La pratica del bodhisattva Mai Sprezzante

di Daisaku Ikeda, Katsuji Saito, Masaaki Morinaka
Analizzando i due metodi di propagazione shoju e shakubuku, Ikeda prende ad esempio il bodhisattva Mai Sprezzante, che riconosceva la Buddità in ogni persona.

IKEDA: Nella pratica di shakubuku sono contenuti due elementi fondamentali: la compassione e la filosofia. La compassione è il desiderio del Budda di alleviare la sofferenza delle persone. Nella nostra pratica significa preoccuparci della felicità e del benessere dei nostri amici e si manifesta nel coraggio e nella perseveranza con cui continuiamo a parlare profondamente alle persone degli insegnamenti buddisti. La filosofia è un’incrollabile convinzione nell’insegnamento del Sutra del Loto che tutte le persone possono ottenere la Buddità e che ognuno ha il diritto di diventare felice.

SAITO: «La compassione e la filosofia sono l’orgoglio dei Bodhisattva della Terra», recitano i versi di una famosa canzone della Soka Gakkai.

IKEDA: L’essenza di shakubuku è il desiderio del Budda di permettere a ogni persona di raggiungere la vera felicità e il voto dei veri discepoli è di far proprio questo spirito, lottando per kosen-rufu. È il voto dei Bodhisattva della Terra.
La parola giapponese per compassione è jihi. Ji significa amore, significa guidare le persone come se fossero i propri figli e hi significa dispiacersi delle loro sofferenze e condividerne il dolore come se fosse nostro.

MORINAKA: In Recitare il Daimoku del Sutra del Loto (GZ, 1-16) il Daishonin usa una metafora per spiegare hi: «È come nel caso di una madre che sa che il figlio è malato ma non ha il coraggio di procurargli una sofferenza e così non lo sottopone subito a un trattamento con la moxa1» (GZ, 15). Mentre ji «è come nel caso di un padre che vedendo il figlio malato, non è frenato dal fatto di fargli provare una sofferenza momentanea ma si preoccupa solo del suo benessere complessivo e così lo cura con la moxa» (GZ, 15).

IKEDA: Attualmente accade spesso che siano i padri a viziare i figli e le madri a mantenere una disciplina severa! Quando si allevano le persone coniugando all’amore “materno” che avvolge e consola, il severo amore “paterno” che guida e indirizza, esse crescono dotate di un bel carattere e di ricchezza interiore. Chi è oggetto soltanto di un amore eccessivo non svilupperà fiducia in se stesso e chi viene solo represso non riuscirà a sviluppare pienamente la propria individualità.
Il Budda incarna le virtù di entrambi i genitori e le usa per guidare le persone nella giusta direzione. Non si limita a liberare le persone dalla sofferenza ma insegna loro il giusto modo di vivere e il mezzo col quale trasformare la propria condizione interiore e ottenere concretamente la felicità. Shakubuku non è che questa compassionevole pratica di “levare la sofferenza e dare gioia2.

SAITO: Rispetto ai quattro metodi di predicazione, i metodi di propagazione3 descritti nel Daichido ron e in altri trattati, shakubuku corrisponde al terzo e quarto metodo, rispettivamente all’”aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni, liberarsi dai tre veleni” e “rivelare direttamente la verità fondamentale”.

IKEDA: La verità fondamentale qui significa il supremo valore universale, la suprema verità, il bene supremo che le persone devono sforzarsi di riconoscere e riverire. L’Ultimo giorno della Legge è un’epoca di confusione dei valori in cui le persone non riescono più a capire ciò che è giusto e importante. In una simile epoca è importante spiegare chiaramente dove sta la verità e la giustizia e qual è la cosa più importante.
Shakubuku significa condividere questa verità universale con gli altri. Dichiararla apertamente con coraggio e difenderla. Shakubuku è la battaglia per stabilire concretamente il valore e la verità universale che tutte le persone dovrebbero riverire. Non è assolutamente, e non deve diventare, un’espressione di settarismo e di ristrettezza mentale. Il Sutra del Loto viene generalmente considerato il “sutra di shakubuku” perché espone direttamente la verità dell’illuminazione del Budda.

SAITO: T’ien-t’ai afferma: «Il Sutra del Loto è l’insegnamento di shakubuku, la re­futazione delle dottrine provvisorie»4. La verità alla quale il Budda si è illuminato è che “tutti possono conseguire la via del Budda”, cioè che tutti possono ottenere la Buddità.

IKEDA: Esatto. Ogni essere umano è prezioso e insostituibile. Il Sutra del Loto spiega diffusamente la verità della santità della vita e la suprema pratica di rispettare gli esseri umani. Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, dimostrò questo spirito del Sutra del Loto con la sua pratica altruistica in mezzo alla dura realtà sociale piena di sofferenze e conflitti. Manifestò questo spirito in Nam-myoho-renge-kyo che iscrisse sotto forma di Gohonzon perché potessimo usarlo come specchio per riflettere la nostra vita interiore.

