nostro rispetto per gli altri».41

- Il Buddismo esiste soltanto nel nostro comportamento come esseri umani.
«IKEDA: [...] Perché il bodhisattva Fukyo (Mai Sprezzante) perseverò nella pratica di rispettare le persone? Secondo Nichiren Daishonin, perché il vero significato dell’apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo sta nel suo “comportamento da essere umano”. In altre parole, il Buddismo esiste solo nel nostro comportamento come esseri umani. Questo è il significato della frase: “La vera entità è invariabilmente rivelata … nei dieci mondi e i dieci mondi racchiudono invariabilmente corpo e terra”.42 La Legge mistica rimarrebbe una mera teoria priva di valore per le persone se non si manifestasse concretamente tra gli esseri viventi e nella loro terra.
Lo scopo fondamentale del Buddismo sta nell’attivare il mondo di Buddità nel comportamento, nelle relazioni e in ogni azione concreta degli esseri viventi.
SAITO: Il “comportamento da essere umano” consiste nel manifestare la nostra Buddità e nell’adoperarsi per coltivare la Buddità di tutte le persone.
IKEDA: Esatto. Il comportamento di un buddista è caratterizzato dalla fede nella propria e altrui natura di Budda e dagli sforzi per farla emergere. Questo è anche il fondamento dell’umanesimo che promuoviamo.
MORINAKA: Per noi membri, il vero “comportamento da essere umano” consiste nel condividere la grandezza del Buddismo del Daishonin con gli altri, nello sviluppare legami di amicizia, nel partecipare alle varie attività della SGI, nel dedicarsi instancabilmente alla felicità di ogni singola persona, senza risparmiare gli sforzi per aiutare ognuno a rivelare la propria Buddità innata.
IKEDA: Le azioni per sviluppare la nostra natura di Budda e stimolare la bontà intrinseca nella vita degli altri equivalgono al “comportamento da essere umano” che insegna il Daishonin. Per i buddisti agire così è “il vero significato dell’apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo”. Il nostro comportamento come esseri umani è lo scopo e il fine ultimo del Buddismo».43

- La maniera di vivere saggiamente: «Il saggio si può definire umano, ma gli sconsiderati non sono nient’altro che animali».44
«IKEDA: [...] La fede nella natura di Budda diventa saggezza, come spiega il principio di “sostituire la saggezza con la fede”.45 Il “saggio” è colui che con tale saggezza continua ad avanzare sul sentiero del bene.
L’opposto, cioè l’illusione fondamentale che ci impedisce di credere nella Legge mistica e ci spinge inesorabilmente verso il male, sorge dall’ignoranza. E il Daishonin identifica questa maniera stupida di vivere, dominati dall’ignoranza, con il comportamento di un animale.
MORINAKA: Alla luce della dottrina dei dieci mondi, il termine “animale” indica il mondo di Animalità, cioè una condizione vitale caratterizzata dalla stupidità».46

Il concetto di rispettare gli altri, che è il cuore del Buddismo, viene insegnato dettagliatamente anche attraverso esempi che riguardano Shijo Kingo.
Il “comportamento da essere umano” è costituito da concretezza e individualità, ma vorrei estrapolarne alcuni tratti essenziali che mostrano la vera natura dell’essere umano.

- Non farsi sviare dalla lode o dal biasimo.
«IKEDA: [...] E gli insegna a non farsi influenzare dagli “otto venti”47: prosperità, declino, onore, disonore, lode, biasimo, sofferenza e piacere.
SAITO: È una cosa veramente difficile. Le persone si lasciano facilmente sviare dal declino, dal biasimo o dalla sofferenza e forse ancor di più dalla prosperità o dal piacere.
IKEDA: Se ci basiamo sulla natura del Dharma, allora, sia che ci lodino sia che ci biasimino, sapremo usare ogni occasione in maniera positiva. Invece, se siamo dominati dall’ignoranza, saranno occasioni per cadere nei cattivi sentieri. È il cuore la cosa più importante.
Il Daishonin scrive a Shijo Kingo: “Soffri per quello che c’è da soffrire e gioisci per quello che c’è da gioire. Considera entrambe, sofferenza e gioia, come fatti della vita e continua a recitare Nam-myoho-renge-kyo qualunque cosa accada”.48 Sono parole molto significative; sia nei momenti felici che nel dolore dobbiamo continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo e sforzarci di andare avanti. Così agisce un maestro dell’arte di vivere, così è possibile dissolvere qualsiasi sofferenza».49

