Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto

 

spiegazione di Daisaku Ikeda

 

(brano scelto, testo integrale RSND, 1, 774-789)
Titolo originale: Hokke shoshin jobutsu sho, GZ, 544
Data e destinatario incerti

Quanto a Myoho-renge-kyo, si chiama Myoho-renge-kyo il principio per cui la natura di Budda di noi persone comuni, la natura di Budda di Brahma, Shakra e delle altre divinità, la natura di Budda di Shariputra, Maudgalyayana e degli altri ascoltatori della voce, la natura di Budda di Manjushri, Maitreya e degli altri bodhisattva, e la mistica Legge che è l’Illuminazione dei Budda delle tre esistenze, sono una sola identica cosa. Perciò, quando recitiamo una volta Myoho-renge-kyo, con questo singolo suono chiamiamo e manifestiamo la natura di Budda di tutti i Budda, di tutte le esistenze,1 di tutti i bodhisattva e gli ascoltatori della voce, di tutte le divinità come Brahma, Shakra e re Yama, il sole, la luna e le miriadi di stelle, di tutti gli dèi celesti e terreni, di tutti gli abitanti dell’inferno, degli spiriti affamati, animali, asura, esseri umani e celesti e di tutti gli altri esseri viventi. Questo è un beneficio immenso, incalcolabile.
Quando veneriamo il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”. Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà. Questo intendeva il Budda quando disse: «Se qualcuno potrà sostenerlo [questo sutra] anche solo per breve tempo, certo io ne gioirò e così faranno tutti gli altri Budda».2
Tutti i Budda delle tre esistenze hanno anch’essi conseguito la Buddità grazie ai cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Questi cinque caratteri sono la ragione dell’avvento nel mondo dei Budda delle tre esistenze; sono la mistica Legge con la quale tutti gli esseri viventi possono raggiungere la via del Budda. Comprendi bene il significato di tutto ciò e, sulla strada per il conseguimento della Buddità, recita Nam-myoho-renge-kyo senza arroganza o attaccamento a idee preconcette (RSND, 1, 789).

Note

1) Esistenze: giapp. ho = fenomeni, dharma, leggi. È lo stesso carattere che compare nel titolo del Gosho Il vero aspetto di tutti i fenomeni (Shoho jisso sho).
2) SDL, 234. «Questo sutra» indica la Legge mistica.

SPIEGAZIONE

RECITARE UN DAIMOKU VIBRANTE È LA FORZA TRAINANTE DI UN PROGRESSO SENZA LIMITI: TUTTO COMINCIA DALLA NOSTRA TRASFORMAZIONE INTERIORE

Il coraggio genera nuova determinazione, e una preghiera profonda e pervasa di rinnovata determinazione è il primo passo, pieno di speranza, verso una grande vittoria.
Tradizionalmente nella SGI maggio è un mese in cui fermenta nuova determinazione tra i membri, decisi a far progredire ancor di più kosen-rufu. Il 3 maggio, giorno della Soka Gakkai, incarna lo spirito Soka di maestro e discepolo e non è soltanto il punto di origine del nostro voto condiviso ma è l’inizio di una nuova partenza, il giorno che abbiamo fissato per ripartire verso il prossimo obiettivo delle nostre attività per kosen-rufu.
La storia del nostro movimento è fatta di sfide sempre nuove, che affrontiamo recitando sinceramente Nam-myoho-renge-kyo con fresca determinazione. Tutto inizia dal Daimoku. Mettendo a frutto al massimo la nostra saggezza e il nostro impegno basandoci su un Daimoku risoluto, abbiamo vinto ogni sorta di grandi ostacoli. Considerando le avversità come un’opportunità per approfondire la nostra fede, facendo scaturire il potere benefico della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e realizzando luminose esperienze personali di rinascita spirituale e rivitalizzazione, siamo riusciti ad avanzare senza sosta aprendo la strada verso kosen-rufu.
Indipendentemente dai tempi e dalle circostanze, la nostra base è la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo. Nichiren Daishonin scrive: «Quando c’è da soffrire, soffri; quando c’è da gioire, gioisci. Considera allo stesso modo sofferenza e gioia, e continua a recitare Nam-myoho-renge-kyo» (Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607). Ci esorta a recitare Daimoku sia nei momenti di sofferenza che in quelli di gioia. Continuare a recitare fino in fondo, nei momenti di felicità come in quelli di tristezza o sofferenza, è il cammino sicuro che conduce al conseguimento della Buddità in questa esistenza. Recitare Nam-myoho-renge-kyo è il mezzo per attingere alla Buddità che è in noi, per vincere le funzioni demoniache, per superare la nostra sofferenza karmica e trasformare il nostro stato vitale. è una pratica senza eguali che ci permette di assaporare la «gioia senza limiti della Legge».1 Recitare Daimoku ci permette di forgiare uno stato di felicità assoluta nel quale vivere è di per sé una gioia. Se continueremo a recitare qualsiasi cosa accada, giungeremo ad assaporare una totale pace della mente. Saremo capaci di far emergere lo stato vitale vasto e illimitato della Buddità dall’interno della nostra vita.
In questa lezione sul Gosho Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto andiamo a vedere cosa dice il Daishonin riguardo alla pratica fondamentale della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, concentrandoci in maniera particolare sulla sua parte finale. In questo scritto il Daishonin spiega che solo il Sutra del Loto rivela il vero intento del Budda e che Nam-myoho-renge-kyo è la Legge per il conseguimento della Buddità da propagare nell’epoca malvagia successiva alla morte del Budda.
La data di stesura e il destinatario della lettera non sono chiari,2 mentre il contenuto verte sulla confutazione della visione della scuola Nembutsu riguardo all’esistenza di una Pura Terra ultramondana, che costituiva il nucleo del culto di Amida3 ai tempi del Daishonin. C’è anche un breve accenno all’ottenimento dell’Illuminazione da parte delle donne, insegnato nel Sutra del Loto. Quindi, a giudicare dal contenuto, la lettera avrebbe potuto essere indirizzata a una seguace del Daishonin che in precedenza recitava il Nembutsu, o comunque era attratta dalla pratica della Pura Terra, allo scopo di insegnarle le basi della fede nel Sutra del Loto, la cui essenza è la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo.
La parte che analizzeremo è quella immediatamente successiva alla guida dettagliata che riguarda le basi della fede. Il Daishonin prosegue spiegando il significato profondo della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e i benefici che ne conseguono.
Recitare Daimoku ci dà l’energia e la vitalità per realizzare un progresso senza limiti. Ci dà la saggezza e il coraggio per considerare ogni avversità come causa e opportunità per una grande crescita. Questo perché Myoho-renge-kyo4 è il nome della forza vitale fondamentale dell’universo stesso.
Esaminiamo ora, sulla base di questo scritto, il significato della recitazione del Daimoku, fonte della vera vittoria.