MORINAKA: Commentando un brano del Vero oggetto di culto5, il ventiseiesimo patriarca Nichikan Shonin afferma che le azioni del Daishonin per stabilire l’entità della Legge da propagare nell’Ultimo giorno, cioè Nam-myoho-renge-kyo delle Tre grandi Leggi segrete – unite alla sua refutazione degli insegnamenti provvisori esposti dalle altre scuole buddiste dell’epoca – corrispondono a “shakubuku dell’entità della Legge”. Invece propagare ampiamente il Gohonzon nella società attraverso il proprio comportamento umano e mettere in grado una persona dopo l’altra di abbracciare la fede rappresenta “shakubuku della concretizzazione”.

SAITO: Nei settecentocinquant’anni trascorsi dalla fondazione della dottina del Daishonin, solo i membri della Soka Gakkai e della SGI hanno svolto la pratica di “shakubuku della concretizzazione”, facendo progredire kosen-rufu a livello mondiale. L’hanno fatto praticando saldamente uniti sotto la guida dei primi tre presidenti che hanno rischiato la vita per diffondere la Legge. Il movimento di kosen-rufu a livello mondiale e le attività per la pace, la cultura e l’educazione basate sul Buddismo costituiscono una nobile battaglia per far sì che l’umanesimo buddista diventi l’eterno principio ispiratore di tutte le attività umane.

IKEDA: Finché ci sarà anche una sola persona che si leverà in difesa della verità, la gente non cadrà nella confusione e ognuno potrà godere di pace interiore. Le persone si riuniranno per sostenere quella giusta causa incoraggiandosi e avanzando insieme. Niente è più gioioso dell’eterno viaggio di kosen-rufu. Niente è più pieno di entusiasmo e allegria.
Naturalmente durante un viaggio si incontrano montagne e vallate. Ci sono giorni di sole e giorni di pioggia e di vento. Ma se si continua ad avanzare attraversando sofferenze e gioie, tutto alla fine brillerà come un prezioso ricordo. D’altro canto se ci si dà per vinti e si cede lungo la strada, tutto verrà avvolto dall’oscurità e dalla tristezza, persino la nostra intera vita fino a quel momento.
Quando qualcuno ottiene la sua vittoria fondamentale attraverso una coraggiosa lotta, gli appare chiaro che tutto ciò che di buono o cattivo ha vissuto fino a quel momento serviva come causa per quel successo. Così diventa vincitore attraverso le tre esistenze di passato, presente e futuro. Questa è l’immutabile Legge della vita. Praticare shakubuku è rispondere all’appello di coronare insieme le nostre vite di eterna vittoria.

SAITO: Come ha già accennato, shakubuku significa anche combattere la natura demoniaca che esiste nella vita.

IKEDA: Ne La pratica dell’insegnamento del Budda e in altri scritti il Daishonin parla della necessità di “refutare i nemici del Sutra del Loto”. Vorrei chiarire questo concetto per evitare che sia frainteso.
A volte limitarsi a esporre l’essenza del Buddismo a qualcuno può metterlo sulla difensiva e rafforzare il suo attaccamento a visioni distorte. Per questo è importante condurre un dialogo paziente per spiegare la verità e aiutarlo a risvegliarsi a essa. Naturalmente quando una persona è così attaccata alle proprie opinioni distorte da rispondere in malo modo oppure offendendo noi e la Legge, è importante refutare i suoi attaccamenti e spiegare dove è in errore. Chi trascura di confutare un’affermazione che denigra la Legge non è un discepolo di Nichiren Daishonin. Perdere lo spirito di refutare il male significa perdere lo spirito animatore della Soka Gakkai.

MORINAKA: Nella Pratica dell’insegnamento del Budda il Daishonin dice: «Osserviamo cosa accadrebbe se egli [che proclama la superiorità del Sutra del Loto su tutti gli altri sutra] cercasse di confutare i maestri e le dottrine di tutte le altre sette» (SND, 4, 16).

IKEDA: “Confutare” naturalmente non significa litigare o mettersi a urlare e tantomeno impiegare mezzi diversi dal dialogo. Significa spiegare ciò che è vero e ciò che è falso, affermare l’insegnamento corretto. Limitarsi a far notare che un’opinione è “sbagliata” non è sufficiente. La persona che stiamo cercando di convincere non si persuaderà. Solo facendo capire esplicitamente qual è il punto di vista corretto potremo mettere veramente le persone in grado di compiere il primo passo verso la trasformazione della propria vita.

SAITO: Dunque il metodo di rivelare direttamente, di spiegare la verità fondamentale, e quello di aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e liberarsi dai tre veleni sono inseparabili, sono la stessa cosa.

IKEDA: Alla base di entrambi, dopo tutto c’è la compassione. Ne L’apertura degli occhi il Daishonin spiega il significato della propria pratica di shakubuku e la sua severa confutazione delle altre scuole buddiste del suo tempo. E cita un brano di Chang-an che appare nelle Note sul Sutra del Nirvana.

MORINAKA: Il brano è il seguente: «Il commento di Chang-an è questo: “Chi offende o porta confusione alla Legge buddista è un nemico della Legge. Se una persona è amica di un’altra ma manca della compassione per correggerla, nella realtà è un suo nemico. Ma chi desidera riprendere e correggere il calunniatore è una persona che realmente comprende e difende la Legge, un vero discepolo del Budda. Mette in grado il calunniatore di liberarsi dal male, e quindi agisce per lui come un genitore. Chi desidera rimproverare i calunniatori è un discepolo del Budda. Ma chi non espelle i calunniatori è un nemico della Legge buddista”» (SND, 1, 206-207).