- Non abbandonare mai il Sutra del Loto – orientare fermamente il cuore e la mente nella direzione del bene.
«IKEDA: [...] Comunque il Daishonin loda con forza la grande determinazione dimostrata in quell’occasione da Shijo Kingo di non abbandonare mai la fede nel Sutra del Loto e gli ricorda: “La vita è come un sogno, nessuno può sapere se sopravvivrà fino a domani. Anche se tu dovessi diventare il più misero dei mendicanti, non disonorare il Sutra del Loto”.50
Per un buddista la massima “padronanza di sé” consiste nell’impegnarsi a non disonorare mai il Sutra del Loto. Screditare questa scrittura che si è abbracciata e che può condurre tutti all’Illuminazione equivale a disprezzare la propria natura di Budda.
È la fede nel Sutra del Loto che determina il confine tra un’esistenza dominata dall’ignoranza e una condotta secondo la natura del Dharma.
SAITO: Non disonorare il Sutra del Loto, rispettare al massimo la Legge che attribuisce pari dignità a ogni essere umano, devono essere sempre il proprio modello di condotta.
IKEDA: È ovvio. Disonorare il Sutra del Loto significa sostituire il dubbio alla fede e finire con l’offendere la Legge. Il Daishonin parla di “disonore” perché niente potrebbe essere più stupido e vergognoso di mutare la propria determinazione interiore dal bene al male, dalla natura del Dharma all’ignoranza, a causa dell’attaccamento, nel caso di Shijo Kingo, ai propri possedimenti.
Shijo Kingo seguì senza dubbio questo consiglio fondamentale.
Il Daishonin non aveva bisogno di dilungarsi per correggere il suo discepolo in materia di fede ma si limitava a offrirgli suggerimenti concreti su come cautelarsi in quella situazione. I suoi consigli erano veramente dettagliati e mettevano in luce gli aspetti a cui doveva prestare particolare attenzione.
Quando il cuore di una persona è saldamente rivolto al bene, non gli occorre altro che andare avanti fino in fondo per ottenere la vittoria».53

- La cosa più importante sono i tesori del cuore per guadagnare la fiducia degli altri.
«IKEDA: Invece di basarci su un cuore dominato dall’illusione è necessario avere un cuore in accordo con la natura del Dharma, in altri termini occorre perseverare nella fede ed essere vincitori nella società e nel Buddismo. “Devozione al suo signore”, “devozione al Buddismo”, “bontà d’animo verso gli altri”, si possono tradurre in termini attuali come dedizione “al lavoro”, “a kosen-rufu” e “alla società”, cioè alla totalità della fede e della vita quotidiana. Un cuore che è sempre rivolto verso il bene perché si basa sulla natura del Dharma porta alla creazione di valore in qualsiasi impresa umana. Il Daishonin consiglia di guardarsi dall’egocentrismo e di comportarsi in modo tale da guadagnarsi l’apprezzamento e la fiducia degli altri. Una solida reputazione di persona affidabile fra coloro che ci circondano è la prova di un autentico comportamento da buddisti. Un cuore rivolto al bene si riflette nel comportamento e nel modo di vivere e non mancherà di essere capito e apprezzato nella società».52
«IKEDA: La Soka Gakkai si è conquistata la fiducia della società seguendo il retto cammino indicato dai princìpi “fede uguale vita quotidiana” e “il Buddismo si manifesta nella società”. Una religione che si allontana dalla vita quotidiana e dalla società tende inevitabilmente verso l’egocentrismo. Per questo il Daishonin esorta con vigore Shijo Kingo a diventare saggio e vincitore nella società.
Quando noi che pratichiamo il Buddismo del Daishonin dimostriamo concretamente di esserci guadagnati la stima dell’ambiente in cui viviamo, stiamo preparando la strada per una reale trasformazione della struttura sociale».53
«IKEDA: Per far sì che una società che sta colando a picco verso l’oscurità si diriga verso un mondo illuminato caratterizzato dal rispetto per gli esseri umani, è necessario che ognuno di noi dimostri di essere riuscito a vincere manifestando la natura di Budda nelle proprie azioni. Perciò il nostro combattimento interiore per credere fermamente nella Buddità propria e degli altri ha un’enorme importanza.
SAITO: Questo è il “tesoro del cuore”».54

