Protagonista

Anche nei momenti di maggiore difficoltà, la cosa importante è che ognuno di noi decida di essere il protagonista della propria vita, senza mai smettere di progredire. Sminuirsi, indietreggiando di fronte agli ostacoli, porta come risultato la sconfitta. Se ci rafforziamo e se sviluppiamo il nostro stato vitale possiamo trovare una soluzione. Fino a quando abbracceremola Leggemistica, potremo uscire da ogni vicolo cieco e superare qualsiasi ostacolo, conducendo chi soffre alla felicità.

Daisaku Ikeda

Kosen-rufu

Kosen-rufu è uno sforzo importante per realizzare la felicità di tutta l’umanità, e per questo non è un’impresa semplice ma, come scrive il Daishonin:<< Grande gioia si sperimenta quando si comprende per la prima volta che la propria mente fin dal principio è stata il Budda. [Recitare] Nam-myo-ho-renge-kyo è la più grande di tutte le gioie>>

Daisaku Ikeda

Superficiale e profondo

Il Daishonin cita nel Gosho le parole del Gran Maestro Dengyo «Abbandonare il superficiale e ricercare il profondo richiede coraggio» (Sulla profezia del Budda, SND, 4, 31) per indicare il corretto atteggiamento di un praticante buddista. Per quanto possa essere difficile, l’atteggiamento di una persona coraggiosa consiste nell’avanzare dal superficiale al profondo, con una grande filosofia e verso un obiettivo sempre più alto e più grande.

Nuovo Rinascimento, n°313 del 01/10/2001

Felicità

Come ha scritto Daisaku Ikeda:<< La vera felicità non è l’assenza di sofferenza. Il Cielo non può essere sereno tutti i giorni. La vera felicità sta nel costruire un io che si erge dignitoso e indomabile. Felicità non significa avere una vita libera dalle difficoltà, ma essere in grado di raccogliere l’indomito coraggio e l’incrollabile convinzione per affrontare e superare qualunque difficoltà possa sorgere, senza esserne minimamente scossi>>.

 

Decalogo Saito

Nell’osservare gli ostacoli incontrati da Shijo Kingo negli anni, Saito ha individuato alcuni atteggiamenti suggeriti dal Daishonin all’amato discepolo, consigli utili per ogni tempo, fra i quali:

  • Allontanare la lamentela e sviluppare la pazienza;
  • Ricercare la vera felicità, mettendo in pratica il principio “essere felici e a proprio agio”;
  • Non cancellare la fortuna acquisita nutrendo odio verso coloro che meriterebbero invece la nostra gratitudine;
  • Non scappare dalle difficoltà;
  • Comportarsi basandosi sulla condivisione del legame fra maestro e discepolo;
  • Non farsi influenzare dagli otto venti;
  • Pregare in sintonia col maestro;
  • Avere la consapevolezza che la realizzazione del discepolo è anche quella del maestro;
  • Non perdere la concentrazione di fronte alla vittoria momentanea;
  • Non dimenticare il debito di gratitudine verso le persone;
  • Essere cauti.

Tre le parole chiave emerse nella spiegazione: prudenza, coraggio e fede. La prudenza suggerita non è da confondere con l’inattività, che sarebbe piuttosto codardia. Il coraggio che si esprime con la fede è piuttosto quello che permette di usare le varie tecniche nel modo più saggio; una sorta di positiva applicazione pratica di principi teorici. Un’azione che suscita l’ammirazione di chi ci circonda e che ottiene i risultati più efficaci grazie anche alle benefiche funzioni dell’ambiente. E che, quando è tesa verso l’obiettivo che gli altri diventino felici, può ottenere risultati quasi insperati. Infine, la conclusione: la strategia del Sutra del Loto che il Daishonin invita Kingo ad attuare è il potere della saggezza che emerge grazie alla fede nel Sutra del Loto. 

Bibliografia

Nuovo Rinascimento, n°473 del 15 settembre 2011.