Perseveranza

In ogni impresa la perseveranza è la chiave del successo… 

Nichiren Daishonin scrive:<< Poiché io ho esposto questo insegnamento, sono stato esiliato e quasi ucciso. Come dice il proverbio:”Un buon consiglio irrita l’occhio”. E tuttavia non sono scoraggiato.>>…

 Queste parole incarnano alla perfezione lo spirito invincibile che è l’essenza del Buddismo di Nichiren Daishonin. Se nel cuore di una persona arde questo spirito, non sarà mai scoraggiata. Continuiamo a lottare senza stancarci fino a quando sarà il re demone, frustrato, a cedere… 

Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, incoraggiava così i membri che stavano lottando contro le avversità:<< Ogni volta che vi rimettete in piedi, saldamente decisi a non essere sconfitti, sarete in grado di manifestare sempre di piùla vostra Buddità>> e <<Coloro che continuano ad affrontare difficoltà indescrivibili fino a superarle sono veri vincitori>>. Non essere sconfitti dalle forze negative o dagli ostacoli che cercano di fermare kosen-rufu ed essere determinati a trasformare qualsiasi veleno in medicina: quando recitiamo Daimoku e agiamo con questo spirito possiamo attingere al potere della perseveranza del Budda che esiste dentro di noi. Un altro nome del Budda è Colui che sa sopportare…

 Amici miei, piantate i semi della vittoria, fate sbocciare i luminosi fiori della felicità, con il vostro tenace e coraggioso impegno nel cercare il dialogo con gli altri. 

Daisaku Ikeda

Nuovo Rinascimento, n°446 1/07/10

 

Karma

Capita spesso di identificare la nostra vita con gli effetti che viviamo: sto bene se vivo cose belle, sto male se vivo cose brutte. Eppure il Buddismo dice che la cosa più importante sta nel mettere cause piuttosto che concentrarsi sugli effetti.

Il karma non sono solo le cose che ci capitano. Il karma, nella visione dinamica del Buddismo, è soprattutto “come” reagiamo alle cose. Lì c’è il cambiamento, la trasformazione. C’è una parolina giapponese che la definisce, soku.

Soku definisce la condizione di qualcosa che è già anche qualcos’altro.

Io piena di rabbia o di paura, e io capace di coraggio e allegria. Quello che si può dire è che entrambe le qualità esistono nello stesso corpo.

Questa trasformazione avviene assai più facilmente e rapidamente se indirizziamo i desideri non solo per noi, facendo entrare nell’orizzonte della rivoluzione umana la visione più ampia e luccicante della trasformazione del mondo che abbiamo intorno.

Nel Mondo del Gosho vol.2 il Presidente Ikeda spiega la trasformazione del karma: non si tratta tanto di capire meglio come funziona, in che modo le cause e gli effetti si manifestano nella nostra vita dall’infinito passato, in un susseguirsi di concatenazioni che spesso ci inchiodano a situazioni di sofferenze conosciute, quanto di comprendere che oltre la legge del karma, oltre l’orizzonte dettato dai nostri limiti, esiste qualcosa di puro, libero, incontaminato che il karma non tocca, non distrugge, non fa morire. Qualcosa che è in noi così come gli occhi, il respiro, un piede. Così come un sorriso. Come la vita.

Ma parlarne è difficile, le parole non bastano a spiegarela Buddità, l’Illuminazione. Non ci si arriva tramite concetti, con l’intelligenza o la riflessione. Ci si arruiva con un salto che solo la fede permette di fare. Un salto che d’un tratto porta oltre i limiti dell’io e nello stesso tempo nel luogo più proprio, più vero e consono al nostro essere umani. Il luogo della libertà assoluta, del tempo senza inizio, quel luogo da cui la realtà, la stessa realtà che ci fa soffrire per una malattia, per un incidente, per un rapporto andato a male, ci appare per quello che veramente è: la terra del Budda. La terra in cui la nostra Buddità, il nostro amore, la nostra libertà possono manifestarsi. Quella terra è il nostro karma.