- Gli esempi dei fratelli Ikegami, di Nanjo Tokimitsu e del Sig. Matsuno
(su questo argomento vedi il testo del Mondo del Gosho, p. 157 e seguenti)

- L’ammonimento a Shijo Kingo e a Toki Jonin quando esprimono il desiderio di diventare preti laici.
Quando Shijo Kingo cominciò a incontrare difficoltà e Toki Jonin avvertì la transitorietà della vita umana a causa della perdita del suo signore e di sua madre e della malattia della moglie, entrambi chiesero al Daishonin di diventare preti laici, ma egli li redarguì per la loro debolezza e la loro mancanza di spirito di sfida e li ammonì affinché non utilizzassero il fatto di diventare prete come scusa per fuggire dai propri problemi.
«IKEDA: Il Daishonin non era d’accordo sul fatto che Shijo Kingo diventasse monaco in un momento di debolezza. Questo perché se una persona entra formalmente nel clero ma il suo cuore non è cambiato, non risolve niente. Se il cuore, che è il punto cruciale, non è stato purificato e temprato, anche rasandosi la testa e indossando la tonaca ci si ritroverà egualmente a commettere azioni malvage. Se prima non cambiamo noi stessi, continueremo a commettere gli stessi errori.
L’importante è osservare bene i nostri lati deboli e, senza fuggire, lottare per affrontarli. Così si costruisce un io solido che non si lascia influenzare da niente. È lottando contro le proprie tendenze negative e distruttive e cambiando così il nostro karma che possiamo costruire una forte fede».55
«IKEDA: [...] L’importante non è la forma esteriore, ma il cuore. Colui che vive basandosi sulla propria natura del Dharma e dirige la propria vita verso il bene, anche se è di umili condizioni, è la persona più degna di rispetto. Al contrario colui che non vive così, anche se è il fondatore di una scuola buddista, si trova a un livello molto più basso. Questa concezione della dignità umana è di fondamentale importanza. L’umanesimo della Soka Gakkai si basa su questo».56
«IKEDA: Pratica buddista significa lottare contro il male. Significa sfidarsi all’infinito e avanzare senza retrocedere neanche di un passo. Se abbiamo un cuore debole verremo divorati dai demoni. Essere sconvolti dalla fugacità della vita e farsi monaci per fuggire dalla realtà vuol dire essere falsi buddisti. Una persona che non riesce a superare i propri dolori come potrebbe praticare la via del Budda, che si dedica alla risoluzione delle sofferenze di tutte le persone? Per Nichiren Daishonin la maniera corretta di vivere è restare in mezzo alle persone, con i propri problemi e le sofferenze che fanno parte dell’esistenza umana, cercando di aprire a sé e agli altri la strada verso la felicità».57