SAITO: “Rimproverare” qui significa ammonire il male, mentre “espellere” significa cacciare il male. In questo senso la refutazione del Daishonin degli errori delle sette tradizionali buddiste era suo dovere come buddista e costituiva un atto di autentica compassione. Perché tali insegnamenti non solo contrastano con lo spirito del Sutra del Loto di permettere a tutte le persone di ottenere l’Illuminazione, ma contribuiscono anche a creare confusione nel mondo del Buddismo e a distruggere l’insegnamento corretto.

IKEDA: Alla radice della pratica di shakubuku del Daishonin c’era la sua immensa compassione di aprire gli occhi delle persone ingannate dagli insegnamenti errati e condurle all’Illuminazione. E la nostra pratica di shakubuku deve ispirarsi alla sua stessa compassione e sorgere dal desiderio di riuscire assolutamente a condurre gli altri alla felicità.

MORINAKA: Il Daishonin cita come esempio di shakubuku la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante (Fukyo) descritta nel Sutra del Loto. Nell’Apertura degli occhi scrive: «Ma nell’epoca in cui ci sono persone dalle vedute perverse che offendono la Legge, allora si deve principalmente fare shakubuku, così come viene descritto nel capitolo Fukyo» (SND, 1, 203).

SAITO: La pratica del bodhisattva Mai Sprezzante consiste semplicemente nell’inchinarsi di fronte agli altri in segno di rispetto. In un’epoca malvagia in cui la Legge sta per estinguersi, nonostante le critiche e le calunnie delle persone di scarsa comprensione, il bodhisattva Mai Sprezzante continua con grande convinzione la sua pratica di riverire gli altri, salutandoli con la frase costituita dal cosiddetto “Sutra del Loto di ventiquattro caratteri”: «Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza. Perché? Perché voi tutti state praticando la via del bodhisattva e conseguirete certamente la Buddità» (SDL, 20, 355). Viene così chiamato perché nella traduzione cinese di Kumarajiva consiste di ventiquattro caratteri cinesi. Delle tre versioni del sutra, generale, abbreviata ed essenziale, corrisponde al “Sutra del Loto abbreviato”.

IKEDA: È chiamato Sutra del Loto abbreviato perché l’intero insegnamento del sutra è condensato in quest’affermazione di ventiquattro caratteri. Tutti gli esseri viventi hanno la natura di Budda, sono dotati del mondo di Buddità. Ed è a questa Buddità intrinseca che il bodhisattva Mai Sprezzante rende omaggio.
Il termine “natura di Budda” non appare nel Sutra del Loto ma, attraverso la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante, il sutra spiega chiaramente che tutti gli esseri viventi posseggono questa natura illuminata. La natura di Budda non viene descritta in termini teorici ma tramite il comportamento del bodhisattva Mai sprezzante. È una maniera impareggiabile di esprimere la sacralità della vita.

SAITO: Il filosofo buddista indiano Vasubandhu, considerato un maestro corretto della Legge nel Primo giorno, spiega nel suo Hokke ron che la pratica di rispetto e venerazione svolta dal bodhisattva Mai Sprezzante sta alla base dell’affermazione del sutra che tutti gli esseri viventi posseggono la natura di Budda.

MORINAKA: T’ien-t’ai commenta nel Maka shikan che il brano in cui Mai Sprezzante riverisce le persone con il Sutra del Loto in ventiquattro caratteri rivela la “natura di Budda innata”.

IKEDA: Tutti coloro che vengono considerati corretti maestri della Legge hanno compreso questo punto. Il Sutra del Loto inoltre spiega che anche i nemici del sutra e coloro che vi si oppongono sono tutti nobili “figli del Budda”.

MORINAKA: Qualcuno può non essere consapevole della Buddità innata nella propria vita ma questo non cambia il fatto che la sua vita è una nobile entità dotata di quel potenziale. Ciò induceva Mai Sprezzante a inchinarsi in segno di rispetto davanti a ogni persona. Lo spirito del Sutra del Loto che apprezza la dignità e la sacralità della vita, non genererà mai violenza.

SAITO: Il capitolo Il bodhisattva Mai Sprezzante non dice niente di particolare rispetto al refutare il male. Piuttosto è Mai Sprezzante che subisce violente critiche e persecuzioni. Se lo considerassimo unicamente dal punto di vista di aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e a liberarsi dai tre veleni, cioè il terzo e il quarto metodo di predicazione, non sarebbe del tutto chiaro il motivo per cui il Daishonin lo considera un esempio di shakubuku.

IKEDA: Penso che si debba considerarlo alla luce del quarto metodo di predicazione, la diretta rivelazione della verità fondamentale. Il Sutra del Loto di ventiquattro caratteri esprime sinteticamente lo spirito fondamentale del Sutra del Loto, cioè il rispetto per gli esseri umani. E il Daishonin definisce la pratica di Mai Sprezzante come shakubuku perché quest’ultimo esprimeva questo spirito e si sforzava di insegnarlo agli altri.
Come dicevamo nella prima puntata di questi dialoghi, nel Gosho I tre tipi di tesori il Daishonin afferma che il profondo rispetto per le persone è di per sé il nucleo della pratica del Sutra del Loto e lo scopo dell’apparizione nel mondo del Budda Shakyamuni6.