«Quanto a Myoho-renge-kyo, si chiama Myoho-renge-kyo il principio per cui la natura di Budda di noi persone comuni, la natura di Budda di Brahma, Shakra e delle altre divinità, la natura di Budda di Shariputra, Maudgalyayana e degli altri ascoltatori della voce, la natura di Budda di Manjushri, Maitreya e degli altri bodhisattva, e la mistica Legge che è l’Illuminazione dei Budda delle tre esistenze, sono una sola identica cosa. Perciò, quando recitiamo una volta Myoho-renge-kyo, con questo singolo suono chiamiamo e manifestiamo la natura di Budda di tutti i Budda, di tutte le esistenze, di tutti i bodhisattva e gli ascoltatori della voce, di tutte le divinità come Brahma, Shakra e re Yama, il sole, la luna e le miriadi di stelle, di tutti gli dèi celesti e terreni, di tutti gli abitanti dell’inferno, degli spiriti affamati, animali, asura, esseri umani e celesti e di tutti gli altri esseri viventi. Questo è un beneficio immenso, incalcolabile».

Il beneficio di recitare Nam-myoho-renge-kyo è immenso

Questo passo illustra il profondo significato e l’infinito beneficio della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo.
Fino all’avvento del Buddismo del Daishonin era pratica diffusa nel Buddismo recitare i nomi di certi Budda o bodhisattva per dimostrare la propria devozione a un certo insegnamento. Uno degli esempi più noti è la pratica nembutsu della scuola della Pura Terra, cioè la recitazione del nome del Budda Amida. Invece, la pratica della recitazione istituita da Nichiren Daishonin è basata sulla recitazione del nome della Legge, in altre parole il Daimoku del Sutra del Loto, Nam-myoho-renge-kyo.
La Legge di Nam-myoho-renge-kyo è la Legge mistica (giapp. myoho) alla quale tutti i Budda si sono risvegliati. È il seme della Buddità che permette ai Budda di ottenere l’Illuminazione. Poiché questa legge fondamentale per l’ottenimento dell’Illuminazione è caratterizzata dalla simultaneità di causa ed effetto,5 il Budda la paragona al fiore di loto (giapp. renge) che produce contemporaneamente fiori e frutti.
Quando la meravigliosa Legge mistica, il seme della Buddità, viene attivata nel terreno della nostra vita, produce simultaneamente i fiori e i frutti benèfici della saggezza e della compassione. Questa Legge è chiamata Myoho-renge-kyo poiché contiene la totalità dei benefici della causa e dell’effetto della Buddità. Il Budda la chiamò così, basandosi sulla sua saggezza illuminata.
In un altro scritto, L’entità della Legge mistica, il Daishonin afferma che Myoho-renge-kyo è il nome dato alla verità fondamentale da un santo del passato che si era risvegliato a tale verità.6 La Legge mistica è l’origine di tutte le cose e la forza fondamentale della creazione di valore che dà origine alla compassione e alla saggezza.
Il Daishonin afferma che Myoho-renge-kyo non è soltanto il nome della natura di Budda latente nella nostra vita di persone comuni che ripetono il ciclo di nascita e morte nel regno dell’illusione e della sofferenza, ma è anche il nome della natura di Budda delle persone dei due veicoli (gli ascoltatori della voce e i risvegliati all’origine dipendente), dei bodhisattva e delle divinità celesti (le funzioni protettive dell’universo).
A causa dell’oscurità innata o ignoranza degli esseri viventi nei nove mondi (dal mondo d’Inferno fino a quello di Bodhisattva), la funzione benefica della Legge mistica per l’ottenimento dell’Illuminazione rimane latente o inattiva nella loro vita, restando solo una potenzialità, e per questo viene definita “natura” (intesa come il secondo dei dieci fattori, n.d.r.) di Budda. Myoho-renge-kyo è il nome della natura di Budda universalmente inerente a tutta la vita.
Questo nome completo e perfetto le fu assegnato sulla base della saggezza illuminata del Budda. Perciò, quando recitiamo Myoho-renge-kyo, richiamiamo la natura di Budda di tutti gli esseri viventi. Myoho-renge-kyo è il nome universale, completo e perfetto della natura di Budda di tutti gli esseri viventi. Di conseguenza il singolo suono di Nam-myoho-renge-kyo, il Daimoku della Legge mistica, ha il potere di far emergere la natura di Budda degli esseri viventi, in qualsiasi condizione vitale essi si trovino.
A differenza delle parole pronunciate nelle pratiche recitative o invocazioni di altre scuole buddiste, Myoho-renge-kyo non è il nome di un particolare Budda, bodhisattva, santo o divinità protettrice: è il nome del seme della Buddità grazie al quale tutti i Budda hanno ottenuto l’Illuminazione, il nome della Legge fondamentale ricercata da tutti i bodhisattva nella loro pratica, il nome del potenziale supremo, o natura di Budda, inerente a tutti gli esseri viventi. Recitare quel nome, Myoho-renge-kyo, richiama non solo la nostra natura di Budda, ma quella di tutti gli esseri viventi.