- Cosa sono la saggezza superiore e il massimo potenziale umano.
«IKEDA: [...] Non esiste saggezza superiore che vivere per manifestare la propria e l’altrui natura di Budda. Al contrario, se rafforziamo la nostra ignoranza o illusione e quella degli altri siamo uguali agli animali».58
«IKEDA: Nichiren Daishonin afferma: “Recita Nam-myoho-renge-kyo sinceramente ed esorta gli altri a fare la stessa cosa; questo resterà il solo ricordo della tua vita presente in questo mondo umano”.59 Credendo nella nostra natura di Budda e in quella degli altri, facciamola emergere insieme. Facciamo sbocciare i fiori profumati del Sutra del Loto. Non esiste ricordo più bello di questo mondo umano. L’aspetto più nobile del mondo di Umanità consiste nella volontà di manifestare la propria natura di Budda. Essendo nati come esseri umani non esiste perdita più grande di non approfittare di questo immenso onore e rimanere avvolti nell’oscurità, cadendo nei quattro cattivi sentieri.
L’umanità si trova di fronte a un bivio. Come affermava Gandhi, da una parte c’è la violenza della “legge della giungla”, dall’altra la nonviolenza della “legge dell’umanità”. Bisogna scegliere. O crediamo che la natura di Budda esiste in ogni persona e costruiamo una civiltà della nonviolenza, oppure lasciamo che l’oscurità e l’ignoranza nostra e altrui ci ottenebrino e scegliamo la violenza della barbarie.
Tutta l’umanità si trova di fronte a questo bivio. Io sono convinto che la strada per contribuire alla pace su scala mondiale sia quella di seguire il Buddismo del “comportamento da essere umano”».60

- Il Buddismo esiste soltanto nel nostro comportamento come esseri umani.
Il Daishonin disse molto semplicemente che quello del “saggio” è il miglior modello di comportamento umano. “Il saggio” non corrisponde letteralmente all’accezione moderna del termine, cioè a qualcuno particolarmente intelligente o intellettuale. Significa piuttosto “ricchezza e ampiezza di vedute”, “sensibilità e considerazione in ogni aspetto” e “capacità di far emergere e di coltivare l’umanità in se stessi e negli altri”. Ha dunque un senso molto più vasto della parola “intelligenza”. Può essere paragonato a ciò che intendeva il presidente Toda con la frase «la saggezza è più importante della conoscenza».
La Legge non è qualcosa di astratto, esiste nel nostro comportamento e nella nostra vita quotidiana. Si può affermare che il saggio è la persona che non si fa sviare dagli “otto venti” e vive anzitutto ricercando “i tesori del cuore”.
Inoltre il Daishonin ammonì Toki Jonin e Shijo Kingo, che volevano diventare preti laici, ad affrontare i loro problemi senza scappare. Il brano del Mondo del Gosho che parla delle persone che si rasano la testa e indossano l’abito da prete ma continuano a commettere una cattiva azione dopo l’altra mi ricorda la setta Nikken.
Adesso è tempo che tutti gli esseri umani siano “saggi”. È questo assunto che la SGI sta traducendo in pratica.
(Traduzione Marialuisa Cellerino)

