In armonia con il maestro e con i compagni di fede

di Tamotsu Nakajima 

Il 2006 sta finendo e il nuovo anno è alle porte.
È importante sforzarsi fino all’ultimo di realizzare gli scopi di quest’anno e allo stesso tempo lanciarsi subito verso quelli del prossimo.
Basiamo la nostra attività sul principio di non dualità di maestro e discepolo e itai doshin: se si è deciso di realizzare il desiderio del nostro maestro Ikeda viene spontaneo creare armonia e unità intorno a noi.
Nikko Shonin affermò: «Il Daishonin insegna il corretto sentiero di maestro e discepolo per ottenere la Buddità. Se si commette anche il più piccolo errore sulla via di maestro e discepolo, allora, pur abbracciando il Sutra del Loto, si cadrà nell’inferno di incessante sofferenza» (MDG, 1, 158). Scrive a questo proposito il presidente Ikeda: «Oltre a quella tra maestro e discepolo c’è un’altra relazione umana che si basa sulla Legge: quella tra compagni di fede. [...] L’insieme dei praticanti buddisti può essere visto da due prospettive. Essi possono essere assimilati all’ordito e alla trama di un tessuto. Per tessere si stende l’ordito nel senso della lunghezza e poi lo si intreccia con la trama. L’ordito rappresenta il legame maestro e discepolo, la trama quello tra i membri. Quando questi si intrecciano si crea lo splendido broccato di kosen-rufu» (MDG, 1, 140).
Sensei ci sta mostrando la strada per kosen-rufu attraverso il suo esempio concreto: quello che conta nel Buddismo è come viviamo il momento presente nella vita di tutti i giorni. Ciò significa diventare pienamente responsabili di se stessi, partendo prima di tutto dalla propria rivoluzione umana. Ma questo non basta, il Daishonin ha insegnato anche la “pratica per gli altri”: diventare responsabili della felicità di quanti vivono con noi, che pratichino o meno il Buddismo. Sentire gratitudine per la loro vita che, in un modo o nell’altro, sostiene la nostra.
Maestro e discepolo, itai doshin, assumersi la responsabilità della felicità propria e di quella degli altri: tutto questo si può sintetizzare nella semplice frase “realizzare kosen-rufu“. Kosen-rufu è l’unico scopo per cui è nata la Soka Gakkai nel 1930 ed è anche lo scopo della comparsa in questa vita di ognuno di noi Bodhisattva della Terra.
Vorrei approfittare di questa occasione per far arrivare a ognuno di voi il mio più profondo ringraziamento per l’impegno costante che tutti state mettendo nell’attività. In questo 2006 ho un motivo in più per sentirmi felice di fare attività con tutti voi: il 2 novembre scorso ho giurato fedeltà alla Costituzione italiana e sono diventato cittadino di questo grande Paese. Sono fiero di questo! E mi impegnerò ancora di più per realizzare kosen-rufu in Italia, con voi e con il presidente Ikeda. 

Bibliografia 

Il Nuovo Rinascimento n.364 15 dicembre 2006

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