Ciò significa che ognuno di noi, qui e ora, indipendentemente dallo stato vitale in cui si trova nei termini dei dieci mondi, può manifestare la propria natura di Budda interiore. Inoltre, possiamo far emergere anche la natura di Budda di tutti gli esseri viventi di tutto l’universo e far risplendere il nostro ambiente, il mondo in cui viviamo, con la luce brillante del mondo di Buddità.
Poiché il grande beneficio di recitare Nam-myoho-renge-kyo si estende sia alla nostra vita sia al nostro ambiente, il Daishonin scrive: «Con questo singolo suono chiamiamo e manifestiamo la natura di Budda di tutti i Budda, [...]. Questo è un beneficio immenso, incalcolabile». La meravigliosa natura di questi benefici è descritta nel prossimo passo.

«Quando veneriamo il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”. Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà. Questo intendeva il Budda quando disse: “Se qualcuno potrà sostenerlo [questo sutra] anche solo per breve tempo, certo io ne gioirò e così faranno tutti gli altri Budda”».

Costruire una condizione di felicità indistruttibile

Qui il Daishonin descrive i grandi benefici di recitare Nam-myoho-renge-kyo, il “singolo suono” con il quale possiamo richiamare la natura di Budda di tutti gli esseri viventi.
Egli inizia dicendo di “venerare il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto”. Il Daishonin rivelò la Legge mistica inerente alla sua stessa vita e la manifestò in forma concreta nel Gohonzon, l’oggetto di culto o di rispetto fondamentale. Solo quando la nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo si basa sulla fede nel Gohonzon diventa una pratica per il conseguimento della Buddità.
Noi riveriamo il Gohonzon che il Daishonin donò a tutta l’umanità, lo consideriamo specchio e guida della nostra vita e crediamo di possedere ed essere capaci di manifestare la stessa condizione vitale di suprema nobiltà del Daishonin. Così facendo stiamo “venerando il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto”.
Il Daishonin, incarnando le tre virtù di sovrano, maestro e genitore,7 in un’epoca oscura e malvagia si sforzò con infinita compassione di proteggere le persone e insegnare loro la Legge mistica, aiutandole a rivelare il loro potenziale più elevato. La maniera di dimostrare venerazione e rispetto per il Gohonzon è venerare il Daishonin come nostro maestro fondamentale nella fede, imparare dalla sua dedizione altruistica e proseguire i suoi sforzi per la felicità e il benessere di tutte le persone.
In altre parole, riverire il Gohonzon significa essenzialmente impegnarci, indipendentemente dalle difficoltà dei tempi in cui viviamo, a far nostro lo spirito del maestro, ad agire per kosen-rufu in prima persona, a diventare una sorgente di speranza, coraggio e pace interiore per gli altri.
Non si può dire che stiamo veramente “venerando il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto” se per ottenere la salvezza cerchiamo l’aiuto di un qualche essere sovrannaturale o riponiamo la fede in entità o Budda al di fuori della nostra vita, come per esempio i Budda di cui si parla negli insegnamenti provvisori precedenti al Sutra del Loto,8 tra i quali il Nembutsu.
In Il reale aspetto del Gohonzon Nichiren Daishonin scrive: «Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo» (RSND, 1, 738). Scopo del Daishonin, quando concretizzò la sua stessa Buddità – «l’anima di Nichiren» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365) – nella forma del mandala Gohonzon, era permettere a ciascuno di rivelare il Gohonzon inerente alla propria vita. Il Gohonzon è lo specchio limpido che ci permette di manifestare il Gohonzon che esiste dentro di noi.
Recitare con fede nel Gohonzon è la chiave per manifestare il Gohonzon dentro di noi e attivare «il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita». Se perdiamo di vista questo punto importante, la nostra pratica buddista corre il rischio di cadere in un culto sottomesso a qualche essere assoluto al di fuori di noi.
Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, diceva spesso: «Voi siete Nam-myoho-renge-kyo» e «Com’è possibile che un Budda sia sconfitto dalla malattia o dalle difficoltà economiche?». Quando ci risvegliamo al nostro enorme potenziale possiamo affrontare qualsiasi avversità. Lo scopo della fede nel Buddismo del Daishonin è risvegliare questa forza interiore.
Spinto da una profonda compassione, Toda dava spesso guide severe ai membri che mancavano di convinzione nella fede o dimostravano un atteggiamento rassegnato e perdente. Quando poi quegli stessi membri tornavano a raccontargli l’esperienza di come avessero superato le difficoltà e conquistato la vittoria nella loro vita, sorrideva felice e gioiva del successo insieme con loro. Esortava costantemente le persone a risvegliarsi al grande io e a rivelare il loro vero potenziale.
Lo scopo della pratica buddista è che ognuno di noi faccia emergere «il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita» e costruisca una condizione interiore di felicità eterna e indistruttibile.

Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo la nostra vita comunica con l’universo

In questa lettera il Daishonin scrive: «Quando veneriamo il Myoho-renge-kyo che è nella nostra vita come oggetto di culto, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per “Budda”».
Poi inizia a spiegare il processo con il quale si manifesta questo grande stato vitale della Buddità, impiegando la metafora facilmente comprensibile di un uccello in gabbia: «Quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l’uccello in gabbia cerca di uscire fuori».
L’uccello in gabbia rappresenta la natura di Budda di noi persone comuni. La gabbia rappresenta uno stato in cui siamo incatenati dall’oscurità fondamentale o ignoranza, da varie illusioni e desideri e da tutti i tipi di sofferenza. L’uccello in gabbia che canta indica le persone comuni che si risvegliano alla fede nella Legge mistica e recitano Nam-myoho-renge-kyo. Gli uccelli che volano in cielo rappresentano la natura di Budda di tutti gli esseri viventi. Noi richiamiamo la nostra natura di Budda, cioè Myoho-renge-kyo, con la nostra voce che recita il Daimoku.
Allo stesso tempo, però, il suono della nostra recitazione richiama anche la natura di Budda dei diversi esseri viventi perché, come avevamo visto nel passo precedente, Myoho-renge-kyo è anche il nome della natura di Budda di tutti i Budda, dei bodhisattva e degli altri esseri viventi dei dieci mondi. Perciò, quando recitiamo la Legge mistica, il suo potere è tale da consentirci di richiamare la natura di Budda di ognuno di loro. In altre parole, la nostra voce che recita Nam-myoho-renge-kyo è il potente suono che risveglia e richiama la natura di Budda di tutti gli esseri viventi di tutto l’universo.
Quando gli uccelli che volano in cielo sono richiamati dall’uccello in gabbia e si radunano intorno a lui, l’uccello in gabbia cerca di uscire, dice il Daishonin. Questo indica il momento in cui la gabbia dell’ignoranza e della sofferenza scompare, siamo liberi da tutte le pastoie delle illusioni e possiamo librarci liberi «nel cielo della natura essenziale dei fenomeni» (Lettera a Niiike, RSND, 1, 914), cioè nel regno dell’Illuminazione vasto e illimitato come la volta celeste.
Una preghiera sincera espressa nella forma della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo risuona con la mistica Legge che pervade l’universo, avvolge la nostra vita e fa emergere il potere di spezzare la nostra oscurità interiore o ignoranza. In altre parole, l’atto di recitare il Daimoku è una rappresentazione della profonda comunione o interazione tra noi e l’universo.
Il Daishonin afferma: «Quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà». È da notare che egli usa il termine “immancabilmente”. Recitando Daimoku riusciremo immancabilmente a manifestare dentro di noi gli illimitati poteri benefici della Legge mistica. Inoltre, più persevereremo nella nostra pratica buddista con forte fede, più potremo sperimentare questo potere incommensurabile e sconfinato nella nostra vita.
Per sottolineare quanto sia grande il beneficio della Legge mistica, durante le sue lezioni Toda spesso diceva con tono scherzoso: «Supponendo che il beneficio che io ho ricevuto sia paragonabile alle dimensioni di questa sala, quello che avete ricevuto voi non è più grande del mio dito mignolo». E descriveva i benefici della Legge mistica dicendo che erano inesauribili come una sorgente d’acqua che sgorga eternamente. Ricordo ancora con affetto le sue lezioni.
Lo scopo della nostra pratica quotidiana è riuscire a sperimentare pienamente e liberamente il potere incommensurabile che sgorga dalla natura di Budda, vitale e dinamica, di tutti i Budda, di tutti i bodhisattva e di tutte le divinità protettrici.

