Gratitudine e impegno, ingredienti di felicità

Ikeda ricorda che lo spirito di gratitudine verso il maestro ela Soka Gakkai è elemento imprescindibile per sviluppare una forte fede personale e mantenere l’organizzazione sulla rotta della realizzazione di kosen-rufu. I giovani per primi hanno questo compito.

Vi ringrazio della vostra partecipazione a questa riunione nonostante i numerosi impegni. Vorrei esprimere il mio più profondo apprezzamento a coloro che hanno percorso grandi distanze per essere qui oggi. Un caloroso benvenuto a tutti i nostri membri della SGI in visita! Grazie agli sforzi dei nostri membri in tutto il mondo, la Soka Gakkaisi è sviluppata in modo straordinario, diffondendosi ovunque. È un risultato formidabile, senza precedenti nella storia del Buddismo. La Soka Gakkaiè una nobile organizzazione, di cui possiamo essere davvero orgogliosi: è un movimento dalla filosofia solida, che si dedica alla pace nel mondo. I benefici che ricevete per i vostri coraggiosi sforzi per kosen-rufu sono immensi e risplenderanno per l’eternità. Questo afferma Nichiren Daishonin. Continuiamo a fare del nostro meglio!
Qualcuno dei presenti ha un genitore malato? [Numerose persone alzano la mano]. Prima di tutto, vi prego di recitare Daimoku con impegno per la salute dei vostri genitori. Posso immaginare quanto la loro malattia addolori i vostri cuori, anch’io reciterò perché possano riprendersi al più presto. Tutti, a un certo punto della vita, siamo destinati a incontrare la malattia, la cosa importante è utilizzare questa esperienza per espandere il nostro stato vitale basandoci su una profonda fede nella Legge mistica. In questo modo potremo raggiungere un senso di felicità assoluta, assaporando la gioia della salute nella dimensione eterna della vita – un’esperienza che coloro che non hanno combattuto con la malattia non potranno mai vivere. A questo serve la nostra pratica buddista. Attraverso la fede possiamo condurre le nostre vite nella direzione più positiva, a prescindere dalla situazione in cui ci troviamo. Vi auguro di godere sempre delle migliori condizioni di salute e vi prego di prendervi cura dei vostri genitori.