MORINAKA: Sebbene fosse attaccato e trattato con disprezzo, Mai Sprezzante continuava imperterrito nella sua pratica di venerare gli altri. Allo stesso modo il Daishonin, mentre affrontava le persecuzioni che lo colpivano, non faceva che rafforzare il suo impegno per propagare l’insegnamento corretto.

IKEDA: In Un saggio percepisce le tre esistenze della vita il Daishonin afferma di stare portando avanti la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante7. E nella Profezia del Budda cita tre motivi per cui la sua pratica è uguale a quella del bodhisattva Mai Sprezzante.

MORINAKA: Il brano della Profezia del Budda recita: «Le parole dei ventiquattro caratteri di Fukyo sono diverse dai cinque caratteri di Nichiren, ma lo spirito è lo stesso. Anche il metodo di propagazione è esattamente lo stesso, sia alla fine del Medio giorno del Budda Ionno che adesso, all’inizio dell’Ultimo giorno. Il bodhisattva Fukyo [Mai Sprezzante] era una persona di shozuiki [stadio iniziale di provare gioia] e Nichiren è un comune mortale di myoji-soku [stadio di udire il nome e le parole della verità], che sono ambedue gli stadi iniziali della pratica» (SND, 4, 25).

SAITO: Per prima cosa l’insegnamento è lo stesso, i ventiquattro caratteri di Mai Sprezzante e i cinque caratteri del Daimoku esprimono lo stesso spirito.

IKEDA: Sia il Daishonin che il bodhisattva Mai Sprezzante esprimono in maniera inequivocabile l’insegnamento corretto.

SAITO: Inoltre c’è accordo anche rispetto al tempo. Il bodhisattva Mai Sprezzante visse alla fine del Medio giorno del Budda Ionno (Re del Suono Meraviglioso). Il Daishonin all’inizio dell’Ultimo giorno della Legge del Budda Shakyamuni. Entrambe erano epoche malvagie in cui la Legge stava per andare perduta, tempi i cui nel mondo religioso e nella società in genere c’erano tante persone arroganti. Di conseguenza sia il Daishonin che Mai Sprezzante incontrarono ostilità e persecuzioni che affrontarono battendosi tenacemente per diffondere il corretto insegnamento.

IKEDA: In un’epoca malvagia bisogna combattere senza tregua e senza timore la natura demoniaca intrinseca nella vita.

SAITO: Terzo, il Daishonin e Mai Sprezzante erano allo stesso “livello di pratica”. Di Mai Sprezzante si dice che fosse al livello iniziale di provare gioia, riferito a coloro che nelle epoche successive alla morte del Budda gioiscono nell’udire il Sutra del Loto. È il primo dei cinque stadi in cui viene suddivisa la pratica della Legge mistica dopo l’estinzione del Budda8.
Nel Gosho si afferma che il Daishonin era allo stadio di udire il nome e le parole della verità, il secondo dei sei stadi della pratica9. Significa aver udito la Legge mistica ed essersi convertiti a essa. Si tratta sempre dello stadio iniziale della pratica poiché il primo dei sei stadi, quello dell’essere Budda in teoria, rappresenta una persona che non è ancora entrata in contatto con la pratica buddista.
Di conseguenza sia il livello di coloro che provano gioia sia quello di coloro che ascoltano il nome e le parole della verità corrisponde alle persone comuni che hanno appena iniziato la pratica del bodhisattva.

IKEDA: La nostra è una battaglia per l’Illuminazione di tutte le persone perciò ognuno deve vincere e riuscire a manifestare il meraviglioso stato di Buddità da persona comune. Non si tratta di diventare qualcuno o qualcosa di speciale.

MORINAKA: Il Sutra del Loto identifica il bodhisattva Mai Sprezzante con Shakyamuni in un’esistenza precedente in cui praticava la via del bodhisattva. Grazie alla sua pratica di shakubuku, che consisteva semplicemente nell’inchinarsi agli altri in segno di rispetto, il bodhisattva Mai Sprezzante condusse ogni tipo di persona alla via del Budda; anche coloro che l’avevano trattato con ostilità. Grazie ai benefici acquisiti con questa pratica si risvegliò alla Legge mistica e ottenne la Buddità.

IKEDA: Il capitolo Il bodhisattva Mai Sprezzante è l’unico punto dell’insegnamento essenziale del Sutra del Loto in cui il Budda Shakyamuni, dopo aver spiegato di aver ottenuto l’Illuminazione nel remoto passato, descrive le proprie pratiche in una vita precedente. Possiamo concludere che la vera causa dell’ottenimento della Buddità da parte di Shakyamuni nel remoto passato fu la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante.
A questo proposito negli Insegnamenti orali il Daishonin commenta l’affermazione del capitolo Durata della vita del Tathagata «in origine [io] ho praticato la via del bodhisattva» (SDL, 16, 298) affermando: «La parola “io” qui si riferisce al Budda al tempo della vera causa [cioè quand'egli svolse varie pratiche di bodhisattva nelle vite passate per ottenere la sua illuminazione originale]. La frase “in origine ho praticato la via del bodhisattva” si riferisce al bodhisattva Mai Sprezzante e significa che il Budda svolse la pratica di riverire gli altri» (GZ, 768).
Si può interpretare questo brano come un’affermazione del fatto che Sha­kyamuni – che praticò la via del bodhisattva per innumerevoli kalpa nel remoto passato per ottenere la sua Illuminazione originale – non è altro che il bodhisattva Mai Sprezzante.