La protezione delle divinità celesti e la gioia di tutti i Budda

Più in là in questo passo, il Daishonin afferma che la natura di Budda delle divinità celesti come Brahma e Shakra, i due principali dèi tutelari del Buddismo, sarà richiamata e agirà per proteggerci, mentre la natura di Budda di tutti i Budda e i bodhisattva sarà evocata e gioirà. Qui egli spiega i benefici che otteniamo dalla recitazione del Daimoku secondo due prospettive, cioè la protezione delle divinità celesti e la gioia dei Budda e dei bodhisattva.
Per prima cosa il Daishonin scrive: «La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà». La protezione delle divinità celesti è una manifestazione delle funzioni della Legge mistica, e viene attivata dalla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo che richiama la nostra natura di Budda.
Il Buddismo insegna «che la fragranza interna otterrà protezione esterna» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 752).9 Quando la nostra natura di Budda emerge dall’interno, attiva anche la natura di Budda nella vita degli altri che si manifesta sotto forma di protezione esterna. Perciò la protezione che si riceve dalle forze positive dell’universo dipende dal fatto che noi per primi facciamo emergere la nostra natura di Budda. In altre parole, queste funzioni protettive sono attivate dalla nostra determinazione nella fede. La nostra natura di Budda si manifesta nel momento in cui apriamo un varco nell’oscurità interiore o ignoranza basandoci su una forte convinzione nella fede. Perciò in uno dei suoi scritti il Daishonin cita le parole del Gran Maestro cinese Miao-lo: «Più forte è la fede, maggiore è la protezione degli dèi» (La supremazia della Legge, RSND, 1, 546)10 e commenta: «Se uno conserva una fede salda, certamente la protezione degli dèi sarà grande».
Recitare Nam-myoho-renge-kyo con tutto il cuore attiva le funzioni protettrici dell’universo. È la nostra trasformazione interiore, cioè l’emergere della nostra natura di Budda, che le sprona ad agire. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin, aspettarsi la loro protezione senza trasformare la nostra vita non è il modo corretto di pregare.

La gioia è l’essenza dei mondi di Bodhisattva e Buddità

In questo passo il Daishonin scrive anche: «La natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà». E, per avvalorare la sua affermazione, cita un passo dell’undicesimo capitolo del Sutra del Loto, L’apparizione della Torre preziosa: «Se qualcuno potrà sostenerlo [questo sutra] anche solo per breve tempo, certo io ne gioirò e così faranno tutti gli altri Budda» (SDL, 234). La gioia dei Budda e dei bodhisattva di cui parla il Daishonin costituisce il vero beneficio che si ottiene recitando il Daimoku. In altre parole, il mondo vasto e omnicomprensivo della Buddità, e il mondo compassionevole dei bodhisattva, caratterizzato dal desiderio di ricercare la Legge mistica e trasmetterla agli altri, si manifestano e agiscono nella nostra vita in modo attivo e vibrante.
In La raccolta degli insegnamenti orali il Daishonin afferma: «Si riferisce alla grande gioia che si sperimenta quando si comprende per la prima volta che la propria mente fin dal principio è stata il Budda. Nam-myoho-renge-kyo è la più grande di tutte le gioie» (BS, 124, 54). Non c’è gioia più grande di quella che si prova quando la nostra natura di Budda emerge, quando il mondo di Buddità pulsa vibrante nella nostra vita.
Di fronte alle numerose richieste e pressioni della vita quotidiana, alcuni penseranno che questa gioia in teoria è bella, ma che essi non riusciranno mai a sperimentarla concretamente. Ma innumerevoli membri della SGI hanno davvero assaporato questa gioia nella loro vita reale, dedicandosi instancabilmente a lavorare per la causa di kosen-rufu, l’intenzione e il mandato del Budda, nonostante i loro numerosi e diversi impegni quotidiani.
Un esempio degno di nota fu la gioia che provarono i membri che parteciparono alla campagna di Osaka (1956)11 quando contribuirono a realizzare ciò che tutti credevano fosse impossibile. In quell’impresa molti membri che avevano appena cominciato a praticare il Buddismo del Daishonin, e che stavano ancora faticosamente lottando nella loro vita quotidiana, sperimentarono una gioia che non avevano mai conosciuto prima. Parlavano l’uno all’altro del piacere che provavano lavorando per kosen-rufu, recitando sinceramente il Daimoku e impegnandosi con energia a far conoscere la pratica buddista alle persone intorno a loro.
Quando ci impegniamo assiduamente nella pratica di shakubuku, insegnare agli altri la Legge mistica che è la missione dei Bodhisattva della Terra, la nostra vita si riempie naturalmente di gioia. E quando vediamo i nostri amici che si rivitalizzano, superano le avversità e si lanciano in nuove imprese basandosi sulla fede nella Legge mistica, ci ricordiamo che stiamo avanzando sul sentiero della felicità, nostra e degli altri, come messaggeri del Budda, e questo ci dà una meravigliosa sensazione di essere vivi. Molti dei nostri membri lo hanno sperimentato personalmente.
Il Daishonin parla di «provare gioia insieme agli altri» (cfr. Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 118, 50). Agire per la felicità degli altri e il benessere della società, mossi dalla compassione, corrisponde all’opera dei Budda e dei bodhisattva. Perciò questi nostri sforzi non possono mancare di far felici i Budda e i bodhisattva di tutto l’universo, che ci loderanno. Oggi, gli sforzi assidui dei nostri membri in tutto il Giappone e nel mondo, e il continuo sviluppo del nostro movimento di kosen-rufu, stanno dando gioia ai Budda e ai bodhisattva.
In tanti luoghi del globo i membri della SGI stanno recitando Nam-myoho-renge-kyo basandosi sul loro voto di propagare ampiamente la Legge mistica come Bodhisattva della Terra. È arrivato il giorno in cui tutto il nostro pianeta è avvolto da un potente Daimoku recitato dai membri che pregano e agiscono per la pace mondiale e la felicità di tutta l’umanità.
I membri della SGI credono nel potenziale di cambiamento interiore delle persone, nella loro capacità di trionfare anche nelle situazioni più avverse. Ovunque nel mondo ci sono esempi di questa vera forza e ricchezza di carattere, di lavoro per la pace e per il benessere degli altri come buoni cittadini e membri responsabili della società. L’apparizione di questa rete di individui dotati di una fede incrollabile nel potenziale umano è di per sé un evento di significato storico. L’intero mondo sta aspettando il nostro progresso e la vittoria che otterremo basandoci sempre sulla recitazione del Daimoku.

