Qual è il tesoro della gioventù? E’ la lotta. Si può diventare forti solo con la lotta. Chi affronta difficoltà in gioventù non avrà nulla da temere quando si tratterà di dare gli ultimi ritocchi alla propria vita: possiederà una grande energia che lo renderà forte e incrollabile. Nel Buddismo questa dimensione viene definita Buddità, una condizione che nulla può vincere o distruggere. Si tratta di uno stato vitale di cui godono gli invincibili campioni della vita.

Beethoven è stato definito un genio. Ma non si deve dimenticare che la sua genialità era basata su un continuo sforzo. Tutto dipende da un forte impegno e dalla tenacia. Non si può diventare una persona di valore con un atteggiamento noncurante, pensando che in qualche modo le cose si aggiusteranno. Il motto di beethoven era infatti :<< Non un giorno senza un rigo>>. Ogni giorno puntualmente egli scriveva musica. Il grande musicista non arrivava mai al tramonto senza aver lavorato con assiduità. Continuare ogni giorno: proprio come facciamo noi con la pratica di gongyo. Sfidarsi costantemente è fonte di una forza immensa.

Anche nei momenti di maggiore difficoltà, la cosa importante è che ognuno di noi decida di essere il protagonista della propria vita senza mai smettere di progredire. Sminuirsi, indietreggiando di fronte agli ostacoli, porta come risultato la sconfitta. Se ci rafforziamo e se sviluppiamo il nostro stato vitale possiamo trovare una soluzione. Fino a quando abbracceremo la Legge mistica potremo uscire da ogni vicolo cieco e superare qualsiasi ostacolo, conducendo chi soffre alla felicità.

Dobbiamo sforzarci con costanza nella realtà. Se viaggiamo nell’orbita “fede uguale vita quotidiana”, tutte le nostre preghiere otterranno una risposta. Allora vivremo un’esistenza in cui tutti i desideri si realizzeranno. Se tutte le preghiere fossero esaudite senza sforzo, finiremmo per diventare pigri. Se tutti i nostri desideri fossero soddisfatti senza l’esperienza della sofferenza o della difficoltà non potremmo capire il dolore e la lotta degli altri, e la nostra compassione giorno dopo giorno si affievolirebbe.

La saggezza, la tenacia e l’espressione in sè, come anche la forza vitale da cui queste originano, sono di vitale importanza. Il Buddismo è una lotta che mira alla vittoria. Questo è ciò che insegna il Daishonin. Un buddista, quindi, non deve mai uscire sconfitto, da qualsiasi circostanza. Spero che assumerete un atteggiamento sempre pronto, sempre vincente sia nel lavoro sia nella vita quotidiana; che agirete con coraggio mostrando l’efficacia della prova concreta.

Si potrebbe comparare la recitazione di gongyo e daimoku alla rotazione della Terra intorno al proprio asse, mentre la partecipazione alle attività è simile al motot di rivoluzione attorno al Sole. Incamminarsi su questo sentiero che ci permette di conoscere uno stato vitale di gioia senza precedenti, è in sè prova del nostro raggiungimento della Buddità. In questo periodo storico le attività della Soka Gakkai rappresentano lo strumento tramite cui possiamo raggiungere l’Illuminazione.

Cosa significa per noi conseguire la Buddità? Non significa che un giorno, all’improvviso, ci trasformeremo in Budda o diventeremo illuminati come per magia. In un certo senso, con “raggiungere la Buddità” si intende che siamo entrati nell’orbita della Buddità intrinseca all’universo. Più che una destinazione finale statica a cui arrivare e in cui rimanere, raggiungere la Buddità è stabilire una solida fede con cui continuare ad avanzare lungo il cammino della felicità assoluta, senza fine.

L’iniziativa personale ha per me un grande valore. Kosen rufu progredirà grazie a individui coraggiosi che, armati di uno spirito indipendente, si impegneranno per realizzare la promessa che hanno fatto nel remoto passato. Poichè essi hanno deciso di lottare, non si lamentano. Di fronte a ostacoli sempre maggiori essi fanno emergere dalle loro vite coraggio, saggezza e potere.

Lo scrittore Goethe era un instancabile ottimista. Come riusciva a serbare tale caratteristica? Era sempre attivo e non lasciava mai che la sua vita ristagnasse. Egli scrisse:<< E’ meglio dedicarsi alle piccole cose piuttosto che sprecare mezz’ora giudicandole inutili.>> Impegnare trenta minuti al giorno sfidandosi in qualcosa può cambiare le nostre vite.