SAITO: Il brano «in origine ho praticato la via del bodhisattva» rivela la vera causa che permise a Shakyamuni di ottenere la Buddità nel remoto passato. La Legge di Nam-myoho-renge-kyo, che è l’insegnamento della vera causa per diventare un Budda, è celata nelle profondità di questo passo. Il Daishonin rivelò questo insegnamento e lo insegnò agli altri, materializzandolo nel Gohonzon delle tre grandi Leggi segrete, e dando così la possibilità a tutte le persone di ottenere la Buddità.

IKEDA: Nel remoto passato Shakyamuni si risvegliò alla Legge mistica eterna che è connaturata alla vita di tutte le persone, la praticò e ottenne l’illuminazione. Risvegliandosi alla verità che la vita di tutti è una preziosa entità della Legge mistica egli fu in grado di elevarsi alla suprema condizione vitale, il mondo di Buddità.
Negli Insegnamenti orali (GZ, 767) il Daishonin dice anche che la pratica di venerazione del bodhisattva Mai Sprezzante corrisponde al brano del capitolo Durata della vita: «Questo è il mio pensiero costante; come posso far sì che tutti gli esseri viventi accedano alla via suprema e acquisiscano rapidamente il corpo di Budda?» (SDL, 16, 305).

MORINAKA: Questo brano significa che “costantemente” il Budda sta pregando e anelando all’Illuminazione di tutti gli esseri viventi.

IKEDA: Il Budda desiderava l’Illuminazione di tutte le persone sia prima di aver ottenuto lui stesso l’Illuminazione che dopo. Perché questo è l’eterno desiderio originario che esiste nel profondo della vita di ogni essere. La determinazione di Mai Sprezzante e questo spirito del Budda sono la stessa cosa.
Da ciò comprendiamo che la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante, cioè la pratica di shakubuku, è la via diretta per l’ottenimento della Buddità nostra e degli altri, la nobile pratica che permette il raggiungimento di una felicità autentica e duratura sia a noi che agli altri.

MORINAKA: Ai tempi del Daishonin la pratica del bodhisattva Mai Sprezzante veniva svolta solo in maniera formale. Sembra che fosse tradizione fare apertamente mostra di rispetto per gli altri in un giorno particolare, ma ciò non aveva alcun legame con la pratica quotidiana.
Nel suo Meigetsu ki, Fujiwara no Teika scrive che il 14 luglio, in occasione della festa tradizionale buddista in onore dei defunti, egli s’inchinava personalmente a chiunque gli capitasse d’incontrare.

IKEDA: In quell’epoca fu il Daishonin a comportarsi davvero come il bodhisattva Mai Sprezzante, comunicando alle persone l’essenza della Legge mistica e affrontando le feroci persecuzioni che minacciavano la sua vita. Dimostrò alle persone cosa significa essere un devoto del Sutra del Loto e praticare esattamente come il Budda insegna.
Rifiutando le pratiche che erano costituite ormai soltanto da vuota retorica e formalità, il Daishonin praticò lo spirito della Legge mistica vivendolo concretamente nella sua vita. Con il suo nobile comportamento rese possibile a tutti il raggiungimento della felicità eterna.

MORINAKA: Il capitolo Il bodhisattva Mai Sprezzante tratta dei benefici di sradicare le offese passate e purificare i sei organi di senso. Descrive come il bodhisattva Mai Sprezzante praticò shakubuku pur venendo perseguitato, cancellando così tutte le retribuzioni derivanti dal karma negativo accumulato nelle sue vite passate (sradicare le offese passate). Si dice che, all’approssimarsi della morte, Mai Sprezzante poté purificare la sua vita (purificare i sei organi di senso) ascoltando la Legge mistica [che qui corrisponde al Sutra del Loto del Budda Ionno (Re del Suono Meraviglioso)]. Dice inoltre che prolungò la sua vita e continuò a promuovere la diffusione di questo sutra. Potremmo affermare che questo è il beneficio di shakubuku.

SAITO: Nel nostro recente dialogo in cui si parlava del cambiamento del karma lei ha spiegato dettagliatamente il significato di “sradicare le offese passate”, dicendo che si può ottenere la Buddità solo quando si risveglia interiormente lo stesso desiderio del Budda – la felicità nostra e degli altri – e poi si affronta direttamente e si trasforma il nostro karma negativo personale.

IKEDA: La base di tutto è fondersi con lo spirito del Budda, del Sutra del Loto. Quando diventiamo una cosa sola con esso e armonizziamo la nostra vita con la Legge mistica non c’è difficoltà impossibile da superare. Il cuore del Budda è nel suo desiderio pieno di immensa compassione e nella sua solenne promessa di condurre tutte le persone all’Illuminazione. Nello sforzo di far nostro questo voto e di realizzarlo, possiamo sviluppare e temprare la nostra vita stessa.

MORINAKA: Attraverso la lotta per condurre gli altri a una vera felicità e realizzazione, si purificano i nostri sei organi di senso.