Il potere del canto

Il grande scrittore cinese Guo Moruo (1892-1978) era un amico fedele del premier Zhou Enlai (1898-1976), e dimostrava nei confronti della Soka Gakkai la sua stessa calorosa e profonda comprensione. Guo ha scritto: «Nulla può toccare il cuore umano quanto una canzone». Il canto gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della nostra organizzazione. Le canzoni ispirano gli animi e comunicano energia. Toda ne era ben consapevole. In Giappone, ogni nostro progresso ha avuto sempre inizio intonando una canzone. È un sentiero meraviglioso. Guo Moruo scrisse anche: «La voce che canta fonde le emozioni e la volontà delle persone, ispirandole all’azione». Il canto ha un potere meraviglioso. Le persone che rifiutano di unirsi nel canto si privano della possibilità di condividere questa gioia. Cantiamo dunque per il bene di kosen-rufu, elevando la nostra vita – questo è lo scopo delle canzoni della Gakkai. Anche Josei Toda amava le canzoni.
L’obiettivo della Soka Gakkai è molto più grande e profondo di quello del potere secolare: è la diffusione dei princìpi del Buddismo di Nichiren Daishonin, la chiave per costruire pace e felicità per tutte le persone. Il Buddismo espone la Legge della vita che appartiene a una dimensione completamente differente da quella delle leggi dell’autorità secolare.
Ho appreso i princìpi del Buddismo del Daishonin da Josei Toda. Egli mi istruì personalmente, ad esempio, sui complessi insegnamenti racchiusi nel Gosho L’entità della Legge mistica (RSND, 1, 370). Mi insegnava e mi allenava almeno un po’ ogni mattina, anche la domenica. Talvolta mi interrogava e io dovevo rispondere. Alla fine del ciclo di lezioni mi consegnò una sorta di attestato. Non era che un semplice pezzo di carta, ma io lo considerai come uno dei tesori più preziosi della mia vita: mia moglie lo ha conservato sempre con grande cura. Ero certo che sarebbe divenuto presto un simbolo di eccellenza intellettuale, superiore a qualsiasi diploma accademico, e sono sicuro che anche Toda nutriva la stessa convinzione. Ora ho il privilegio di ricevere onorificenze e titoli accademici dalle università di tutto il mondo: il funzionamento della Legge mistica è davvero meraviglioso! Al contrario, coloro che hanno disprezzato i riconoscimenti ricevuti nell’ambito delle attività per kosen-rufu sono finiti in miseria. Come scrive il Daishonin: «È solamente il cuore che conta» (Il tamburo alla Porta del Tuono, RSND, 1, 844).
Può sembrare che l’opinione pubblica abbia grande importanza, ma è solo una creazione degli esseri umani. La Legge mistica, invece, è il principio che governa l’universo intero. Si tratta di una dimensione completamente differente. Quando comprendiamo questo, possiamo ottenere la condizione di Budda. Tutto questo è difficile da afferrare con l’intelletto: ecco perché la fede è così importante. Tutto dipende dalla fede. Il Daishonin cita le parole [di T'ien-t'ai]: «Fede significa non avere dubbi» (OTT, 54). Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo senza nutrire dubbi nel Gohonzon sforzandoci incessantemente per kosen-rufu, possiamo realizzare nella nostra vita una felicità eterna.
Permettetemi ora di tornare a Guo Moruo e al potere benefico del canto. Egli affermò: «Una canzone ha il potere di raccogliere tutta la forza di una persona [...] e di scoraggiare gli avversari». Questo è verissimo. Toda incoraggiava i membri a cantare canzoni che potessero ispirare le persone. Niente è paragonabile allo slancio fiducioso, dinamico e ottimista dei nostri membri uniti in un canto gioioso.
Toda aveva criteri molto severi per distinguere la qualità delle canzoni. Ad esempio, amava moltissimo Una stella cade nel vento autunnale sulle pianure del Wuzhang, una canzone sulla morte imminente del grande eroe cinese Zhuge Liang, il protagonista del Romanzo dei tre regni. Ogni volta che la cantavo per lui, gli venivano le lacrime agli occhi. Un’altra sua canzone prediletta era Il grande eroe Kusunoki che fa una promessa solenne nel momento in cui il padre sta partendo per il campo di battaglia. Mi alzavo in piedi di fronte a Toda per cantarla. Gli avevo detto di averla imparata alla scuola elementare e lui ne era contento.
Dopo qualche prova la suonai per lui al pianoforte e Toda apprezzò la mia esecuzione. Ricordo che mi chiese di suonare anche l’altra, ma dovetti rifiutare perché non ne ero capace. A ogni modo, le canzoni sono importanti. Come si legge nella Raccolta degli insegnamenti orali: «La voce compie il lavoro del Budda» (BS, 109, 41).
Un ringraziamento particolare ai membri della Divisione artisti oggi presenti. Benvenuti! Avete il mio più totale sostegno. Desidero che ognuno di voi diventi un artista straordinario nel proprio campo. Recitate Daimoku con impegno e, anche se la vostra popolarità dovesse diminuire o vi doveste trovare in ristrettezze economiche, continuate ad avanzare con coraggio senza farvi abbattere da ciò che gli altri possono dire, fieri di essere membri della Soka Gakkai. Toda dichiarò con incrollabile fiducia in se stesso: «Io sono Josei Toda! Sono un membro della Soka Gakkai! Non mi curo di ciò che gli altri dicono, sono orgoglioso di ciò che sono!». Questa era la sua più profonda convinzione. Avanziamo tutti con fiducia in noi stessi.
Anche quando le cose sembrano procedere senza intoppi, non dobbiamo mai abbassare la guardia. Il primo ministro britannico Winston Churchill (1874-1965) sottolineava spesso l’importanza di un atteggiamento costantemente vigile e attento. Non allentate mai l’attenzione, sia che stiate perdendo o vincendo, e ricordate che il coraggio può trionfare su tutto – come dimostra la lotta condotta da Churchill, che riuscì a guidare il suo paese alla vittoria sulla Germania nazista.

