«Tuttavia non sono scoraggiato»

di Daisaku Ikeda 

 

Campioni di perseveranza,
attraversando montagne,
valli, fiumi,
possiate vincere anche oggi
con allegria.

In ogni impresa la perseveranza è la chiave del successo. Noi della Soka Gakkai abbiamo continuato a impegnarci per kosen-rufu, a volte con azioni apparentemente piccole e invisibili, con tenacia e sincera dedizione. Perciò abbiamo vinto. Come scriveva l’autore francese Gustave Flaubert (1821-1880): «Tutto risulta piacevole se ci si applica con perseveranza».
In ogni stagione, nello spirito della Gakkai, i nostri membri si impegnano ovunque a realizzare il più elevato degli obiettivi umani: la costruzione di un mondo pacifico attraverso l’ampia propagazione dei princìpi e degli ideali del Buddismo di Nichiren Daishonin. Essi percorrono il nobile sentiero della rivoluzione umana secondo lo spirito di non dualità di maestro e discepolo.
Nichiren Daishonin scrive: «Poiché io ho esposto questo insegnamento, sono stato esiliato e quasi ucciso. Come dice il proverbio: “Un buon consiglio irrita l’orecchio”. E tuttavia non sono scoraggiato» (Gli elementi essenziali per conseguire la Buddità, RSND, 1, 664). Nel luglio del 1260 il Daishonin aveva dato l’allarme all’opinione pubblica dei suoi tempi con il trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, e, per aver osato dire pubblicamente la verità, da quel momento in poi fu oggetto di una serie ininterrotta di persecuzioni. Le maggiori di queste furono: la persecuzione di Matsubagayatsu (1260), l’esilio di Izu (1261), la persecuzione di Komatsubara (1264) e quella di Tatsunokuchi, seguita dall’esilio a Sado (1271).
Ma il Daishonin non batté ciglio; respinse gli attacchi, rimanendo saldo e ricacciando indietro le legioni di forze negative che lo assalivano. «Tuttavia non sono scoraggiato»; queste parole incarnano alla perfezione lo spirito invincibile che è l’essenza del Buddismo di Nichiren Daishonin. Se nel cuore di una persona arde questo spirito, non sarà mai scoraggiata. Continuiamo a lottare senza stancarci fino a quando sarà il re demone (vedi DB, 656), frustrato, a cedere.

Amici miei
dalla fede incrollabile,
conquistate una vittoria dopo l’altra,
assumendo la guida con gioia
ed «eloquenza senza limiti»
1.

Nel Sutra del Loto si dice che i Bodhisattva della Terra «hanno coltivato con assiduità la perseveranza» (SDL, 292) e «dimorano tutti nello stadio della non-regressione» (Ibidem, 289). Perseveranza e risolutezza: le nobili donne di Soka, le madri di kosen-rufu, sono veri esempi di queste virtù.
Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, incoraggiava così i membri che stavano lottando contro le avversità: «Ogni volta che vi rimettete in piedi, saldamente decisi a non essere sconfitti, sarete in grado di manifestare sempre di più la vostra Buddità» e «Coloro che continuano ad affrontare difficoltà indescrivibili fino a superarle sono veri vincitori».
Non essere sconfitti dalle forze negative o dagli ostacoli che cercano di fermare kosen-rufu ed essere determinati a trasformare qualsiasi veleno in medicina: quando recitiamo Daimoku e agiamo con questo spirito possiamo attingere al potere della perseveranza del Budda che esiste dentro di noi. Un altro nome del Budda è Colui che sa sopportare.

Far sbocciare
i fiori della felicità
grazie all’unità di maestro e discepolo.

Dopo aver scritto le parole «tuttavia non sono scoraggiato», il Daishonin prosegue: «Il Sutra del Loto è il seme, il Budda il seminatore e la gente il campo» (RSND, 1, 664). Da quando sono diventato discepolo di Toda all’età di diciannove anni, ho continuato a sforzarmi per estendere sempre di più il dialogo buddista, piantando i semi della pace e della felicità in tutto il mondo, senza scoraggiarmi mai.
Il grande educatore Hans Henningsen, che fu preside della Scuola superiore Askov, in Danimarca, ha lodato l’impegno nel dialogo da parte della Soka Gakkai, dicendo che più si ha coraggio, più il dialogo risulta significativo, e che un dialogo positivo contribuisce alla costruzione di un mondo migliore.
Amici miei, piantate i semi della vittoria, fate sbocciare i luminosi fiori della felicità, con il vostro tenace e coraggioso impegno nel cercare il dialogo con gli altri.

Grazie agli sforzi,
continui e tenaci,
di far progredire
kosen-rufu,
illumineremo vividamente
il cammino per la vittoria infinita.

1. L’espressione è tratta dal dodicesimo capitolo (“Devadatta”) del Sutra del Loto: «Non ci sono limiti alla sua eloquenza ed ella prova compassione per gli esseri viventi come fossero suoi figli» (SDL, 243).

Bibliografia

 Il Nuovo Rinascimento n.446 1 luglio 2010

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Un pensiero su “«Tuttavia non sono scoraggiato»

  1. sto preparando gli esami di buddismo e le 4 persecuzioni maggiori riportate nel testo sono
    Matsubagayatsu seguita da esilio a Izu
    Komatsubara
    Tatsunokochi seguita da esilio a Sado
    e Atsuhara morte dei discepoli mentre lui stava sul monte Minobu
    giusto?
    fammi sapere grazie

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