IKEDA: Perché la pratica di shakubuku ha il potere di infrangere l’ignoranza o oscurità fondamentale, nella nostra vita e in quella degli altri. Solo un diamante può lucidare un diamante. Egualmente solo gli esseri umani possono aiutare altri esseri umani a far brillare le proprie potenzialità.

SAITO: Negli Insegnamenti orali il Daishonin afferma: «Ora Nichiren e i suoi discepoli che recitano Nam-myoho-renge-kyo stanno purificando i propri sei organi di senso. Di conseguenza essi sono maestri della Legge di Myoho-renge-kyo e godranno di grandi benefici» (GZ, 762). Coloro che abbracciano e diffondono la Legge mistica nella malvagia epoca dell’Ultimo giorno ne deriveranno benefici immensi.

IKEDA: Il Daishonin afferma che coloro che si impegnano coraggiosamente per la realizzazione di kosen-rufu come il Budda insegna, senza temere le persecuzioni, riceveranno il beneficio di “ottenere l’Illuminazione nella propria forma presente” e “purificare i sei organi di senso”. Noi riceviamo benefici e realizziamo la nostra rivoluzione umana solo nella misura in cui ci sfidiamo coraggiosamente per far progredire kosen-rufu.
Negli Insegnamenti orali si legge: «Ku [di kudoku che significa beneficio] significa estinguere il male e doku far emergere il bene» (GZ, 762). Il potere benefico della Legge mistica emerge soltanto quando lottiamo intrepidi per sconfiggere il male e la negatività in noi stessi e negli altri. Senza sforzi coraggiosi è inutile aspettarsi benefici significativi. Per condurre una vita veramente grande è importante portare avanti la pratica di shakubuku.
La vita, apparentemente lunga, in realtà è breve. C’è un limite alle esperienze che possiamo vivere in una sola vita. Ma quando consideriamo le sofferenze degli altri come se fossero le nostre, pregando e lottando con una persona dopo l’altra, e vincendo insieme a loro, allora la ricchezza della nostra vita aumenta senza limiti, di due, tre, mille, diecimila volte.
Solo nella misura in cui ci preoccupiamo dei problemi e delle sofferenze degli altri e agiamo per la loro felicità e il loro benessere, possiamo accumulare i “tesori del cuore” e stabilire una condizione di felicità nella nostra vita che nessuna difficoltà o avversità potrà distruggere.

SAITO: Pur essendo perseguitato senza posa, il bodhisattva Mai Sprezzante continuava imperterrito a diffondere la Legge. E anche il Daishonin, mentre lottava per superare una persecuzione dopo l’altra, continuava a combattere per condurre tutte le persone all’Illuminazione.
Perché continuavano a persistere anche se la gente reagiva in maniera così violenta? Forse perché sapevano che così facendo avrebbero recato un immenso beneficio non solo a se stessi ma anche alle persone a cui si rivolgevano.

IKEDA: È il beneficio che, da un lato, deriva dal piantare il seme della Buddità e dall’altra, dal riceverlo nella propria vita.

MORINAKA: Il Sutra del Loto insegna che la vita di tutti gli esseri viventi è intrinsecamente dotata della natura di Budda, la causa per ottenere la Buddità. Ma è l’azione specifica della “semina” che attiva questa natura di Budda.

IKEDA: Il Daishonin cita le parole del Sutra del Loto: «I Budda sanno che i semi della Buddità germogliano in accordo con le condizioni; perciò essi espongono l’unico veicolo» (SND, 7, 237, nota 1 – vedi anche SDL, 2, 52. Nella traduzione italiana la frase esatta del Daishonin è: «Poiché i semi della Buddità germogliano in risposta alla giusta influenza, si deve esporre l’unico veicolo», n.d.t.). Ascoltare la Legge mistica, l’unico insegnamento che permette alle persone di ottenere la Buddità è la “condizione”. Quando una persona incontra questa condizione il seme della Buddità prende forma nella sua vita fino a germogliare.
Parlare a qualcuno del Buddismo di Nichiren Daishonin è un’azione del massimo valore che crea la condizione necessaria affinché quella persona possa ottenere l’Illuminazione. Perciò il beneficio di fare shakubuku è infinito.

MORINAKA: Si dice che il processo di incontrare e abbracciare la Legge avvenga in due fasi: udire la Legge e risvegliare la fede in essa. Il Gran Maestro Miao-lo dice che ascoltare la Legge è il seme e risvegliare la fede corrisponde al germogliare di questo seme.