Spiega il Presidente Ikeda:<< Il karma negativo viene avvolto dal mondo di Buddità e purificato dal suo potere. Per fare un’analogia l’apparizione del mondo di Buddità è come il sorgere del sole. Quando il sole sorge a est le stelle che brillavano così vividamente nel cielo notturno svaniscono immediatamente, come se non esistessero. In realtà le stelle non hanno cessato di esistere, sono soltanto diventate invisibili.>>

Anche se la realtà che ci dà dolore dovesse rimanere immutata, anche se tutto dovesse peggiorare, qualsiasi cosa accada, aprendo ogni giorno la porta alla nostra Buddità possiamo trovare la forza e la gioia di pensare, parlare e agire in maniera libera, in un modo che la catena di cause ed effetti del nostro karma non prevede. Così la nostra terra diventa la terra del  Budda. Così il karma diventa l’occasione preziosa per cercare e manifestare la nostra Buddità.

Nichiren insegna che riconoscere che noi siamo Budda e che lo sono pure tutti gli altri, e agire di conseguenza, è la causa positiva fondamentale da cui scaturiscono tutti gli effetti benefici. Mentre non credere in questa realtà è la causa negativa fondamentale, l’offesa alla Legge, che ha come effetto la sofferenza.

A questo punto è chiaro: il semplice atto di cercare con il Daimoku la nostra Buddità per affrontare una sfida è la causa positiva fondamentale che ha come conseguenza di illuminare tutti gli effetti dannosi delle cause negative poste in innumerevoli vite precedenti, destituendoli di ogni potere di farci soffrire, rendendoli occasione per creare valore, comprensione, realizzazione e, dunque, sostanzialmente modificandoli di segno. 

Buddismo e Società n°121 marzo aprile 2007

Sofferenza

Cosa significa affrontare la sofferenza?

Spesso si parte dalla ricerca di comandamenti per eliminare la sofferenza: per non creare effetti negativi non fate questo, o quest’altro… Ma la sofferenza non si può eliminare: eliminare la sofferenza equivale a eliminarela vita. Anzichéusare l’espressione “affrontare le sofferenze”, dovremmo parlare di “affrontare la vita”.

 

Nel Buddismo quindi non c’è un’alternativa tra sofferenza e felicità, non sono l’una il contrario dell’altra.

Secondo il Buddismo tanto hai sofferto, tanto sai gioire. Il punto è come utilizzare quello che hai.

Nichiren Daishonin insegna a utilizzare la vita per far emergerela Buddità. Quindila vita non è sofferenza bensì la possibilità di realizzare attraversola sofferenza. Questaè la grande novità del Buddismo del Daishonin.

 

Soffrire per le difficoltà non deriva anche dal fatto di non riuscire a credere che nella nostra vita ci sono infinite potenzialità? L’esperienza ci mostra che quando poi i problemi si affrontano si scoprono delle risorse di sé che prima non si pensava di avere.

La nostra vita procede in base alla nostra comprensione. E la nostra comprensione è limitata. Per comprendere di più, per scoprire di più, è importante andare oltre il limite della nostra attuale comprensione, e ciò è possibile solo attraverso la fede, che si esprime attraverso la preghiera al Gohonzon.

Per togliere il limite bisogna credere. È strano: se ci credi funziona, se non ci credi non funziona.

“La palestra del Budda”, BS, n°135.

Marina: Come si toglie il limite?

La prima cosa è il desiderio: se si vuole, si riuscirà a toglierlo, altrimenti non ci si riuscirà. Tutti hanno paura di sapere dove è il limite della propria forza, questo è il motivo per cui non lo si vuole conoscere. Prima di arrivare al limite, ci si ferma. Quello che noi stiamo tentando di fare è di rompere questo limite, di andare oltre.

 

Maria Lucia: quanto è importante praticare costantemente?