L’incanto delle lucciole

Ho ricevuto buone notizie dai licei Soka del Kansai, nella zona di Katano, Osaka: le lucciole laggiù sono tornate a splendere meravigliosamente quest’anno. Ci sono diplomati delle scuole Soka oggi? [Risposte affermative dal pubblico] Perbacco come siete cambiati! Eravate così carini a quel tempo…!
Il 14 giugno le scuole Soka del Kansai hanno organizzato una speciale “notte di osservazione delle lucciole” che ha visto la partecipazione di un migliaio di abitanti. Mia moglie e io ci siamo immaginati con tenerezza lo spettacolo della “danza delle lucciole” che deve aver deliziato tutti quanti. Le lucciole sono poetiche, incantevoli e simboleggiano la pace.
Trent’anni fa, nell’aprile del 1978, mi venne l’idea di fare qualcosa per ripopolare la zona di Katano, dove un tempo le lucciole abbondavano. Proprio là una volta scorreva un fiume chiamato Hotarugawa, cioè il “fiume delle lucciole”. Sembra che nessuno avesse fatto mai una simile proposta, ma il defunto Shigeyuki Matsuda, un insegnante della scuola, decise di raccogliere la sfida e con grande entusiasmo si mise all’opera, coinvolgendo altri insegnanti e studenti volontari per realizzare quell’idea. Sulle sponde di un fiume vicino si misero a raccogliere i molluschi d’acqua dolce di cui si nutrono le larve delle lucciole. Vedendoli cercare in quel modo, la gente si prendeva gioco di loro e gridava: «Tanto i soldi non li trovate!». Ma loro, determinati a realizzare il mio progetto, superarono tutti gli ostacoli. Io stesso mi recai al vivaio delle lucciole per incoraggiarli di persona. Gli sforzi appassionati dei discepoli che si adoperano per realizzare il sogno del maestro possono ottenere l’impossibile. E così l’anno seguente, il 21 maggio 1979, le prime tre lucciole presero il volo verso il cielo. Ebbi modo di ammirare con i miei occhi le lucciole alla scuola Soka del Kansai sette anni più tardi, la sera del 20 giugno 1986. Scintillavano nel buio a centinaia: fu un’esperienza indimenticabile, come tornare al tempo dell’antico Giappone, quando osservare le lucciole era il passatempo favorito dei nobili di corte. Mi hanno riferito che anche gli abitanti del luogo si sono divertiti moltissimo e sono stati felici di vedere di nuovo le lucciole volteggiare nella notte. Sono diventate uno dei motivi di attrazione della zona. Nel corso degli anni ho sostenuto con entusiasmo l’impegno di tutte le persone coinvolte in questa impresa, valorizzando ogni dettaglio e considerando tutti i loro sforzi, per quanto apparentemente modesti, preziosi e pieni di significato.
Tre decenni sono passati da quando lanciai per la prima volta questa idea e ora le scuole Soka, sia a Osaka che a Tokyo – così come l’Università Soka – sono tutte impegnate in una vasta gamma di attività per la valorizzazione della natura compiute dagli studenti, incluso l’allevamento delle lucciole, la coltivazione di piante di loto e di ciliegi nel campus. Si può affermare con certezza che le nostre scuole si stanno facendo apprezzare ovunque come autentici modelli di educazione ambientale. Quest’anno ho ricevuto numerosi resoconti e fotografie da parte di membri che stanno lavorando per ripristinare o proteggere le popolazioni di lucciole. Ho scritto questa poesia come espressione del mio sincero apprezzamento per i loro sforzi: Quanto mi rende felice / fissare lo sguardo / su queste lucciole allevate con il cuore, / luci preziose che brillano / in una danza di vittoria.