IKEDA: Il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, osservò a proposito: «Ci sono due tipi di semina [nel Buddismo]: seminare permettendo alle persone di ascoltare l’insegnamento e seminare conducendo le persone a prender fede nell’insegnamento. Poniamo che incontriate per la prima volta qualcuno e gli parliate del Buddismo del Daishonin ma quella persona non si converta. Questo è “seminare permettendo alle persone di ascoltare l’insegnamento”. Ma supponiamo che in seguito un altro praticante si avvicini a quella persona parlandogli nuovamente della fede nella Legge mistica e questa decida di ricevere il Gohonzon. Questo è “seminare conducendo le persone a prender fede nell’insegnamento”. Si tratta sempre di seminare i semi della Buddità e il beneficio è lo stesso». È sempre la stessa nobile azione di insegnare la Legge mistica agli altri. In entrambi i casi il beneficio che si riceve, agendo come inviati del Budda, è illimitato.
Detto questo però il Daishonin insiste particolarmente sull’importanza di piantare il seme permettendo alle persone di udire l’insegnamento, cioè parlare agli altri della Legge mistica in modo che possano creare un legame con il Buddismo: «Perciò dobbiamo in ogni modo insistere a insegnare il Sutra del Loto affinché possano ascoltarlo: quelli che prendono fede otterranno la Buddità, quelli che lo insultano stabiliscono la “relazione del tamburo letale”10 e otterranno egualmente la Buddità» (Il Sutra del Loto porta all’Illuminazione coloro che per la prima volta aspirano alla strada, SND, 8, 24).
La relazione del tamburo letale è chiamata anche relazione inversa. Si riferisce per esempio a qualcuno che, dopo aver sentito parlare del Sutra del Loto, non decide di convertirsi ma anzi lo denigra. L’aver udito il corretto insegnamento ha fatto sì che quella persona vi stabilisse una relazione e in seguito, prima o poi, otterrà immancabilmente la Buddità.

SAITO: Quando permettiamo agli altri di udire la Legge mistica, la natura di Budda che esiste profondamente nella loro vita viene immancabilmente attivata. Il fatto che reagisca negativamente o decida di convertirsi dipende dall’individuo; ma in ogni caso la natura di Budda latente in quella persona viene senza alcun dubbio stimolata.

IKEDA: Può succedere che qualcuno non riesca a credere immediatamente nel corretto insegnamento ma poi verrà il momento in cui, avendo ricevuto nella sua vita il seme tramite l’ascolto della Legge mistica, si convertirà. Così come un seme, una volta piantato, prima o poi germoglia quando incontra le condizioni adatte.
Perciò, indipendentemente dal fatto che le persone prendano fede o meno, la cosa importante è pregare per la loro felicità, sforzarci sinceramente per il loro bene e spiegargli coraggiosamente la grandezza del Buddismo. Il Daishonin continuò con calma a proclamare l’insegnamento corretto senza la minima esitazione anche a coloro che lo minacciavano o lo trattavano con inimicizia, facendolo perseguitare sia con pressioni politiche che con la violenza fisica.
Margarita I. Vorobyova-Desyatovskaya, supervisore alla Sezione manoscritti di San Pietroburgo dell’Istituto di studi orientali dell’Accademia delle scienze russa, un’autorità negli studi sul Sutra del Loto, ha scritto nella sua introduzione all’edizione russa delle mie Lezioni sul Sutra del Loto, Il capitolo Hoben e Juryo:
«Chiunque voi siate, qualsiasi azione malvagia possiate avere commesso o comunque siate caduti in basso, il Budda non vi abbandonerà mai. La vostra vita non perde di valore. Con pazienza e tenacia il Budda insegna, ammonisce, rimprovera e perdona. Il Sutra del Loto dichiara che a questo mondo le persone non sono deboli o impotenti. Questo insegnamento del Budda, col suo messaggio di fiducia in se stessi, offre alla gente una fonte di immenso incoraggiamento.
«Nel lungo periodo trascorso da quando Shakyamuni lasciò questo mondo, il Budda non è rimasto a guardare le persone in silenzio da qualche regno lontano. La sua voce continua a parlarci anche oggi, attraverso le voci di coloro che hanno ereditato correttamente il suo insegnamento». Non sono altro che le nostre voci mentre svolgiamo la pratica di shakubuku.
Il comportamento del Budda, di voler liberare fino in fondo le persone dalla sofferenza senza abbandonarne nemmeno una, vive nella nostra pratica di parlare del Buddismo agli altri per risvegliarli alla Legge mistica. La Soka Gakkai sta portando avanti lo spirito e le azioni del Budda. Chiunque prenda parte a questa lotta è certo di ottenere incommensurabili benefici.
“Difendi la verità e la tua forza raddoppierà” è un motto che ho impresso nel mio cuore sin da giovane. Nessuno può competere con una persona che ha deciso di difendere ciò che è giusto. Nessuno è forte come una persona che difende la verità. Il filosofo americano Ralph Waldo Emerson diceva: «Un uomo che conta su se stesso, può contare anche sul sostegno dell’universo»11.

MORINAKA: Martin Luther King Jr., leader del movimento americano per i diritti civili, disse che la resistenza nonviolenta «si basa sulla convinzione che l’universo sta dalla parte della giustizia»12.

IKEDA: Il Daishonin scrive: «[Nonostante il Demone del sesto cielo sia intervenuto personalmente per ostacolarmi] io sono sopravvissuto persino alla persecuzione di Tatsunokuchi e sono riuscito a salvarmi da altre grandi persecuzioni perché le divinità celesti sono venute in mio aiuto. Ormai il re demone si deve essere totalmente scoraggiato» (GZ, 843). In tutto l’universo nessun alleato è più forte degli dèi buddisti, dei Budda e dei bodhisattva. Quando decidiamo fermamente di batterci per ciò che è vero e giusto, il potere dell’universo pervade il nostro intero essere. Coraggio e saggezza sgorgano come un grande torrente.
Il Daishonin rivela la sua condizione vitale immensa e colma di gioia con le parole: «Per quello che io ho fatto, sono stato condannato all’esilio, ma è una piccola sofferenza da sopportare nell’esistenza presente, non tale da piangerci sopra. Nelle vite future godrò di immensa felicità, un pensiero che mi riempie di soddisfazione infinita» (SND, 1, 209).
Dobbiamo aver fiducia che, con le nostre giuste azioni per diffondere la Legge mistica in accordo col cuore del Budda dell’Ultimo giorno, stiamo creando benefici e una fortuna grande come l’universo.