Praticare vuol dire “mettere in pratica”, mettere in pratica un’idea. Nel nostro caso si tratta di fare Gongyo e Daimoku, altrimenti non si può dire di essere buddisti.

È normale che ognuno abbia una propria idea per vivere il meglio possibile, e poiché si agisce in base all’idea che si ha, se migliora l’idea migliora anche l’azione. Nel Buddismo si adotta una filosofia in base alla quale migliorare la vita.

 “La rotta…della pratica corretta”, BS, n°147.

Devoti

“ Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l’inverno, che si trasforma sempre in primavera. Non si è mai visto né udito, sin dai tempi antichi, di un inverno che si sia trasformato in autunno, né si è mai sentito di alcun credente del Sutra del Loto che sia diventato un essere comune (RSND, 1, 447). Non importa quanto freddo e pungente sia l’inverno, la primavera giungerà sicuramente. Tutti coloro che hanno fede nel Sutra del Loto otterranno la Buddità senza eccezioni. Il Buddismo di Nichiren Daishonin esiste per far sì che coloro che hanno sofferto di più possano essere felici.”

Nuovo Rinascimento, 468, p. 5

Daimoku

 Il daimoku che noi recitiamo è gioia di vivere, causa originale che consente di diventare felici, forza motrice che ci porta alla vittoria. Il suono del Daimoku ha la funzione fondamentale di trasformare radicalmente la nostra vita e quella degli altri, mettendoci “a ritmo” con l’universo infinito.

 IKEDA (da N.R. 15 febbraio 2011 pag. 4)

 

Causa

“Il Buddismo ci insegna che la causa migliore che possiamo porre è recitare e agire sulla base della saggezza, del coraggio e della compassione che dalla recitazione derivano, promette che in questo modo possiamo iniziare a spezzare gli schemi abituali di comportamento che si sono radicati nella nostra vita e che continuano a causarci dolore.”

Il Buddista riluttante, p.135

Disarmo interiore

“Cambiare il punto di vista.

Mettere a fuoco uno spazio nuovo.

Aprire gli occhi su altro. Altro da me, innanzitutto, per imparare a diventare una persona che non pensa per opposizioni, che non cerca di affermare solo per difendersi o per vincere, che prova a confrontarsi in maniera disarmata.”

Buddismo e Società, n°139, p.4

Fede

“La fede è una lotta incessante  contro le situazioni che sembrano senza via d’uscita… Tutti prima o poi si ritrovano in situazioni che sembrano non avere via di scampo. Qualcuno negli affari, qualcun altro ha problemi di coppia, altri con i figli, gli amici o i colleghi… Tuttavia il potere del Gohonzon è incommensurabile, vasto quanto tutto l’universo. E anche le nostre vite hanno un potenziale infinito. Tutto dipende da quanto noi permettiamo alla nostra determinazione di bloccarsi. Quando riusciamo ad afferrare questo concetto, la strada verso la completa vittoria si è già aperta”.

La Nuova Rivoluzione Umana, vol. 2, pag. 76

 

<<Raccogli tutta la tua fede- scrive il Daishonin- e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato? Credi nel Sutra del loto quando dice:” Questo Sutra esaudisce i desideri. E’ l’acqua fresca e limpida del laghetto che placa la sete” e “Godranno di pace e sicurezza in questa vita e di circostanze favorevoli nella prossima”.

Risposta a Kyo’o

Sutra del loto

“Il Sutra del Loto ha due significati simbolici in relazione alla pianta da cui prende il nome: da una parte il bianco fior di loto sboccia dallo stagno melmoso- in riferimento alla possibilità che ogni essere umano ha di manifestare l’Illuminazione nella propria vita- dall’altra si tratta di una pianta in cui fiore e frutto si sviluppano nello stesso momento senza seguire la normale successione temporale, fenomeno che rappresenta la simultaneità tra causa ed effetto”.

 Nuovo Rinascimento, n°464 del 15/04/11