Non avanzare è come retrocedere

Il poeta tedesco Heinrich Heine (1797-1856) scrisse: Nobile è colui / che sente e agisce nobilmente.Né la condizione sociale né la ricchezza possono misurare il valore di una persona; non dovremmo mai giudicare le persone secondo questi criteri. Ad esempio, il fatto di rivestire un incarico nel governo rende forse una persona speciale? Certamente no. I politici sono esseri umani esattamente come noi e, soprattutto in una democrazia, il popolo è il sovrano. I leader al governo esistono solo per servire il popolo. Ciò che conta di una persona sono le sue azioni.
«Coloro che vivono per progredire guardano solo avanti; coloro che hanno smesso di progredire guardano indietro ai propri successi passati», scrisse il grande autore russo Lev Tolstoj (1828-1910). Avanzare costantemente mirando ad arricchire la propria vita, questo è ciò che fanno i membri della Gakkai. Coloro che continuano a impegnarsi per la propria crescita, per la felicità dei loro amici e per lo sviluppo di kosen-rufu sono le persone più degne di lode, sono i veri vincitori. Se invece diventiamo arroganti e compiaciuti e, pensando di avere fatto abbastanza, crediamo di poterci sedere e rilassarci, allora stiamo bloccando la nostra crescita. Non avanzare significa retrocedere. William Shakespeare (1564-1616) scrisse: «Il cuore di chi crede nella verità è sempre sereno». Avanziamo dunque fiduciosi, serbando nel cuore una convinzione assoluta nella verità. Toda dichiarò: «Ovunque vada, Josei Toda rimane sempre se stesso, un combattente di kosen-rufu! La Soka Gakkai sarà sempre se stessa: una fiera assemblea di leoni. Non lo dimenticate!». Continuiamo ad avanzare con questo spirito.
Nell’ultimo anno della sua vita Lev Tolstoj osservò: «Quanto più le circostanze ci sfidano, tanto più ci offrono materiale per il nostro sviluppo spirituale». Le difficoltà che incontriamo sono occasioni per allenare il nostro cuore. Le persone che evitano le difficoltà e passano il loro tempo in ozio non sono nobili, per quanti titoli possano vantare. Il grande poeta indiano Rabindranath Tagore (1861-1941) scrisse: «So bene che l’arroganza non dura». Il modo per mettere fine all’arroganza è prendere la parola e affermare la verità. Il filosofo francese Voltaire (1694-1778) osservò: «Senza uno spirito di rettitudine non esiste niente». E l’antico poeta greco Pindaro (518-438 c.a): «Le azioni valorose torreggiano come il castello [più alto] costruito dagli uomini». Chi si alza con coraggio diventa una fortezza. I giovani coraggiosi, in particolare, sono un’invincibile fortezza di verità e giustizia. Questa è una descrizione perfetta dei membri del gruppo Soka e Gajokai, i gruppi di supporto della Divisione giovani uomini. Essi incarnano la forza intrepida della Soka Gakkai con il loro serio impegno nella lotta per la rivoluzione umana.

Coltivare uno spirito di apprezzamento

Coloro che nutrono un senso di profondo apprezzamento verso il maestro faranno tutto il possibile per ripagare il proprio debito di gratitudine. Gli scritti del Daishonin contengono numerosi esempi di persone disposte a dare la propria vita per apprendere il corretto insegnamento e proteggerlo. Io mi sono impegnato con tutte le mie forze per ripagare il mio debito di gratitudine verso Toda, e lui stesso fece altrettanto nei confronti di Makiguchi. Se questo spirito fondamentale andasse perduto, la Soka Gakkai non avrebbe futuro. Per questo ho deciso, ancora una volta, di dedicare tutte le mie energie a far crescere e sostenere la Divisione giovani. Questa è la mia personale determinazione e il mio obiettivo. Giovani, conto su di voi! Le redini sono nelle vostre mani.
Nel momento cruciale i discepoli sinceri si impegnano altruisticamente per ripagare il loro debito di gratitudine verso il maestro. Questo è l’insegnamento del Daishonin. Desidero farlo presente ancora una volta ai nostri membri della Divisione giovani e a tutti i membri della Soka Gakkai. Essa è diventata la grande organizzazione che conosciamo perché Makiguchi, Toda e io ci siamo sempre sforzati di ripagare il debito di gratitudine verso i nostri maestri, le nostre eterne guide nel regno del Buddismo. Il futuro dipende dai discepoli. È fondamentale che proteggiamo il puro regno della Gakkai dall’influenza faziosa e distruttiva di individui senza scrupoli – ad esempio persone attirate solo dal denaro, o che si compiacciono dell’attuale dimensione della nostra organizzazione, o che finiscono per perdere la testa a causa della loro posizione.
Come ho più volte ricordato, Josei Toda seguì in carcere il suo maestro Makiguchi e, una volta rilasciato, affermò rivolgendosi al suo defunto maestro: «Nella tua compassione senza limiti, tu mi hai permesso di accompagnarti fino in prigione». Nel 1950, quando Toda si dimise da direttore generale della Gakkai [per evitare che le difficoltà che stava attraversando sul piano finanziario potessero avere ripercussioni negative sull'organizzazione, n.d.r.], ci furono responsabili che cercarono di minare l’impegno della Gakkai lungo il sentiero intrapreso da Makiguchi e dal suo discepolo Toda. Il cuore umano è assai volubile. Al momento delle dimissioni Toda aveva un’aria triste: era solo e malato. A quel tempo, gli chiesi se riteneva che dovessi seguire qualcun altro come mio maestro, ma lui mi rassicurò dicendo che il mio maestro sarebbe rimasto sempre lui. Ho superato uno dopo l’altro ogni ostacolo e difficoltà che abbiamo incontrato, ho combattuto le battaglie più dure per aprire sempre nuove strade. Prima di morire, Toda mi disse: «Hai agito bene, Daisaku. Hai fatto del tuo meglio per me. La mia vita è stata una storia meravigliosa». Ecco perché io non nutro il minimo rimpianto.