Note:

1. Moxa: rimedio popolare in Oriente per la cura di diverse malattie che consiste nel bruciare una miscela di erbe molto vicino alla pelle.

2. Levare la sofferenza e dare gioia: quest’espressione simboleggia le azioni piene di compassione del Budda. Nel Daichido ron (Trattato della grande perfezione della saggezza), vol. 27, Nagarjuna afferma: «Grande compassione (ji) significa dare gioia a tutti gli esseri viventi. Grande empatia (hi) significa rimuovere la sofferenza da tutti gli esseri viventi». Anche nel Sutra del Nirvana, vol. 15, si legge: «Rimuovere il danno e le condizioni sfavorevoli da tutti gli esseri viventi è detta grande compassione (ji). Elargire infiniti benefici e gioia a tutte le persone è detta grande empatia (hi)».

3. Nel Daichido ron vengono spiegati i quattro modi con cui il Budda espone il suo insegnamento: 1) insegnare il Buddismo in termini secolari, spiegando alle persone che realizzeranno i propri desideri e invogliandole così a convertirsi; 2) insegnare in accordo con le rispettive capacità delle persone, permettendo loro di aumentare la propria riserva di karma positivo; 3) aiutare le persone ad abbandonare le proprie illusioni e a liberarsi dai tre veleni di Avidità, Collera e Stupidità, insegnando a coloro che sono preda dell’Avidità a riconoscere l’impurità dei propri attaccamenti, a coloro che sono dominati dalla Collera a praticare atti compassionevoli e a coloro che sono accecati dalla Stupidità a percepire la legge causale; 4) rivelare direttamente la verità fondamentale, facendo sì che le persone si risveglino a essa.

4. Questa frase appare nel nono volume dell’Hokke Gengi in cui, paragonando il Sutra del Loto e quello del Nirvana, T’ien-t’ai afferma che quest’ultimo è l’insegnamento di shoju mentre il Sutra del Loto è l’insegnamento di shakubuku in quanto abbandona gli espedienti per esporre la verità, refutando così gli insegnamenti provvisori.

5. Si tratta del brano: «Sappiate che questi bodhisattva [i Bodhisattva della Terra] al tempo di shakubuku appaiono come saggi re che ammoniscono e perseguitano i cattivi re, e al tempo di shoju appaiono come preti che proteggono e diffondono la vera Legge» (SND, 1, 249).

6. «La chiave di tutti gli insegnamenti di Shakyamuni è il Sutra del Loto e la chiave della pratica del Sutra del Loto è esposta nel capitolo Fukyo. Cosa significa il profondo rispetto del bodhisattva Fukyo per la gente? Il vero significato dell’apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo sta nel suo comportamento da essere umano. [...] Il saggio si può dire umano, ma gli sconsiderati non sono nient’altro che animali» (SND, 4, 179).

7. «I miei discepoli devono sapere che io, Nichiren, sono il devoto del Sutra del Loto. Poiché io seguo la medesima strada del bodhisattva Fukyo, coloro che mi disprezzano e mi calunniano avranno la testa spaccata in sette pezzi, mentre coloro che credono in me accumuleranno una fortuna immensa come il monte Sumeru» (SND, 5, 54-55).

8. Cinque stadi della pratica. Classificazione elaborata da T’ien-t’ai nell’Hokke Mongu basata sul capitolo del Sutra del Loto Distinzioni dei benefici. Essi sono: 1) provare gioia nell’udire il Sutra del Loto; 2) leggere e recitare il sutra; 3) esporre il sutra agli altri; 4) abbracciare il sutra e praticare le sei paramita; 5) perfezionare la pratica delle sei paramita.

9. Sei stadi della pratica. Classificazione formulata da T’ien-t’ai nel Maka Shikan. Essi sono: 1) essere un Budda in teoria; 2) udire il nome e le parole della verità; 3) percezione e azione; 4) somiglianza all’Illuminzione; 5) progressivo risveglio; 6) Illuminazione fondamentale.

10. Relazione del tamburo letale: altro termine per relazione inversa, cioè un legame formato con il Sutra del Loto opponendosi a esso e offendendolo. L’espressione deriva dal nono capitolo del Sutra del Nirvana che dice: «Quando si batte il tamburo letale, tutti quelli che lo sentono muoiono, anche se non avevano alcuna intenzione di ascoltarlo». Similmente, quando si predica il Sutra del Loto, tutti quelli che lo ascoltano, sia che si convertano sia che si oppongano, ottengono ugualmente il seme della Buddità.

11. Ralph Waldo Emerson, The Complete Works of Ralph Waldo Emerson, Boston, Houghton Mifflin Company, 1903, vol. 6, pag. 193.

12. Martin Luther King Jr., Stride Toward Freedom: The Montgomery Story, San Francisco, Harper San Francisco, 1986, pag. 106.

Bibliografia
Il Nuovo Rinascimento n.314 15 ottobre 2004
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