Note

1) D. Ikeda, Il mondo del Gosho, vol. 2, Esperia 2004, pp. 105-106.
2) Ibidem, p. 106.
3) Ibidem, p. 107.
4) Ibidem, p. 108.
5) D. Ikeda, Il mondo del Gosho, vol. 1, Esperia 2003, pp. 4-5.
6) Ibidem, pp. 5-6.
7) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 109.
8) Ibidem, p. 111.
9) Ibidem, p. 112.
10) Ibidem, p. 115.
11) Nel Daichido Ron (Trattato della grande perfezione della saggezza) attribuito a Nagarjuna (circa 150-250) vengono spiegati i quattro modi con cui il Budda espone il suo insegnamento: insegnare il Buddismo in termini secolari, spiegando alle persone che realizzeranno i loro desideri e invogliandole così a convertirsi; insegnare in accordo con le rispettive capacità delle persone, permettendo loro di aumentare la propria riserva di karma positivo; aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e a liberarsi dai tre veleni di avidità, collera e stupidità insegnando a coloro che sono preda dell’avidità a riconoscere l’impurità dei propri attaccamenti, a coloro che sono dominati dalla collera a praticare atti compassionevoli e a coloro che sono accecati dalla stupidità a percepire la legge causale; rivelare direttamente la verità fondamentale, facendo sì che le persone si risveglino ad essa.
12) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 116-117.
13) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 16.
14) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 119-120.
15) Ibidem, p. 120.
16) «La chiave di tutti gli insegnamenti di Shakyamuni è il Sutra del Loto e la chiave della pratica del Sutra del Loto è esposta nel capitolo Fukyo. Cosa significa il profondo rispetto del boshisattva Fukyo per la gente? Il vero significato dell’apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo sta nel suo comportamento da essere umano … Il saggio si può dire umano, ma gli sconsiderati non sono nient’altro che animali» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 179).
17) «I miei discepoli devono sapere che io, Nichiren, sono il devoto del Sutra del Loto. Poiché io seguo la medesima strada del bodhisattva Fukyo, coloro che mi disprezzano e mi calunniano avranno la testa spaccata in sette pezzi, mentre coloro che credono in me accumuleranno una fortuna immensa come il monte Sumeru» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 5, pp. 54-55).
18) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 123.
19) Il Sutra del Loto, Esperia 1998, p. 355.
20) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 128.
21) Nichiren Daishonin, Gosho Zenshu, p. 762.
22) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 128-129.
23) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 7, p. 237, nota 1 – vedi anche Il Sutra del Loto, p. 52. Nella traduzione italiana la frase esatta del Daishonin è: «Poiché i semi della Buddità germogliano in risposta alla giusta influenza, si deve esporre l’unico veicolo», n.d.t.
24) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 129-130.
25) Ibidem, p. 131.
26) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 1, p. 209.
27) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 133.
28) Ibidem, pp. 133-134.
29) «È come il caso di una persona che sogna di commettere buone e cattive azioni. Al risveglio, ripensandoci, capisce che era un sogno prodotto dalla sua mente. La sua mente corrisponde all’unico principio della realtà, mentre il bene e il male apparsi nel sogno corrispondono all’Illuminazione e all’oscurità o illusione. Quando uno si rende conto di ciò, è chiaro che deve abbandonare l’oscurità caratterizzata dal male e dall’Illusione e basarsi sul risveglio caratterizzato dal bene e dall’Illuminazione» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 9, p. 4).
30) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 134-135.
31) Ibidem, p. 136.
32) Ibidem, p. 137.
33) Letteralmente: «Il cuore di tutti gli insegnamenti della vita del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto è il capitolo Fukyo» (The Writings of Nichiren Daishonin, p. 851).
34) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 179.
35) Il Sutra del Loto, p. 39.
36) Ibidem, p. 45.
37) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 138-139.
38) Il Sutra del Loto, p. 355.
39) Ibidem, p. 292. Quest’espressione del capitolo Emergere dalla terra (XV) spiega che i Bodhisattva della terra non vengono contaminati dai tre sentieri malvagi dei desideri terreni, del karma e della sofferenza.
40) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 140-141.
41) Ibidem, pp. 142-143.
42) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 229.
43) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, pp. 144-145.
44) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 179.
45) Sostituire la saggezza con la fede: è il principio secondo il quale anche le persone comuni, dominate dai desideri terreni, pur non comprendendo la Legge mistica possono ottenere la Buddità grazie a una forte fede.
46) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 145.
47) «L’uomo saggio non si lascia sviare dagli otto venti: prosperità, declino, onore, disonore, lode, biasimo, sofferenza e piacere. Non si esalterà nella prosperità né si lamenterà nel declino. Il cielo sicuramente proteggerà chi non si piega di fronte agli otto venti, ma se tu nutri un irragionevole rancore per il tuo signore, per quanto possa pregarlo, il cielo non ti proteggerà» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 166). Gli otto venti sono otto condizioni che impediscono alle persone di avanzare verso l’Illuminazione. Sono descritti nel Trattato sul Sutra degli stadi della Buddità.
48) (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 157.
49) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 149.
50) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 6, p. 172.
51) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 153.
52) Ibidem, p. 155.
53) Ibidem, p. 156.
54) Ibidem.
55) Ibidem, p. 161.
56) Ibidem, p. 163.
57) Ibidem, p. 164.
58) Ibidem.
59) Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 7, p. 24.
60) D. Ikeda, op. cit., vol. 2, p. 165.

Bibliografia
Buddismo e Società n.107 novembre dicembre 2004
Be Sociable, Share!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>