La fede è l’unico criterio nel regno del Buddismo

Vorrei ora condividere con voi un passo del Gosho. Tra i discepoli del Daishonin c’era una donna che viene definita come “la monaca laica, la moglie del signore del feudo.” Quando il Daishonin fu esiliato a Sado la donna abbandonò improvvisamente la sua fede. Scrivendo di lei a un altro seguace, il Daishonin osserva: «Avendo dimenticato il suo debito di gratitudine, nella prossima vita cadrà nei cattivi sentieri. Nonostante questo, siccome aveva dimostrato gentilezza nei confronti dei miei genitori, sto pregando di poterla in qualche modo salvare» (Lettera ai preti del Seicho-ji, RSND, 1, 581). Questo famoso passaggio è pervaso dal desiderio del Daishonin di guidare la sua ex seguace per evitarle in qualche modo di cadere in una condizione di infelicità. Questo è anche il mio spirito. Se nell’organizzazione proliferassero persone prive di gratitudine, il futuro stesso della Gakkai sarebbe in pericolo.
Inoltre, il Daishonin definiva saggi e degni di lode i discepoli dalla fede profonda. Li trattava da suoi pari, attribuendo loro i titoli più onorevoli in omaggio alla loro nobiltà in quanto esseri umani. Il Daishonin non loda mai le persone per il loro livello di istruzione o la loro posizione nella società. Tutto questo non ha nulla a che fare con la fede e non dobbiamo mai cadere nell’errore di discriminare una persona in base a simili considerazioni. Questo non era certo lo spirito del Daishonin: è evidente da ciò che afferma nel Gosho.
Ho avuto l’immensa fortuna di incontrare Josei Toda e di averlo come mio maestro: è per questo che sono in grado di comprendere lo spirito fondamentale del Daishonin. Per questo sono stato in grado di proteggere la Gakkai. Se le persone non comprendono questo spirito e, diventando responsabili di alto livello, guidano l’organizzazione anche solo per un momento nella direzione sbagliata, sarà la fine dello sviluppo della Gakkai. La Gakkai è un’organizzazione basata sulla fede, un’organizzazione dedita a kosen-rufu. I suoi responsabili devono essere persone che possono far progredire il nostro movimento per kosen-rufu e fornire la necessaria guida verso questo unico obiettivo.
Nel periodo dell’esilio a Sado, mentre molti abbandonavano il Daishonin, una discepola percorse insieme alla figlioletta il lungo tragitto fino a quell’isola remota per fare visita al suo maestro. In omaggio alla sua fede pura, il Daishonin le conferì il nome di Nichimyo Shonin (Santa). E sono certo che attribuirebbe oggi lo stesso appellativo a ogni membro della Divisione donne. Esse infatti sono le più degne di rispetto, proprio come le fedeli discepole del Daishonin. Il Daishonin conferì anche il titolo di “valoroso” al suo giovane discepolo Nanjo Tokimitsu. Lodandolo per i suoi intrepidi sforzi nel proteggere i compagni di fede durante la persecuzione di Atsuhara, lo battezzò Ueno il Valoroso. Se il Daishonin fosse qui assegnerebbe il titolo di “valoroso” a ogni membro della Gakkai. La sua lode è un onore molto più grande e duraturo di una laurea conferita dalla più prestigiosa delle università. Questa è l’essenza del Buddismo, l’essenza di kosen-rufu e del conseguimento della Buddità. Se i responsabili cedono alla tentazione di un dispotismo meschino distruggono il mondo della fede e offendono la Legge.
Né Toda né Makiguchi hanno mai sostenuto che il livello di istruzione fosse un requisito per praticare il Buddismo del Daishonin. Siamo tutti consapevoli dell’importanza che la società attribuisce alla carriera e ai titoli accademici e d’altra parte la presenza di persone colte e riconosciute come tali all’interno della nostra organizzazione può aiutare a diffondere la fiducia in essa presso il pubblico più vasto. Ma ciò non toglie che, nell’ambito della fede, la fede stessa è l’unica cosa che conta. Nella nostra organizzazione il massimo rispetto e la più alta considerazione vanno ai membri che attivamente si impegnano a condividere con gli altri il Buddismo del Daishonin.