«Tutti i Budda delle tre esistenze hanno anch’essi conseguito la Buddità grazie ai cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Questi cinque caratteri sono la ragione dell’avvento nel mondo dei Budda delle tre esistenze; sono la mistica Legge con la quale tutti gli esseri viventi possono raggiungere la via del Budda. Comprendi bene il significato di tutto ciò e, sulla strada per il conseguimento della Buddità, recita Nam-myoho-renge-kyo senza arroganza o attaccamento a idee preconcette».

La mistica Legge con la quale tutti gli esseri viventi possono raggiungere la via del Budda

Perché i Budda delle tre esistenze gioiscono? Perché tutti loro hanno ottenuto l’Illuminazione attraverso la Legge mistica. Nam-myoho-renge-kyo è «la ragione dell’avvento nel mondo dei Budda delle tre esistenze». È la Legge «con la quale tutti gli esseri viventi possono raggiungere la via del Budda». In altre parole, Nam-myoho-renge-kyo non è solo la Legge fondamentale che ha permesso a tutti i Budda delle tre esistenze di ottenere l’Illuminazione, ma è anche il seme della Buddità che permette a noi, persone comuni dei nove mondi, di farlo. Recitiamo Nam-myoho-renge-kyo perché è esattamente il nome della natura di Budda.
Noi tutti siamo intrinsecamente dotati del “seme della Buddità”, Nam-myoho-renge-kyo, ma la nostra Buddità non brilla semplicemente perché esiste dentro di noi, deve essere attivata. La chiave per dischiudere la nostra Buddità interna è la pratica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo. Recitare è il modo per manifestare la nostra natura di Budda.
Quando recitiamo, anche la natura di Budda delle divinità celesti – le funzioni protettive dell’universo – si manifesta e agisce per proteggerci. Allo stesso modo, la natura di Budda di tutti i Budda e i bodhisattva delle tre esistenze si manifesta avvolgendoci in un mondo di gioia. Attraverso il potere della Legge mistica possiamo sbarazzarci delle catene dell’ignoranza e della sofferenza e rivitalizzare la nostra vita a un livello fondamentale. E quando lo facciamo, assaporiamo una condizione vitale che trabocca dell’illimitata gioia della Legge.
Il carattere myo di myoho, o Legge mistica, ha tre significati: aprire, essere pienamente dotato e rivitalizzare.12 Non c’è pratica buddista altrettanto meravigliosa che recitare Nam-myoho-renge-kyo, un atto che di per sé afferma la suprema dignità di chi basa la propria vita sulla Legge mistica. Il Buddismo di Nichiren Daishonin esiste per permettere agli individui di scoprire e far emergere l’infinito potenziale che risiede dentro di loro.
Il Daishonin conclude questo scritto con le parole: «Comprendi bene il significato di tutto ciò e, sulla strada per il conseguimento della Buddità, recita Nam-myoho-renge-kyo senza arroganza o attaccamento a idee preconcette».
Le varie scuole buddiste dei tempi del Daishonin avevano perso di vista la «vera intenzione del Budda» (RSND, 1, 776). Il Daishonin osserva che «ogni scuola si ostina orgogliosamente nei propri preconcetti» (Ibidem). Queste scuole avevano dimenticato il punto di origine del Buddismo, ovvero risvegliare le persone alla loro dignità interiore, al loro valore. Non essendo più preoccupate di aiutare gli altri a rivelare il proprio potenziale umano, vasto e illimitato come l’universo, avevano formulato dottrine che conducevano in altre direzioni. In altre parole, avevano commesso l’errore di ricercare la Legge al di fuori dell’essere umano. Di conseguenza non potevano alleviare alla radice le sofferenze delle persone dell’Ultimo giorno, né condurle all’Illuminazione.
Inoltre offendevano il Sutra del Loto, l’insegnamento che contiene il vero intento del Budda e permette a tutte le persone di ottenere l’Illuminazione. Per questo motivo il Daishonin condannava gli errori delle scuole buddiste tradizionali dei suoi giorni. Adoperandosi per restaurare lo scopo originale del Buddismo, egli proclamò l’insegnamento corretto del Sutra del Loto e istituì la pratica di recitare Nam-myoho-renge-kyo, il mezzo con il quale tutte le persone dell’Ultimo giorno possono conseguire la Buddità.
Il Buddismo di Nichiren Daishonin è l’insegnamento che permette alle persone di risvegliarsi e manifestare concretamente il proprio sublime potenziale interiore. Attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo chiunque può manifestare nella propria vita la stessa natura buddica che possiedono i Budda. Questo è un insegnamento di suprema eguaglianza, e quello della fede nella Legge mistica è un mondo di supremo rispetto per tutte le persone.
Il Gohonzon è l’oggetto di culto per manifestare la Legge mistica che esiste dentro di noi, è lo specchio limpido per vedere la nostra stessa vita come un’entità della Legge mistica. Il Daishonin afferma ripetutamente nei suoi scritti che uno stato vitale identico a quello incarnato nel Gohonzon esiste dentro ognuno di noi. Far emergere il Gohonzon che risiede in noi rappresenta il nostro conseguimento della Buddità. In questo senso, il Gohonzon esprime la suprema nobiltà della vita di tutte le persone. Il Buddismo del Daishonin è un insegnamento umanistico, che sottolinea dall’inizio alla fine la suprema dignità e il supremo valore dell’individuo. È un insegnamento per vivere in accordo con il nostro io più grande.

