Diversi corpi, stessa mente

di Daisaku Ikeda 

In questo regno di benefici,
con lealtà e costanza
praticate l’insegnamento del Daishonin
di unirsi nello spirito
di “diversi corpi, stessa mente”.

Nichiren Daishonin afferma: «Quando le persone sono in itai doshin (diversi corpi, stessa mente) realizzeranno tutti i loro scopi, mentre in dotai ishin (stesso corpo, diverse menti) non possono ottenere niente di notevole» (Itai doshin, SND, 4, 267).
L’unità è sana, bella e piacevole e niente è più forte di quell’unione che rispetta e valorizza le diversità. Discutendo di alcuni eventi della storia antica cinese, il Daishonin distillò questa importante verità sul valore supremo dell’unità nell’espressione “diversi corpi, stessa mente”, e la consegnò all’umanità, come frase stupenda e preziosa da custodire per sempre.
“Diversi corpi, stessa mente”, quindi unità di intenti, è la regola immutabile per il successo in ogni paese e organizzazione. In particolare nella pratica buddista, non saremmo in grado di produrre forza o alcun vero beneficio se non seguissimo questo nobile principio.
«Siamo come i passeggeri di una nave che navigano con uno stesso cuore e uno stesso scopo. Dobbiamo rispettarci, considerandoci vicendevolmente Onorati dal Mondo» scrive T’ien-t’ai in Grande concentrazione e visione profonda. Nel regno della fede non c’è distinzione tra superiori e inferiori, tutti i membri sono uguali, sono tutti Budda degni del massimo rispetto. Tutti nobili paladini.
«È il cuore che è importante» (La strategia del Sutra del Loto, NR, 346, 17), ci insegna il Daishonin. La Soka Gakkai, dove i cuori dei membri sono uniti dal grande voto di realizzare kosen-rufu, è la sintesi di “diversi corpi, stessa mente”. È un gruppo armonioso di credenti in perfetto accordo con la Legge mistica. Anche l’eredità della Legge fondamentale di vita e morte, il principio cardine del Buddismo, fluisce con energia nelle vite di coloro che stanno con la Gakkai nella fortuna e nell’avversità.

La nostra è una cittadella di gente di talento
che condivide uno spirito prezioso
e preziosi legami umani.

Giuseppe Mazzini (1805-72), propugnatore dell’unità e dell’indipendenza d’Italia, usò queste parole: «Se vi associate centuplicate le vostre forze». Quando siete uniti ad altri tutti gli ostacoli si sgretolano davanti a voi. Quando all’interno di un’organizzazione ognuno va a ritmo, si avverte una vitalità nuova e le persone di valore possono esprimere in pieno il loro potenziale.
La poetessa spagnola Concepción Arenal (1820-93), che fu anche pioniera come attivista dei diritti umani, sosteneva: «Le forze che si uniscono per una giusta causa non si sommano, si moltiplicano». La nostra grande alleanza di “diversi corpi, stessa mente” sta guadagnando forza, avanzando con gioia e armonia verso la vittoria nelle nostre nobili imprese per kosen-rufu, non solo in Giappone ma su tutta la scena mondiale.
L’Ultimo giorno della Legge è caratterizzato da dispute e controversie, è pieno di conflitti e antagonismi. Ovunque guardiamo nel mondo, vediamo amari contrasti e rivalità. Anche i più svariati gruppi e organizzazioni vengono distrutti da lotte spietate e vivono con l’assillo dello spettro della divisione.
Ma non dobbiamo permettere a nessuno di seminare zizzania intenzionalmente nel nostro armonioso gruppo di fedeli, che si sta dando da fare con lo spirito compassionevole di condividere quanto più possibile i princìpi e gli ideali del Buddismo di Nichiren Daishonin per la felicità dell’umanità intera. Non dobbiamo permettere a nessuno di causare deliberatamente disunità nel regno della fede. Questo ci ingiunsero, sia Shakyamuni sia il Daishonin. Per questo Tsunesaburo Makiguchi, presidente fondatore della Soka Gakkai, dichiarò con veemenza che gli individui egoisti, che cercano intenzionalmente di distruggere l’armoniosa unità della Gakkai, dovrebbero essere cacciati via.
All’epoca dell’incidente di Osaka, il mio maestro Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai, esclamò con ammirazione ed emozione: «I membri del Kansai si sono alzati in piedi e hanno affrontato la persecuzione al tuo fianco, Daisaku. Hanno lottato con grande coraggio e, come risultato, la nostra organizzazione nel Kansai diventerà ancora più forte. Hanno fatto passi da gigante nell’ottenimento di uno stato vitale senza limiti, traboccante di fortuna». [Incidente di Osaka: la circostanza in cui Daisaku Ikeda venne arrestato e accusato ingiustamente di violazioni della legge elettorale, durante le elezioni straordinarie amministrative del 1957 a Osaka. Nel gennaio 1962, la causa, protrattasi quasi cinque anni, si concluse con una assoluzione completa, n.d.r. ].
Lo spirito di “diversi corpi, stessa mente” si trova in questo coraggio, nella perseveranza e nell’unità che si basano sull’impegno condiviso di maestro e discepolo, è questo che vorrei incidere nel vostro cuore.
«Quando le persone sono in itai doshin (diversi corpi, stessa mente) realizzeranno tutti i loro scopi» scrive il Daishonin, ed è per questo che anche il potere di realizzare la pace mondiale risiede nell’unità di scopo descritta da “diversi corpi, stessa mente”.
Adolfo Pérez Esquivel, attivista argentino dei diritti umani e premio Nobel per la Pace, con cui sto conducendo un dialogo, affermò una volta a questo proposito: «Se le persone hanno il coraggio di accettare la sfida, è certo che raccoglieranno risultati positivi. Questa sfida consiste nel trovare un modo per rendere unita l’umanità, cioè una nuova strada basata su una cultura di solidarietà».
Pérez Esquivel ha inoltre molto apprezzato lo spirito di maestro e discepolo, riscontrato nella Soka Gakkai, e il nostro grande impegno affinché la speranza di una coesistenza pacifica illumini tutto il mondo.
Avanziamo con energia verso lo splendido anniversario del tre maggio, giorno della Soka Gakkai, seguendo la ricetta per una vittoria assoluta: “diversi corpi, stessa mente!”.

Trionfate
con gioia e allegria
in questa vita,
orgogliosi
della nostra unità senza uguali.
 

Bibliografia 

Il Nuovo Rinascimento n.373 1 maggio 2007

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