Affidare il futuro ai giovani

Leggiamo ora un altro famoso passaggio del Gosho: «Se fossero persone consapevoli dei propri debiti di gratitudine o comunque in grado di ragionare, di due colpi che si abbattono su di me, desidererebbero addossarsene uno” (Risposta a Yasaburo, RSND, 1, 734). Nichiren Daishonin si alzò con determinazione per denunciare gli insegnamenti erronei di quel tempo e condurre la gente alla vera felicità. Per questo fu diffamato, scacciato da un luogo a un altro, fisicamente attaccato ed esiliato due volte proprio a causa delle sue azioni per diffondere il corretto insegnamento. Il Daishonin afferma che i suoi seguaci dotati di coscienza e di spirito di gratitudine dovrebbero essere pronti ad affrontare almeno la metà di quelle persecuzioni al posto suo. Ci sta dicendo che i responsabili della comunità dei praticanti dovrebbero comportarsi in questo modo. A quel tempo, comunque, ben lontani dall’agire così, molti discepoli abbandonarono la fede e voltarono le spalle al loro maestro.
A un livello diverso, mentre Toda lottava per ridare vita al nostro movimento – qualche anno dopo la fine della Seconda guerra mondiale – i suoi affari cominciarono ad andar male e lui si trovò ad affrontare difficoltà finanziarie. Chi rimase al suo fianco in quel frangente? I suoi discepoli lo abbandonarono vilmente, uno dopo l’altro. Molti dei più vecchi responsabili della Gakkai erano diventati calcolatori, interessati solo al tornaconto personale. Toda, nel 1951, dopo che fu diventato il secondo presidente della Gakkai, dichiarò senza mezzi termini che sentiva di potersi fidare soltanto dei giovani e che avrebbe passato la presidenza a uno di loro, nonostante a quel tempo ci fossero molti responsabili più anziani nell’organizzazione.
Lo stesso vale oggi. Io posso affidare il futuro soltanto ai giovani. Non ci sarà futuro per il nostro movimento se non facciamo crescere persone che proteggano lealmente e portino avanti lo spirito della Gakkai basato sulla relazione tra maestro e discepolo, persone disposte a lottare fino in fondo per realizzare kosen-rufu. Miei giovani amici, siete voi le persone in cui ripongo tutta la mia fiducia e la mia fede. Lo ripeto, conto su di voi!
Nel 1979 dopo essermi dimesso dalla carica di terzo presidente, non disponevo più neppure di una scrivania dove lavorare alla sede centrale della Soka Gakkai. Dovetti utilizzare un angolo della minuscola stanza laterale riservata ai custodi dell’edificio. Tuttavia, a prescindere dalle circostanze, la mia determinazione di dare tutto me stesso per il bene dei membri e della Gakkai rimase incrollabile. Ho continuato a lavorare per kosen-rufu esattamente come avevo sempre fatto. In quel periodo turbolento mia moglie mi sostenne con calore e mi disse con un sorriso: «Ora potrai andare a trovare i membri che non hai avuto il tempo di visitare fino a oggi! Puoi andare a incontrare i membri di tutto il mondo». In un’altra occasione osservò con tranquillità: «So meglio di chiunque altro che hai dedicato la tua vita al maestro Toda e che hai aiutato la Soka Gakkai a diventare questa grande organizzazione. Il Gohonzon conosce ogni cosa».
Lo spirito combattivo per kosen-rufu, la vera essenza del Buddismo di Nichiren, pulsava vivo nelle vite di Makiguchi e Toda, e io ho ereditato questo spirito da loro. Senza di me lo spirito della Gakkai sarebbe scomparso. Il terzo presidente ha salvato la Soka Gakkai. Sto dicendo questo non per vantarmi dei miei risultati personali, ma per lasciare una chiara testimonianza della verità, esattamente com’è, per il bene dei giovani di oggi e per le generazioni a venire.