Una fede forte e invincibile

Una volta, in un’intervista per un periodico, il presidente Toda rispose così alla domanda sul significato della recitazione davanti al Gohonzon svolta dai membri della Soka Gakkai: «I nostri corpi sono la stessa cosa del mandala [cioè il Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin]. Però, anche se le nostre vite sono identiche a esso, la forma del mandala non appare nella nostra vita senza uno sforzo da parte nostra. È recitando Nam-myoho-renge-kyo al Gohonzon che il mandala [Gohonzon] si stabilisce saldamente nella nostra vita. A quel punto il potere dei bodhisattva e degli dèi buddisti Brahma e Shakra inerente al Gohonzon si attiva. Per questo diventiamo felici. Il Gohonzon non ci dà la felicità. Essa è già dentro di noi e la facciamo emergere con la pratica di recitare il Daimoku. Non c’è niente di magico in questo».13
Sono passati quasi otto secoli da quando il Daishonin fece il suo avvento nel mondo. Cercando di realizzare la sua profezia di un’ampia propagazione della Legge mistica, la Soka Gakkai ha istituito una pratica giornaliera concreta basata sulla fede nel Gohonzon che permette a tutte le persone di far emergere la propria Buddità innata. Non è eccessivo affermare che, quando apparve per la prima volta la Soka Gakkai, il cammino di trasformazione interiore che costituisce l’essenza originale del Buddismo del Daishonin era stato dimenticato da chi si professava credente. Il primo e il secondo presidente della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda, però, insegnarono che la fede nel Gohonzon doveva essere direttamente legata allo scopo di cambiare radicalmente la propria vita, di realizzare la rivoluzione umana e di trasformare in positivo la società nel suo complesso. La Soka Gakkai è l’unica organizzazione i cui membri percorrono saldamente il sentiero del conseguimento della Buddità basandosi sulla sincera recitazione di Nam-myoho-renge-kyo in esatto accordo con questo scritto di Nichiren Daishonin. Lo spirito di mettere il Daimoku al primo posto e di fare del Gohonzon il nostro fondamento è intensamente vivo nella SGI.
Nell’aprire un sentiero di suprema speranza per l’umanità, la SGI sta realizzando concretamente l’affermazione del Daishonin nella quale dichiara che attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo egli stava «mettendo in grado tutti gli esseri viventi di conseguire la Buddità nei diecimila anni dell’Ultimo giorno della Legge» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 110, 62). I membri della SGI possiedono una fede veramente forte e invincibile. Si sostengono e si incoraggiano a vicenda, si impegnano nella loro vita con impavido coraggio per adempiere al loro voto per kosen-rufu. Sono grandi vincitori, e la loro natura di Budda brilla con uno splendore pari a quello di ogni Budda dell’universo. Coloro che perseverano nella loro pratica buddista per la felicità propria e degli altri basandosi sulla recitazione del Daimoku riusciranno a ottenere lo stesso stato vitale da leone del Budda. E mentre raggiungeranno una felicità e una gioia sempre maggiori, per sé e per gli altri, potranno anche stabilire una condizione vitale incrollabile che trabocca del potere di una grande saggezza e dello spirito di una grande compassione.
Recitiamo per dimostrare che davvero «myo significa rivitalizzare» (Il Daimoku del Sutra del Loto, RSND, 1, 132) e diamo prova del potere benefico della Legge mistica di trasformare il veleno in medicina. Recitiamo per provare il principio secondo cui «quando accade un grande male, seguirà un grande bene» (Grande male e grande bene, RSND, 1, 992). Recitiamo per realizzare una società pacifica e prospera, quella che i sutra chiamano “terra del Budda”, diffondendo gli ideali e i principi di Nichiren Daishonin.
Facendo riecheggiare il suono vibrante della Legge mistica attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, continuiamo a portare avanti la nostra missione di trasformare la società come alfieri del mondo dello spirito e avanziamo dinamicamente verso il trionfante centesimo anniversario della Soka Gakkai (nel 2030).