Un nobile aspetto dell’umanità

Toda era molto severo quando si trattava di preti ingrati o di ex responsabili che tradivano la Gakkai e i compagni di fede. Dichiarava con grande passione che non si deve mai permettere che simili individui creino scompiglio nella nostra nobile organizzazione. È fondamentale che i nostri responsabili mantengano questo spirito di legittima indignazione verso coloro che cercano di danneggiare il nostro movimento. La collera verso il male è molto importante. Se i responsabili non hanno spina dorsale e curano solo i propri interessi, rifiutandosi o trascurando di parlare quando la nostra preziosa Soka Gakkai viene attaccata o diffamata, i membri soffriranno. In simili casi il silenzio equivale a viltà. È mio desiderio che i responsabili più alti siano sempre i primi a parlare in nome della verità e della giustizia.
Sono forse grandi quelle persone che utilizzano il proprio potere politico per manipolare e dominare gli altri? Dalla prospettiva eterna del Buddismo, non sono che polvere al vento. Il regno della fede è l’aspetto più nobile dell’umanità, è mille volte più importante di ogni dimensione secolare, è il regno dove si svolge la più cruciale e decisiva di tutte le battaglie per la conquista della felicità per l’umanità intera.
Toda dichiarò con severità: «La Soka Gakkai è un’organizzazione che porta avanti la volontà e il mandato del Budda. Se i responsabili della Gakkai sfruttano l’organizzazione per il loro tornaconto o tradiscono la Gakkai, che ha fatto così tanto per loro, siano certi di essere condannati dalle divinità celesti». Disse anche: «Non posso permettermi di abbassare la guardia perché le persone corrotte e prive di scrupoli approfitterebbero della Gakkai. Non dobbiamo permettere che simili persone si avvicinino alla nostra organizzazione». Siate vigili nei confronti delle persone corrotte e senza scrupoli e tenetele a bada – questo era il messaggio di Toda.

I miei discepoli diretti

Toda sottolineò con forza: «In fin dei conti, sono i giovani che sosterranno la Soka Gakkai da ora in poi». Con lo stesso spirito, desidero dire a voi, miei giovani amici: «Alzatevi come miei diretti discepoli!». Durante la mia giovinezza Toda era costantemente presente nei miei pensieri, dalla mattina alla sera. Mi sono totalmente concentrato sul mio maestro. L’ho cercato con la determinazione di un treno lanciato a tutta velocità. In quel periodo gli affari di Toda andavano male e lui aveva contratto ingenti debiti. La sua personalità audace talvolta lo portava a essere frainteso. Ma quando ho incontrato Toda all’età di diciannove anni, ho intuito che si trattava del pilastro della Soka Gakkai e del vero discepolo diretto di Makiguchi. Allora ho determinato, da solo, che io sarei stato il suo discepolo.
Dopo aver preso questa decisione, ho lottato con tutte le mie forze per sostenere e assistere Toda, dedicandomi con indescrivibile intensità al mio lavoro, alla realizzazione di kosen-rufu e alla protezione della salute del mio maestro. Toda si fidava così tanto di me, per quanto fossi giovane che, mentre la situazione dei suoi affari attraversava la fase più critica, a volte mi chiamava a casa sua alle tre del mattino per discutere su come risolvere un problema. La relazione tra maestro e discepolo che abbiamo condiviso è davvero meravigliosa.
Ho giurato a me stesso: «Farò tutto quanto è in mio potere per aiutare Toda a recuperare la sua salute. Sono determinato a far sì che assuma la guida della Gakkai come presidente». Poi mi sono adoperato affinché questo avvenisse, scrivendo una storia di grandi vittorie. Questo è il sentiero basato sulla relazione maestro-discepolo della Soka Gakkai. Spero che voi proseguiate sullo stesso sentiero. Desidero che i nostri giovani comprendano fino in fondo il vero spirito di questa relazione.
Quest’epoca appartiene alla Divisione giovani. È tempo che i giovani si facciano avanti in qualità di leader assumendosi la piena responsabilità della Gakkai. Sto facendo tutti i passi necessari per essere certo che ciò avvenga.
Vi ringrazio per aver ascoltato con tanta pazienza oggi! Di nuovo il mio profondo apprezzamento ai nostri membri della SGI: vi ringrazio per aver compiuto questo lungo viaggio per unirvi a noi! State bene, siate felici e in salute! Concludiamo recitando Daimoku insieme. Vi prego di portare i miei saluti ai nostri compagni membri, una volta tornati a casa. Grazie ancora! 

Bibliografia

Il Nuovo Rinascimento n.405 1 ottobre 2008

 

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