Se viviamo
basandoci sulla recitazione della Legge mistica,
assaporeremo con gioia
l’onore e lo splendore
della nostra esistenza in questo mondo

Note

1) «Gioia senza limiti della Legge»: La suprema e fondamentale felicità del Budda, il beneficio della Legge mistica. In Felicità in questo mondo il Daishonin scrive: «Non c’è vera felicità per gli esseri umani al di fuori del recitare Nam-myoho-renge-kyo. Il sutra afferma: “… e là gli esseri viventi sono felici e a proprio agio” (SDL, 303). Potrebbe forse indicare qualcosa di diverso dalla gioia senza limiti della Legge?» (RSND, 1, 607).
2) Nei cenni storici della Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin si afferma che questa lettera era indirizzata alla monaca laica Myoho, ma recenti studi lo hanno messo in dubbio.
3) Il culto del Budda Amida, insegnato nella scuola buddista della Pura Terra (Nembutsu). Amida è un Budda descritto nei sutra della Pura Terra che si dice dimori nella Pura Terra di Perfetta Beatitudine, situata a ovest. I credenti della scuola della Pura Terra ricercano la salvezza attraverso l’aiuto di questo Budda e aspirano a rinascere nella Pura Terra nella loro prossima esistenza.
4) Il Daishonin usa spesso nei suoi scritti Myoho-renge-kyo come sinonimo di Nam-myoho-renge-kyo.
5) Simultaneità di causa ed effetto: il principio secondo il quale causa ed effetto coesistono simultaneamente in un singolo istante di vita.
6) Il Daishonin scrive: «Il principio supremo [cioè la Legge mistica] in origine non aveva nome. Mentre il santo osservava il principio e assegnava i nomi a tutte le cose, percepì l’esistenza di quest’unica Legge meravigliosa [myoho] dotata simultaneamente di causa ed effetto [renge] e la chiamò Myoho-renge» (L’entità della Legge mistica, RSND, 1, 374).
7) Le funzioni benevole di cui è dotato un Budda. La virtù del sovrano è il potere di proteggere tutti gli esseri viventi, la virtù del maestro è la saggezza per istruirli e condurli all’Illuminazione, e la virtù del genitore è la compassione di farli crescere e sostenerli.
8) Gli insegnamenti provvisori precedenti al Sutra del Loto non insegnano che la Buddità esiste in tutte le persone e descrivono invece i Budda come figure idealizzate ed esseri superiori. L’insegnamento della Pura Terra (Nembutsu), per esempio, spiega che, anziché contare sui propri sforzi, per salvarsi bisognerebbe dipendere esclusivamente da un Budda, e in particolare da Amida.
9) Questa frase si trova in Annotazioni su “Grande concentrazione e visione profonda” del Gran Maestro Miao-lo. La “fragranza interna” è il potere di manifestare la natura di Budda, o verità, che esiste nella vita. La “protezione esterna” indica le funzioni che proteggono e aiutano coloro la cui vita è oscurata dalle illusioni. In I tre tipi di tesori il Daishonin scrive: «Il Buddismo insegna che la fragranza interna otterrà protezione esterna. Questo è uno dei suoi princìpi più importanti» (RSND, 1, 752).
10) Annotazioni su “Grande concentrazione e visione profonda” di Miao-lo.
11) Nel maggio 1956 i membri del Kansai, uniti intorno al giovane Daisaku Ikeda, inviato dal secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda a sostenerli, introdussero 11.111 famiglie alla pratica del Buddismo del Daishonin. Alle elezioni che si svolsero due mesi dopo il candidato sostenuto dalla Soka Gakkai conquistò un seggio alla Camera alta, un risultato che a quel tempo era considerato impossibile.
12) In Il Daimoku del Sutra del Loto il Daishonin discute il significato di myo di myoho, la Legge mistica: «Il carattere myo significa aprire» (RSND, 1, 127), «myo vuol dire “pienamente dotato”, che a sua volta significa “perfetto e completo”» (Ibidem, 128), «myo significa rivitalizzare, rivitalizzare significa ritornare a vivere» (Ibidem, 132). 13) Musei Tokugawa, Mondo Yuyo: Musei Taidan-chu (Aperto al dialogo, interviste di Musei), Sanshusha, d.s., Tokyo, vol. 11, p. 102.

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

 

 

 

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